
In occasione della XXII Giornata del Contemporaneo un intreccio di memoria, paesaggio e mobilità attraverso le opere di quattordici artisti e collettivi dei due Paesi, aIl’Istituto Italiano di Cultura di Atene
Le relazioni culturali tra Italia e Grecia attraverso le pratiche dell’arte contemporanea: “Così, distanti, ci veniamo incontro. Geografie di prossimità”, a cura di Leonardo Regano, all’Istituto Italiano di Cultura di Atene riunisce (fino al prossimo 13 novembre, quattordici artisti italiani e greci legati da un titolo riprende il verso conclusivo de La ragazza di Atene di Vittorio Sereni, poesia nata dal ricordo di una giovane donna greca incontrata dal poeta e affida alla memoria il compito di mantenere vivo quell’incontro oltre il tempo e la distanza.
Una Grecia “contemporanea”: non il luogo idealizzato del mito, ma lo spazio concreto di una relazione umana che continua a esistere nel ricordo e in una cultura che continua a riconoscersi attraverso gli scambi, le esperienze e le pratiche del presente, in questo caso attraverso un gruppo di artisti di generazioni differenti, molti dei quali hanno vissuto, studiato o lavorato in entrambi i contesti culturali. Le loro opere restituiscono la complessità di questo confronto continuo, nato dall’esperienza diretta e osservato attraverso prospettive differenti, nelle quali memoria, paesaggio, cultura materiale, viaggio e mobilità diventano strumenti per rileggere una storia condivisa.

Suddivisa in cinque nuclei tematici, si passa dalle ricerche intorno al mito, natura e paesaggio di Valentina Bartolini, Giovanna Caimmi e Marta Roberti, a quelle dedicate alla memoria dei luoghi, mostrando come monumenti, architetture, manufatti e pratiche quotidiane conservino le tracce di una storia costruita dalla circolazione di tecniche, oggetti e saperi, nelle opere di Katerina Botsari e Giuseppe De Mattia. Il terzo nucleo guarda al Mediterraneo come spazio di attraversamento con Eva Marisaldi, Marcella Vanzo e il duo Agata Ferrari Bravo & Thomas Saccuman che affrontano il tema del viaggio da prospettive differenti, osservandolo come esperienza di conoscenza, relazione e mobilità; viaggio come apertura dello sguardo, ma anche “verso” di turismo e migrazioni forzate. Infine, gli artisti che hanno scelto di vivere e lavorare tra Italia e Grecia: Lucia Bricco, Giovanni Copelli, Stef Kamaris mostrano come il
dialogo tra i due Paesi non rappresenti semplicemente un tema, ma una condizione concreta della pratica artistica.
Così, attraverso le tecniche più differenti – pittura, disegno, fotografia, video, installazione, performance e pratiche partecipative – confronto tra Italia e Grecia rivive lontano da ogni rappresentazione stereotipata.






