15 Ottobre 2026 23:03

Il Louvre? Senza fondi, sarà un disastro

Christophe Leribault, direttore del Louvre di Parigi, non l’ha messa giù leggera: il museo potrebbe arrivare a chiudere definitivamente se non verranno realizzati interventi di ristrutturazione volti a migliorare la sicurezza dell’istituzione e a rinnovarne le infrastrutture obsolete

«Chiunque formi il prossimo governo deve tenere presente che, se il Louvre non verrà riparato, ammodernato e trasformato, resterà rapidamente indietro e alla fine sarà costretto a chiudere le proprie porte al pubblico», ha dichiarato Leribault al quotidiano Le Figaro. Un disastro annunciato e il cui picco si è avuto esattamente un anno fa, quando i gioielli della corona francese sono stati rubati per un valore complessivo di 102 milioni di dollari.

I piani per ammodernare il Louvre, tenendo conto dei problemi legati alla gestione dei flussi di visitatori e alla sicurezza, sono diventati a loro volta oggetto di dibattito: a febbraio, il museo ha rinviato un concorso per selezionare l’architetto incaricato di ampliare la struttura, annunciato meno di un anno prima. In precedenza, il progetto era stato valutato 788 milioni di dollari; suscitatando le proteste dei dipendenti del Louvre, secondo i quali si concentrava eccessivamente sul trasferimento della Gioconda in una galleria dedicata, a scapito dei problemi strutturali che richiedevano invece interventi urgenti.

A maggio, con Leribault alla guida dell’istituzione, il museo ha ripreso il progetto, nominando Selldorf Architects e Studios Architecture Paris vincitori del concorso. Dopo il licenziamento della direttrice des Cars, Leribaut aveva puntato sulla sicurezza: al Financial Times aveva dichiarato che «La sicurezza deve essere integrata fin dall’inizio in tutte le nostre scelte», ma nell’intervista a Le Figaro, il direttore – che pochi giorni fa aveva anche parlato di una campagna fondi globale per arrecadare i fondi per la manutenzione – ha lasciato intendere che qualsiasi progetto di trasformazione del Louvre sarà costoso e difficile da realizzare. «Non esiste una soluzione “superficiale” semplice e miracolosa. Tutto è interconnesso, tutto è collegato». Politica in primis