07 Ottobre 2026 22:40

La strada per Cortina. Olimpiadi in mostra a Milano

Allestimento della mostra La strada per Cortina, Gallerie d’Italia, Milano
Allestimento della mostra La strada per Cortina, Gallerie d’Italia, Milano
I Giochi Olimpici invernali del 1956 protagonisti della mostra visibile fino al 3 maggio alle Gallerie d’Italia di Milano

In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le Gallerie d’Italia offrono fino al 3 maggio in Piazza della Scala 6 a Milano un contributo originale al palinsesto culturale dell’evento con la mostra La strada per Cortina che ne rievoca fasti ed eroismi. Olimpiade – parola magica che ab antiquo suscita emozioni – nell’antichità (dall’8° secolo a.C. fino al 4° d.C.) è una festa spettacolare di carattere religioso, ogni quattro anni, in Grecia a Olimpia in onore di Zeus, mentre oggi Olimpiadi (al plurale) – rinate ad Atene nel 1896 grazie al francese Pierre de Coubertin – sono un evento sportivo sempre più completo, globale e inclusivo tanto da essere arricchite nel 1924 dalle Olimpiadi invernali, nel 1960 dalle Paralimpiadi e nel 1976 dalle Paralimpiadi invernali: queste ultime due di straordinario valore morale in quanto sottolineano la piena dignità umana della persona disabile.

I giochi invernali attualmente hanno uno scarto di due anni rispetto a quelli estivi e si svolgono in un Paese differente. La partecipazione alle gare richiede a tutti gli atleti un lungo, impegnativo e accurato lavoro di formazione e crescita psicofisica, una vittoria con sé stessi che evidenzi quanto si è fatto e lavorato per esprimere al meglio capacità in potenza, rivelate da allenamenti faticosi e massima dedizione. Sbocciano così splendidi fiori umani che in competizione possono anche non vincere: comunque partecipare è già una vittoria in quanto indice di eccellenza.

 

Salto con gli sci, 8 gennaio 1956, Fotografia di Franco Gremignani – Publifoto, CSAC, Università di Parma
Salto con gli sci, 8 gennaio 1956, Fotografia di Franco Gremignani – Publifoto, CSAC, Università di Parma

Le Olimpiadi godono sempre più del contributo di Enti Culturali che le affiancano (non solo economicamente) esaltandone significati, valore e storia eroica: un mito mondiale che si sforza di cancellare preconcetti, presunte diversità, razze, polemiche, contrasti, guerre… con eventi all’insegna di sano agonismo, rispetto, dialogo e inclusione.

La strada verso Cortina racconta attraverso 86 fotografie (di cui due a colori) l’impresa coraggiosa ed epica compiuta dall’Italia – ancora lacerata e sofferente per i postumi di una devastante e rovinosa sconfitta nel secondo conflitto mondiale – che con audace coraggio ospita dal 26 gennaio al 5 febbraio 1956 a Cortina d’Ampezzo i VII Giochi Olimpici invernali – prima edizione svolta in Italia e primi trasmessi in diretta televisiva anche in Eurovisione – rinnovando l’esistente e creando ex novo strutture ad hoc nell’incantevole scenario naturale della Conca d’Ampezzo (bacino terminale di un antico ghiacciaio quaternario).

Dal momento in cui nel 1949 il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) comunica l’assegnazione della manifestazione all’Italia (che vince candidati internazionali autorevoli anche economicamente), si attiva una macchina organizzativa ed economica che ha del miracoloso per un periodo postbellico, rappresentando una rinascita e un riscatto per avere restituito a livello mondiale credibilità a un popolo che ha dignità, numeri e capacità creative quando non si fa imbonire da urlanti mestatori. Il prestigio acquisito ha contribuito inoltre a far affidare a Roma le XVII Olimpiadi (estate 1960) il cui straordinario successo ha confermato ed esaltato ampiamente la fiducia ottenuta.

 

Spettatori assistono a una gara di salto con gli sci al Trampolino Italia, 29 gennaio 1956, Fotografia di Publifoto, CSAC, Università di Parma
Spettatori assistono a una gara di salto con gli sci al Trampolino Italia, 29 gennaio 1956, Fotografia di Publifoto, CSAC, Università di Parma

Il curatore Aldo Grasso ha consultato il ricco Archivio Publifoto acquisito da Intesa Sanpaolo nel 2015 con circa sette milioni di fotografie analogiche con annessi e affidato alla sede torinese di Gallerie d’Italia. Publifoto – più importante agenzia privata italiana di produzione e vendita di foto giornalistiche e rappresentante delle principali agenzie fotogiornalistiche di tutto il mondo – è fondata a Milano nel 1937 da Vincenzo Carrese (1910-1981) e, dopo avere raggiunto l’apice, declina negli anni ’70. Per Cortina 1956 sei valenti fotografi hanno prodotto più di 100 servizi e 1400 fotografie. 270 foto tra bianco e nero e colore sulla manifestazione – conservate dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e realizzate dall’agenzia – sono state restaurate, digitalizzate, catalogate e offerte on line alla pubblica fruizione a cura dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo.

Le foto scelte dal curatore non presentano partecipanti, vittorie, podi e medaglie, ma ciò che è avvenuto dietro le quinte, cioè il gigantesco cantiere per trasformare in poco tempo tramite un grandioso pullulare di attività costruttive una località amena – già dedita agli sport invernali, ma con impianti superati e dalla natura intatta in cui pascolavano pecore – in una macchina olimpica organizzata e funzionale. Nuovi il monumentale Trampolino Italia con un punto critico a 72 metri, lo Stadio Olimpico del ghiaccio (progetto dell’arch. Mario Ghedina), la pista di pattinaggio sul lago Misurina, percorsi, spazi e un moltiplicarsi di indicazioni per luoghi e alberghi che hanno ospitato 32 nazioni compresa l’esordiente Unione Sovietica malgrado la “guerra fredda”. Oggi nuove tensioni per la partecipazione della Russia alle Paralimpiadi dal 6 marzo 2026: “corsi e ricorsi storici” di vichiana memoria!

Eccezionali l’impegno e la realizzazione tecnologica per organizzare la prima diretta televisiva (in bianco e nero) in Italia e attraverso la rete Eurovisione (agli inizi) da parte della neonata Rai tv (la cui programmazione televisiva è iniziata il 3 gennaio 1954): 7 i Paesi raggiunti direttamente mentre altre 14 Nazioni hanno inviato radiocronisti e telecronisti (una sola emittente per Paese), 7 regie mobili, 16 telecamere… uno dei primi esempi di regia televisiva sportiva “in diretta”, aspetto stupefacente, affascinante e catalizzatore, fatto che sarebbe diventato di routine perdendo la magia iniziale… Bisogna ricordare che all’epoca gli apparecchi televisivi privati erano pochissimi per cui o ci si riuniva in casa dei pochi fortunati e… ospitali o ci si recava nei locali pubblici, quasi un rito come andare al cinema!

 

Furgoni Romeo della Alfa Romeo con autista, a disposizione dei partecipanti, schierati davanti allo Stadio del ghiaccio, 31 gennaio 1956, Fotografia di Publifoto, Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Furgoni Romeo della Alfa Romeo con autista, a disposizione dei partecipanti, schierati davanti allo Stadio del ghiaccio, 31 gennaio 1956, Fotografia di Publifoto, Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Madrina della manifestazione la giovane Sofia Loren, diva ormai sul trampolino di lancio in un paesaggio che muta radicalmente anche per il moltiplicarsi di una pubblicità più che invasiva: testimone muta e aggressiva del passaggio da un’economia agricola a una industriale e urbana.

Nell’insieme un’esperienza straordinaria nel 1956 e anche nel 2026: c’è da chiedersi fino a quando i cambiamenti climatici e il conseguente aumento di temperatura permetteranno di effettuare i giochi invernali alle nostre latitudini. Vale dunque la pena approcciare il mondo di Cortina 1956 osservando attentamente usi, costumi, attrezzature, abbigliamento… sconosciuti a molti, anche se sinceramente quell’epoca era più facile da vivere per chi, allora giovane o bambino, ricorda l’emozione di godere appieno lo splendido divenire delle stagioni, il divertente scivolare su abbondante neve ghiacciata: emozioni che si respirano nelle foto insieme a un velo melanconico che può essere cancellato immergendoci nell’aura festante dei Giochi Olimpici, persino e soprattutto durante le guerre.