03 Ottobre 2026 23:58

Milano da ridere: debutta il Festival dei Giullari

Don Chisciotte

Dal 5 all’11 ottobre Milano si riempie di risate con la prima edizione di “FOOLS. Il Festival dei Giullari”, rassegna che il Teatro Oscar e il Teatro degli Angeli dedicano alla comicità come linguaggio capace di leggere, raccontare e interrogare il presente.

Il nuovo festival nasce dal successo delle passate edizioni de “Il Triduo del Giullare” e riunisce alcuni dei nomi più noti della scena comica italiana insieme alle nuove generazioni di comici e performer, alternando spettacoli, incontri e momenti di approfondimento, mettendo al centro linguaggi e forme diverse del comico e il suo rapporto con il pubblico. Una settimana intera in cui la risata non è solo intrattenimento, ma uno strumento per osservare la realtà da prospettive inattese, trasformando il comico in un’occasione di incontro, pensiero e condivisione: già che il presente non è dei più semplici, ridiamoci sopra!

Ad aprire la manifestazione, il 5 ottobre alle 20:30 al Teatro degli Angeli, sarà la finale della prima edizione del Premio Garpez per la risata emergente, il concorso dedicato ai comici under 35 promosso dagli stessi due teatri. Dopo durissime selezioni, cinque finalisti si sfideranno dal vivo davanti al pubblico, offrendo uno sguardo sui nuovi linguaggi della comicità italiana. Il premio, pensato per immergersi, confrontarsi e divulgare la cultura della risata, vuole creare un’occasione unica per i giovani comici e comiche emergenti, anche alle prime esperienze: a loro è offerto il palco dei teatri Oscar e degli Angeli per mettersi alla prova davanti a un pubblico vero e confrontarsi con professionisti del settore.

Il cuore della manifestazione resta però “Il Triduo del Giullare”, in programma il 6, 8 e 10 ottobre alle 20:30 al Teatro Oscar, con la conduzione di Giacomo Poretti, la musica dal vivo de I Punti Neri, la regia di Gianmarco Bizzarri e la produzione de Gli Incamminati Centro di Produzione Teatrale. Tre serate che raccolgono differenti forme e linguaggi della comicità contemporanea, mettendo a confronto artisti affermati e nuove voci della scena. Sul palco si alterneranno Max Angioni, Angelo Pintus, Antonio Ornano, Filippo Caccamo, Mattia Stanga, Luca Ravenna, Enrico Bertolino, Ippolita Baldini ed Emanuela Cappello, insieme a Francesco Brandi, Tindaro Granata e altri protagonisti, per tre appuntamenti all’insegna della risata e dello spettacolo dal vivo. Il Triduo rappresenta il cuore della settimana inaugurale della nuova stagione del Teatro Oscar e del Teatro degli Angeli: una scelta precisa della direzione artistica, che affida proprio alla comicità l’apertura del cartellone 2026/2027, non come semplice forma di intrattenimento, ma come strumento per osservare e raccontare il presente.

Prendersi a Cuore, Teatro Oscar, Giacomo Poretti, Ippolita Baldini Enrico Bertolino, Lorenzo Marangoni, Leonardo Manera,Francesco Brandi, Stivalaccio Teatro, Margherita Antonelli, Turbo Paolo, Carlo Amleto, Daniela Cristofori,Giuseppe Scoditti

Ridi che ti passa: il calendario

Il festival guarda però anche alla storia e alle radici del comico. Il 7 e il 9 ottobre alle 18, il Teatro degli Angeli ospiterà “Alle radici della comicità”, due appuntamenti aperti al pubblico dedicati a riflettere sull’essenza del comico e sui suoi grandi maestri. Il primo incontro, il 7 ottobre, sarà dedicato ad Aristofane, considerato il primo grande autore comico della tradizione occidentale, con Maddalena Giovannelli, docente universitaria e studiosa di teatro, e Valentina Garavaglia, docente e studiosa delle discipline dello spettacolo, nonché Rettrice della Libera università di lingue e comunicazione IULM. Il 9 ottobre sarà invece protagonista Giovannino Guareschi, tra le voci più originali e influenti dell’umorismo italiano del Novecento.

Sempre il 7 e il 9 ottobre, alle 21 al Teatro Oscar, spazio a “Due battute con…”, il format in cui Giacomo Poretti vestirà i panni dell’intervistatore per scoprire i retroscena della comicità, la gavetta necessaria e la bellezza di far ridere le persone. Il 7 ottobre dialogherà con Katia Follesa, il 9 ottobre con i The Jackal, due ospiti speciali per due serate che promettono di svelare il lato meno noto del mestiere del comico.

A chiudere il programma, domenica 11 ottobre alle 16 al Teatro Oscar, è “Don Chisciotte” della compagnia Stivalaccio Teatro, produzione Teatro Stabile del Veneto, con soggetto originale di Marco Zoppello, dialoghi di Carlo Boso e Marco Zoppello, interpretazione e regia di Michele Mori e Marco Zoppello, costumi e fondale di Antonia Munaretti, maschere di Roberto Maria Macchi e consulenza artistica di Carlo Boso. Giulio Pasquati, Padovano, in arte Pantalone, e Girolamo Salimbeni, Fiorentino, in arte Piombino, sono due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il XVI e il XVII secolo. Sono vivi per miracolo. Salgono sul palco per raccontare di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza ma soprattutto grazie al pubblico. A partire dall’ultimo desiderio dei condannati a morte prendono il via le avventure di una delle coppie comiche più famose della storia della letteratura, filtrate dall’estro dei due saltimbanco che arrancano nel tentativo di procrastinare l’esecuzione, tra mulini a vento ed eserciti di pecore. E se non rammentano la storia alla perfezione, poco importa: si improvvisa sul tema dell’amore e della fame, del sogno impossibile, dell’iperbole letteraria, della libertà di pensiero e di satira con “l’unico limite: il cielo”, come direbbe Cervantes. Uno spettacolo sul pubblico, per il pubblico e con il pubblico, perché è quest’ultimo che avrà il compito di salvare i due attori dalla morte… di salvare il teatro. Michele Mori e Marco Zoppello, attori dietro i “personaggi attori”, hanno attinto in assoluta libertà al contenitore che è il Don Chisciotte, rimasticandolo in un tosco-veneto condito di emilianismi e francesismi e prendendosi il permesso di “tirare per la giacchetta” autori come Leopardi, Pulci, Ruzzante, Dante, De la Barca, Shakespeare e tanti altri, per uno spazio interamente dedicato all’arte della risata.

Non soltanto intrattenimento, ma un linguaggio capace di attraversare epoche e generazioni, osservare la realtà da prospettive inattese e trasformare il comico in un’occasione di incontro, pensiero e condivisione.