
Enrico Matteucci from Camerano, Ancona. Immagine tratta da Wikimedia, CC BY 2.0
La città marchigiana è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura dal Ministro Alessandro Giuli. Per la realizzazione dei progetti del proprio dossier, intitolato “Ancona. Questo adesso”, si aggiudica un contributo pari a un milione di euro
Ancona è la Capitale Italiana della Cultura 2028. La proclamazione è avvenuta oggi 18 marzo a Roma, nella sede del Ministero della Cultura. Ancona. Questo adesso è il titolo del dossier presentato dalla città e valutato dalla giuria presieduta da Davide Maria Desario e composta da Luca Galassi, Vincenzo Trione, Luisa Piacentini, Vicky Diquattro, Davide Rossi e Stefano Baia Curioni.
Ancona. Questo adesso trae ispirazione da un brano del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, e alla sua progettazione hanno collaborato anche il premio Oscar Dante Ferretti e il musicista Dardust.
Un dossier che ha colpito la giuria per il “modello di progettazione innovativo, sostenibile e condiviso”, basato sul dialogo e la collaborazione tra le realtà attive nel territorio.
Per realizzare i propri progetti, Ancona riceverà un contributo pari a un milione di euro.
Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028
“Questo è un obiettivo molto importante per una comunità, per una città, per una Regione”, dichiara il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti. “È stato fatto un lavoro importante che ha cercato di mettere insieme ciò che era sparso nella città e rendere armonioso il rapporto fra l’aspetto archeologico-architettonico e quello ambientale perché abbiamo un parco naturale regionale che arriva fino al cuore della città, quindi rendere armonioso questo rapporto era difficile da tradurre. Abbiamo fatto credo un buon lavoro, ma sappiamo perfettamente che i Comuni e le municipalità vengono prima dello Stato, sono comparsi prima dello Stato, quindi è una storia antica che ha radici profonde e ringrazio il governo che tende a valorizzarlo in occasioni così solenni come questa”.
Le altre città finaliste che, insieme ad Ancona, si sono contese il titolo di Capitale Italiana della Cultura sono Anagni con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, Catania con il dossier “Catania continua”, Colle di Val d’Elsa con il dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”, Forlì con il dossier “I sentieri della bellezza”, Gravina in Puglia con il dossier “Radici al futuro”, Massa con il dossier “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia”, Mirabella Eclano con il dossier “L’Appia dei popoli”, Sarzana con il dossier “L’impavida. Sarzana crocevia del futuro”, Tarquinia con il dossier “La cultura è volo”.





