
Nello spazio del CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea Paci presenta il video Interregnum, del 2017
La memoria torna a farsi corpo e immagine. A Foligno l’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata ospita Interregnum, mostra di Adrian Paci curata da Italo Tomassoni insieme all’artista. Promossa – fino al 16 aprile – dal CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea. Lo spazio non è neutro: nella stessa ex chiesa è custodita in modo permanente la monumentale Calamita Cosmica di Gino De Dominicis, presenza enigmatica e magnetica che dialoga idealmente con il tema del tempo e dell’enigma della storia.
Fulcro del percorso è un video del 2017 che intreccia materiali d’archivio provenienti da Albania, Cina, Corea del Nord, Unione Sovietica e Jugoslavia. Una scenografia transnazionale del lutto per i leader comunisti del Novecento. Ma in Interregnum i capi di Stato non compaiono. Scompaiono le bare, i simboli, i corpi del potere. Resta il popolo, una moltitudine di volti e gesti, una coralità emotiva sospesa tra dolore autentico e rituale imposto.
Nato a Scutari nel 1969 e formatosi tra Tirana e Milano, Paci attraversa nella sua opera le fratture della storia recente, trasformando la biografia in lente critica. Qui la memoria non è nostalgia, ma campo di tensione: dispositivo politico, archivio manipolabile, materia viva. Il brusio indistinto che avvolge le immagini accentua la dimensione performativa del lutto, facendo dei corpi veicoli di una memoria collettiva insieme condivisa e controllata.

Il titolo richiama il pensiero di Antonio Gramsci: l’interregno è il tempo in cui il vecchio muore e il nuovo non è ancora nato. In questa sospensione, la mostra apre una riflessione che supera il Novecento e interroga il presente, tra nazionalismi emergenti e paesaggi digitali in cui il passato viene selezionato, compresso, riscritto.





