06 Novembre 2026 17:22

Parchi archeologici su, musei giù. Lo stato della domanda culturale in Italia

Parchi archeologici in testa nella domanda culturale
Parchi archeologici in testa nella domanda culturale
Prendere decisioni consapevoli possedendo le conoscenze necessarie per gestire la domanda culturale. Lo studio della Fondazione Delphos

Fino a quasi vent’anni fa i giornali nazionali attendevano l’arrivo primaverile del Dossier Musei redatto dal Touring Club Italiano, per conoscere i numeri riguardanti le presenze nei siti e nei musei statali e non. Oggi esiste un modo meno artigianale per documentarsi. È quello proposto dalla Fondazione Delphos, che nell’ambito di EUREKA, la fiera per le Imprese Culturali e Creative presso la Fiera di Pordenone, ha presentato il secondo rapporto monografico dal titolo Il calendario della cultura. Stagionalità e cicli della domanda culturale.

Osservatorio che utilizzando i dati provenienti dal sistema MidaTicket (2026), ha analizzato, per il secondo anno consecutivo, le modalità di acquisto e la tipologia di acquirenti in oltre 200 luoghi della cultura italiani. Prendendo di mira la distribuzione temporale della domanda culturale. Un tema trasversale che riguarda istituti di ogni dimensione, tipologia e collocazione territoriale.

Lo studio

Lo studio, basato su 25,6 milioni di ingressi registrati nel 2025 in 226 istituti pubblici e privati, trattati in forma aggregata e anonima, ha consentito l’analisi della domanda per mese, giorno, festività e provenienza. I risultati ottenuti, che costituiscono un patrimonio informativo importante, da interpretare come indicatori di comportamento e non come stime puntuali riferite all’intero sistema, convalidano l’assunto che la stagionalità, spesso intesa come un limite esterno, può essere considerata, sostanzialmente, un fattore gestionale governabile.

Con quali conseguenze? Che le variabili coinvolte sono in linea di massima prevedibili: dai ponti del calendario civile, alle vacanze scolastiche dei principali mercati esteri. Tale prevedibilità permette margini d’intervento concreti nell’ambito della programmazione, della gestione del personale, della comunicazione e del marketing. Della definizione delle politiche tariffarie, della pianificazione degli eventi e della progettazione di iniziative di destagionalizzazione dei flussi. Offrendo inoltre l’apporto per differenziare, contestualmente, le politiche pubbliche.

I dati

Quali dati emergono allora dal secondo rapporto monografico dell’Osservatorio che ha analizzato, in Italia 226 luoghi della cultura come musei, aree archeologiche, monumenti, parchi, giardini storici e aree di interesse naturalistico, oltre ad altre sedi espositive con governance eterogenee? Eccone alcuni fra i più interessanti:
– L’incremento degli ingressi nei luoghi della cultura italiani nel 2025, con quasi il 16 per cento in più rispetto all’anno precedente.
– La conferma che nel Paese di musei, la maggior parte di essi rimane poco frequentata.
– L’aumento da sottolineare si è registrato in modo particolare nei parchi archeologici con dieci milioni di ingressi, in prevalenza stranieri. I più numerosi provenienti dal Regno Unito. Quindi il 70% circa dei visitatori arriva dall’estero, anche se la presenza italiana rimane rilevante (30,33%) ma in lieve flessione rispetto al 2024 (31,95%).
– Nonostante possa sembrare che la tecnologia sia sempre più diffusa, l’Italia rimane un paese di visitatori last minute: il valore più frequente della finestra di prenotazione è zero giorni, a testimoniare il fatto che la maggioranza acquista il biglietto lo stesso giorno della visita.
– Un altro dato da non sottovalutare nel 2025 è la crescita del costo medio per un biglietto interno (+6%, da 10,32€ a 10,97). Che non esclude il persistere delle politiche di gratuità e riduzione in tutti i luoghi analizzati.
– Una festività infrasettimanale comporta più ingressi di una domenica ordinaria (il giovedì e il venerdì festivi di inizio maggio superano ampiamente tutte le domeniche).
– L’effetto-ponte si propaga ai giorni contigui, trasformando una singola giornata di festa in un periodo di alta affluenza di 3-4 giorni.

 

La presentazione dello studio sulla domanda culturale
La presentazione dello studio sulla domanda culturale

La domanda culturale connessa al pubblico scolastico italiano presenta una stagionalità propria, chiaramente più marcata di quella della domanda complessiva. Per alleggerire questo tipo di affluenza, durante l’incontro stampa Tiziana Rubin, Responsabile dell’esperienza dei visitatori e del settore retail al Guggenheim, ha specificato che loro spostano le diverse attività e le visite guidate in inverno. E ancora. Con il sistema delle prenotazioni riescono a tenere sotto controllo il flusso dei visitatori. Quando si supera un certo limite, spostano le entrate al museo in altri giorni. Per Raffaella Sgubin, Direttrice del Servizio ricerca, musei e archivi storici dell’ERPAC, il problema è un altro. Come tamponare i cali estivi. Ci provano organizzando concerti, conferenze, visite didattiche. Anche se, ha tenuto a precisare, il Museo della Grande Guerra di Gorizia, per la sua trasversalità, non fa registrare tempi morti.

Sono indicatori di comportamento che tutti gli addetti ai lavori chiamati a gestire il turismo culturale di massa dovrebbero prendere in seria considerazione. E’ sempre stato così? No ha riposto Sergio Bellini, Presidente della Fondazione Delphos. Inizialmente l’accoglienza e l’analisi dei dati da parte dei decisori, direttori di musei e curatori di mostre, si è rivelata tiepida. Ora il clima è mutato. Si sono resi che non si possono prendere decisioni consapevoli se non si hanno le conoscenze adeguate. Quindi sensibilità verso i dati per saper distinguere fra le varie categorie di pubblico. E programmare di conseguenza.