
Nuovo studi genealogici rafforzano i già noti rapporti familiari di Degas con l’Italia, indagando le origini livornesi della nonna dell’artista
Della famiglia italiana di Edgar Degas (1834-1917) si sa molto, soprattutto grazie al libro di Riccardo Raimondi, Degas e la sua famiglia in Napoli (Napoli, 1958), e agli studi di Jean Sutherland Boggs. Eppure, tornando ai documenti originali, alcuni dettagli vanno corretti, e c’è un aspetto poco noto che riguarda da vicino la città di Livorno: la nonna paterna del pittore era nata infatti nella città toscana.
Il nonno: non un nobile, ma il figlio di un fornaio
Il capostipite del ramo napoletano è René Hilaire Degas, il nonno del pittore. Nella tradizione familiare, ripresa da Raimondi, i De Gas sarebbero discesi da un’antica famiglia nobile della Linguadoca, i De Gast di Bagnols, poi trasferitisi a Orléans. I registri parrocchiali raccontano una storia diversa.
René Hilaire fu battezzato il 14 gennaio 1770 nella parrocchia di Saint-Marceau, a Orléans, e non a Meung-sur-Loire come spesso si legge. Era figlio di Pierre Degas, boulanger, cioè fornaio, nato a Meung-sur-Loire intorno al 1730 e morto a Orléans nel 1807, e di Anne Hue (1733-1786), che si erano sposati a Orléans il 26 luglio 1756 ed ebbero almeno dieci figli. Il padre di Pierre, Simon, era a sua volta un charcutier, un salumiere. Una famiglia di artigiani, insomma, e non di gentiluomini.
Una curiosità: nella stessa parrocchia di Saint-Marceau nacque nel 1784 Guillaume Gauguin, droghiere, nonno di un altro grande pittore, Paul Gauguin.

Nell’agosto del 1793, in piena Rivoluzione, René Hilaire si stabilì a Napoli. Lì fece fortuna come agente di cambio e poi banchiere: nel 1836 fondò con i figli la ditta “Degas Padre e Figli”, collegata alla casa di Parigi gestita dagli altri figli, e stabilì la famiglia nel palazzo Pignatelli di Monteleone, in Calata Trinità Maggiore, che i napoletani chiamavano “Palazzo d’o Gasse”. Morì a Miano, presso Napoli, il 31 agosto 1858.
La nonna livornese: Aurora Freppa
Intorno al settembre del 1804 René Hilaire sposò a Napoli Giovanna Teresa Aurora Freppa. Aurora era nata a Livorno il 27 dicembre 1782 ed era stata battezzata due giorni dopo nella Collegiata, cioè l’attuale Duomo (Raimondi indica invece il 1783).
Suo padre, Lorenzo Freppa (circa 1759-1837), avvocato e negoziante nato a Napoli, era titolare di una ditta con sedi a Napoli e a Livorno, per la quale lavorò lo stesso René Hilaire prima di sposarne la figlia. La madre era Maria Rosa Aurisicchio, morta a Napoli nel 1801. I Freppa venivano in origine dal Piemonte: il bisnonno, Giovanni Freppa, era nato a Cuorgnè, vicino a Torino, intorno al 1730, e morì negoziante a Napoli nel 1814. Una famiglia che si muoveva tra Piemonte, Toscana e Regno di Napoli, come tante famiglie di mercanti dell’epoca.
Aurora morì a Napoli il 13 aprile 1841. Di lei esiste un ritratto attribuito a Joseph Franque, allievo di David, oggi a Napoli. Dei suoi figli, sette arrivarono all’età adulta:
Rosa (1805-1879), sposata con Giuseppe Morbilli;
Auguste (Laurent Pierre Augustin Hyacinthe, 1807-1874), che a Parigi sposò Célestine Musson, di una famiglia di New Orleans: sono i genitori di Edgar;
Henri (Edoardo Enrico Carlo, 1809-1879), Edouard (Giovanni Odoardo, 1811-1870) e Achille (Carlo, 1812-1875);
Laura (1814-1897), sposata con il barone Gennaro Bellelli;
Stefanina (Emilia Adelaide Stefanina, 1819-1901).
In casa Degas, a Napoli, si parlava napoletano e italiano, e tutti i figli di René Hilaire vollero morire ed essere sepolti a Napoli. Lo stesso Edgar, con gli amici italiani, usava volentieri il napoletano.

Uno zio scomodo: l’antiquario Giovanni Freppa
Anche il fratello di Aurora, Giovanni Andrea Vincenzo Freppa, era livornese: nacque il 7 dicembre 1795 e fu battezzato il 10 nella Collegiata. Sposato a Napoli nel 1820 con Giovanna Cottrau, si stabilì poi a Firenze, dove divenne un antiquario molto noto, e in parte famigerato. Fu lui a spingere la manifattura Ginori di Doccia a riprodurre le maioliche a lustro del Rinascimento, alcune delle quali finirono vendute come autentiche. E fu lui a commissionare al giovane scultore Giovanni Bastianini i busti “rinascimentali” che ingannarono i musei. Il più celebre è il busto del Benivieni, acquistato a caro prezzo dal Louvre ma eseguito da Bastianini nel 1864. Giovanni Freppa morì a Firenze l’11 luglio 1870.
Tra il 1858 e il 1859 Edgar visse a Firenze, ospite della zia Laura e del marito Gennaro Bellelli, esule politico: è il periodo in cui preparò il grande ritratto La famiglia Bellelli. Negli stessi anni il prozio Giovanni Freppa aveva bottega in città. Che i due si siano conosciuti è plausibile, ma per ora non abbiamo trovato documenti che lo provino.
Un lontano legame
Infine, una nota personale. Il 4 luglio 1861 Alfredo Morbilli (1834-1907), figlio di Rosa Degas e quindi cugino primo di Edgar, sposò Emilie Delamorte. Emilie era pronipote di Eugénie Delamorte (1801-1879), antenata diretta di chi scrive per linea materna, attraverso la famiglia Kotzian. Un legame per matrimonio e non di sangue, ma che mostra ancora una volta quanto fossero intrecciate le reti familiari dell’Ottocento.
In conclusione: il pittore delle ballerine, parigino per nascita, aveva dunque radici in un forno di Orléans, in una casa di mercanti piemontesi e in una nonna nata a Livorno. È un buon esempio di come le genealogie “ufficiali”, anche quelle dei personaggi più studiati, meritino sempre una verifica sulle fonti primarie.
Fonti principali
Registri parrocchiali di Saint-Marceau (Archives municipales d’Orléans); registri dei battesimi della Collegiata di Livorno (Archivio diocesano di Livorno); stato civile di Napoli (Archivio di Stato di Napoli, Portale Antenati); R. Raimondi, Degas e la sua famiglia in Napoli, Napoli 1958; J. S. Boggs, “Edgar Degas and the Bellellis”, The Art Bulletin, 1955, e “Edgar Degas and Naples”, The Burlington Magazine, 1963.







