
Gli “Iris” di Claude Monet, tela da 160 per 180 centimetri della collezione Schlumberger, partivano da una stima tra i 22 ed i 30 milioni di euro
La sede parigina di Sotheby’s ha messo in vendita la collezione Schlumberger. Jeanne Schlumberger, collezionista e mecenate della omonima famiglia di industriali, costruì per oltre quarant’anni una collezione straordinaria insieme alla mercante d’arte Katia Granoff. Nel 1958 contribuì, pare, a finanziare l’acquisto dello studio di Michel Monet. Aiutando a salvare uno dei gruppi più importanti di tarde opere di Claude Monet e a farle riscoprire, quando in Francia interessavano a pochi.
In asta 23 lotti in un contrasto inedito tra lotti milionari e lotti da poche migliaia di euro. L’opera regina dell’asta è stata “Iris” di Claude Monet. Una tela da 160 per 180 centimetri la cui stima era tra i 22 ed i 30 milioni di euro. È stata messa in asta a partire da 16 milioni di euro e con una certa difficoltà ha passato la soglia della stima minima, l’asta sembrava ormai fermarsi quando hanno iniziato a darsi battaglia due collezionisti collegati via telefono.
Si è passata la soglia dei 30 milioni e poi l’asta è proseguita con rilanci prima da 200/300 mila euro poi da 100 mila. Con qualche sortita di 300/500 mila euro per tentare di spiazzarsi reciprocamente tra i due concorrenti. Alla fine, dopo ben 45 minuti l’opera è stata aggiudicata, per 43 milioni di euro (50 milioni col premio della casa d’asta), ad un collezionista asiatico. Si è trattato dell’opera d’arte col più alto valore di vendita nella storia delle aste francesi.

Guanti bianchi
Subito dopo un’altra opera di Monet, “La maison à travers les roses”, ha stentato ad affermarsi. Battendo il martello alla stima minima di 2 milioni di euro (2,5 col premio). Ha stentato anche un altro capolavoro del maestro dell’impressionismo, “Saule pleureur or L’Arbre de feu” che posto in vendita a 5,5 milioni è stato aggiudicato, ad un collezionista presente in sala, a 7,9 milioni (9,7 col premio, cioè poco sopra la soglia minima di stima).
In asta c’era anche una lampada scultura di Giacometti, stimata 150/200 mila euro è stata venduta a 170 mila euro (217mila col premio). Gli ultimi quattro lotti dedicati ad opere di Pierre Laprade, con stime tra 1.000 e 1.500 euro, tre delle quali sono state vendute in media a 5.000 euro, la quarta, “Roses” a 23 mila euro.
Nell’asta della collezione originariamente erano presenti anche tre dipinti giovanili di Paul Cézanne, ma da poco dichiarati “trésors nationaux”, e sono stati quindi ritirati. Il motivo: grazie a una mediazione di Sotheby’s, la famiglia Schlumberger e la città di Aix-en-Provence, con il sostegno del Ministero della Cultura francese, hanno avviato una trattativa per riportare le opere nella città natale dell’artista. Dove – se andrà in porto – entreranno al Musée Granet accanto ad altri suoi capolavori.

Le tre tele (La Ferme, Arbres au Bord de la Rivière e Ciel Entre les Arbres, stima complessiva 1,4-2 milioni di euro) furono dipinte tra il 1862 e il 1864. E facevano parte di un grande murale realizzato da Cézanne al Jas de Bouffan. Dopo la dispersione della proprietà nel 1899, il murale fu staccato, trasferito su tela e diviso in otto frammenti. L’asta ha totalizzato 74,5 milioni di euro, ed essendo stati venduti tutti i lotti, sono stati consegnati alla banditrice i guanti bianchi d’occasione.



