06 Ottobre 2026 00:08

L’antidiva che attraversava la cortina di ferro: l’arte di Liliana Cosi

ANTIDIVA – La vita e l’arte di Liliana Cosi, still da film

Étoile italiana di fama internazionale, Liliana Cosi è protagonista di un documentario, in anteprima a Reggio Emilia, che racconta una carriera eccezionale che ha attraversato epoche e politiche

Nata a Milano nel 1941, Liliana Cosi è leggenda viva. Anzi, ANTIDIVA. L’ha proprio intitolato così la regista Camilla Ferranti il documentario – La vita e l’arte di Liliana Cosi, che si presenterà in anteprima a Reggio Emilia, al Teatro Rosebud, il prossimo 14 ottobre. Una versione inedita di 82 minuti, esclusiva per la sala cinematografica per un lungometraggio che racconta Liliana Cosi a partire dal presente, mentre fotografie, filmati, costumi e oggetti del suo archivio riaprono le porte della memoria. Ogni immagine diventa una soglia: l’infanzia milanese, l’ingresso giovanissima all’Accademia del Teatro alla Scala, la disciplina quotidiana e la scoperta di una vocazione artistica vissuta come ricerca di bellezza e di senso. La sua storia personale si intreccia poi con la Storia.

Nel 1963 Liliana è tra le ballerine italiane inviate al Bolshoi di Mosca; pochi anni dopo diventa étoile ospite in Unione Sovietica, dove tra il 1968 e il 1977 danza in 137 spettacoli. Durante la Guerra Fredda attraversa continuamente la Cortina di Ferro, dividendo la propria carriera tra Est e Ovest e lavorando con alcuni dei più grandi protagonisti della danza internazionale, da Rudolf Nureyev a Vladimir Vassiliev, Marius Liepa e Marinel Stefanescu. L’arte diventa così un ponte capace di unire mondi politicamente lontani.

Il documentario segue poi il ritorno in Italia, il sodalizio umano e professionale con Stefanescu e la nascita del Balletto Classico, dove l’esperienza maturata sui grandi palcoscenici viene trasmessa a nuove generazioni di danzatori. Attraverso la voce di Liliana, le testimonianze di chi ha condiviso il suo percorso e preziosi materiali d’archivio, emerge il ritratto di una donna rigorosa, spirituale e sorprendentemente ironica, capace di raggiungere i vertici della danza mondiale senza mai identificarsi con il ruolo della diva.

Liliana Cosi

«Ho studiato per molti anni danza classica approfondendo lo studio presso la scuola di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu e Liliana ha rappresentato per me molto più di una grande interprete… è stata un riferimento artistico e umano. Tornare a lei con gli strumenti del cinema ha significato confrontarmi con una parte importante della mia formazione e raccontare una donna che ha raggiunto i vertici della danza mondiale senza mai trasformare il successo in culto della propria immagine», racconta la regista Camilla Ferranti. 

Tra incontri, immagini del passato e testimonianze, il documentario racconta una vita consacrata alla danza e un’arte capace di diventare ponte tra culture, generazioni e mondi apparentemente distanti. Lasciando emergere la disciplina, la spiritualità e la determinazione di una donna rimasta sempre lontana dall’idea del “mito”.