21 Ottobre 2026 23:25

Il mercato ignora le proteste e Art Basel Paris si apre con grandi vendite

Art Basel Paris

Se le strade di Parigi portano le tracce delle proteste del fine settimana, l’apertura dell’Avant Première di Art Basel non guarda in faccia a nessuno e segna acquisizioni milionarie

Nonostante le voci di collezionisti che avrebbero annullato il viaggio per le proteste, ArtNews riporta un gran numero di collezionisti americani, oltre a direttori e curatori di musei statunitensi come Michael Govan (LACMA), Massimiliano Gioni (New Museum), Ruba Katrib (MoMA PS1), Giampaolo Bianconi (Art Institute of Chicago) e Max Hollein con David Breslin (Met), e il Metropolitan che ha portato a Parigi un nutrito gruppo di trustee, oltre alle attrici Katie Holmes e Natalie Portman.

Sempre ad ArtNews, Mathieu Templon, della parigina Templon, ha dichiarato poco dopo l’apertura: “Siamo partiti col piede giusto: siamo a casa“. La galleria ha confermato la vendita di L’envers du soir (2026) di Bilal Hamdad per 65.000 euro.

Il presidente di Hauser & Wirth, Marc Payot, ha definito le presenze di alto livello “la forza di questa fiera“, ma ha anche ammesso: “Il lato problematico è che ci si distrae con la città. La gente viene qui per vedere mille cose“. Thaddaeus Ropac ha aggiunto che a Parigi “i collezionisti prendono decisioni in fretta“, perché la fiera compete per l’attenzione con la miriade di mostre in città. Nonostante ciò, le vendite non sono mancate: tra le 15 riportate dalla sua galleria, quattro Picasso (a prezzi non divulgati), un Fontana del 1953 per 1,8 milioni di euro e un Baselitz del 2019 per 800.000 euro: “Stiamo andando molto bene, ma era previsto, a essere onesti“, ha commentato Ropac ai giornalisti Maximilíano Durón e Devorah Lauter.

Hauser & Wirth ha venduto Rokokotisch (1965) di Gerhard Richter per un prezzo intorno ai 10 milioni di dollari, Der Hirte (1965) di Baselitz per una cifra simile, Woman with Designer Shirt (2026) di George Condo per 2,9 milioni, un Fontana del 1961 per 1,7 milioni di euro, un Guston del 1969 per 1,5 milioni e un Calder per poco meno di 1 milione. Gagosian ha piazzato un de Kooning del 1987 a otto cifre e un Peter Doig. White Cube ha riportato 16 vendite, tra cui due opere di Julie Mehretu a 7,85 milioni di dollari ciascuna.

L’opera più costosa della fiera è però il Nu étendu (Lolotte) di Amedeo Modigliani (1917), presentato dalla galleria di punta di ben più che glorioso secondo mercato Pace Di Donna Schrader, fondata da Pace Gallery, Emmanuel Di Donna e David Schrader, e valutato oltre 100 milioni di dollari. Il dipinto, non visto da circa un secolo, faceva parte della mostra del 1917 alla Galerie Berthe Weill, che causò uno scandalo per indecenza e fu l’unica personale dell’artista in vita. Emmanuel Di Donna ha parlato di un inizio “di grande successo“.

Sul fronte del mercato, il consulente Nicolas Nahab (NG Partners) ha spiegato che i collezionisti “oggi non si fidano dei prezzi come una volta” e che il processo decisionale è più lento: “Hanno bisogno di rassicurazione, ricerca e comprensione del mercato prima di decidere. Se la fiducia c’è, allora la decisione è facile“. Amen.