06 Ottobre 2026 01:14

Focus on Wannenes. Intervista a Giacomo Cora, esperto del dipartimento Orologi da tasca e Pendoleria

Giacomo Cora, esperto del dipartimento Orologi da tasca e Pendoleria di Wannenes
Giacomo Cora, esperto del dipartimento Orologi da tasca e Pendoleria di Wannenes
Come si svolgono le attività all’interno di una casa d’aste? Qual è il “dietro le quinte” che precede una vendita? E soprattutto, chi sono i professionisti che vi lavorano? Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di intervistare gli esperti di dipartimento della casa d’aste Wannenes. Protagonista di questo nono appuntamento è Giacomo Cora, esperto del dipartimento Orologi da tasca e Pendoleria

Studioso e appassionato di meccanica e storia dell’orologeria, Giacomo Cora ha in attivo numerose conferenze e pubblicazioni. È perito in orologeria e preziosi per la Camera di Commercio, CTU per il Tribunale di Vercelli e consulente di istituzioni e fondazioni. È presidente dell’AISOR – Associazione Italiana Studiosi di Orologeria, membro del British Horological Institute, Antiquarian Horological Society e dell’Associazione Française des amateur d’Horlogerie Ancienne. Dirige il dipartimento Orologi da tasca e Pendoleria di Wannenes dal 2019, forte della sua ventennale esperienza nel settore.

Quando inizia la sua attività nel mondo delle aste e da Wannenes?
Il mio percorso ha avuto inizio nel gennaio 2019, quando fui chiamato da Wannenes come consulente per l’orologeria antica, con l’incarico di controllare, valutare e catalogare orologi d’epoca a pendolo. Ho iniziato nella sede di Genova, allora situata nello storico Palazzo del Melograno, in piazza Campetto: un contesto di grande fascino, elegante e ricco di storia. I primi incarichi riguardavano soprattutto gli orologi a pendolo, inseriti e battuti nelle aste dedicate agli arredi. Dopo circa nove mesi, mi venne proposto di creare un dipartimento interamente dedicato: nacque così il dipartimento Orologi, di cui assunsi la direzione. In questo ambito mi occupavo di una vasta gamma di oggetti, dagli orologi da polso e da tasca che venivano inseriti nelle aste di gioielli fino a quelli a pendolo, includendo anche strumenti scientifici, sempre inseriti nelle aste di arredi e oggetti d’arte. Nel gennaio 2025 il dipartimento Orologi ha conosciuto un ulteriore sviluppo, con una riorganizzazione interna che ha portato alla sua suddivisione in due aree distinte: da un lato gli orologi da polso, dall’altro gli orologi antichi. Gli orologi da polso vengono oggi gestiti principalmente nella sede di Montecarlo, mentre il settore degli orologi antichi fa riferimento alla sede di Milano, con appuntamenti occasionali anche a Genova. Questa distinzione ha permesso di affinare ulteriormente le competenze e di offrire un servizio ancora più mirato e specializzato per ciascun segmento di collezionismo.

Quali sono le peculiarità del dipartimento da lei curato? Quale visione e quali azioni ha messo in atto per il suo sviluppo?
Il dipartimento si è distinto fin da subito per un approccio altamente specialistico, con ricerche storiche e di archivio. La sua peculiarità principale risiedeva nella capacità di abbracciare l’intero universo dell’orologeria, dagli orologi da polso a quelli da tasca, fino agli esemplari a pendolo e agli strumenti scientifici, con un’attenzione costante sia all’aspetto storico sia a quello tecnico.
La visione che ho voluto imprimere è stata quella di creare un punto di riferimento riconosciuto, capace di coniugare rigore scientifico, storico, competenza e apertura al mercato internazionale. Per raggiungere questo obiettivo, ho lavorato su più fronti: innanzitutto strutturando un dipartimento autonomo, con identità e calendario d’asta dedicati; poi rafforzando le attività di ricerca, studio e catalogazione, fondamentali per valorizzare correttamente ogni singolo lotto. Parallelamente, ho puntato sullo sviluppo di una rete di collezionisti e professionisti, sia in Italia sia all’estero, e sull’ampliamento dell’offerta, intercettando oggetti di qualità sempre più elevata. Un altro aspetto centrale è stato quello della divulgazione, con l’obiettivo di rendere l’orologeria più accessibile e comprensibile anche a un pubblico non strettamente specialistico, contribuendo così alla crescita e alla solidità del dipartimento.

Quali sono i risultati d’asta più rilevanti e gli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno?
Nell’ultimo anno il dipartimento ha registrato risultati particolarmente significativi, sia in termini di aggiudicazioni sia di consolidamento della propria posizione sul mercato. Tra gli aspetti più rilevanti va sottolineata la crescita costante della qualità delle opere presentate in asta, accompagnata da un aumento dell’interesse da parte di collezionisti italiani e internazionali. Diversi lotti hanno superato le stime iniziali, confermando la solidità del mercato e la fiducia riposta nel dipartimento. In particolare, alcuni orologi antichi molto rari, hanno ottenuto risultati di grande rilievo, contribuendo a rafforzare la reputazione del dipartimento come punto di riferimento nel settore. Fra questi segnalo il top lot del 2025, il Cartier Cronometro e Ore del Mondo (Francia 1930, oro giallo a 18 k) aggiudicato a 21.400 euro durante l’asta di maggio. Tra gli obiettivi raggiunti, spiccano il consolidamento delle aste dedicate, l’ampliamento del network di clienti e conferenti e il rafforzamento della presenza sulle piazze internazionali. Un traguardo importante è stato anche l’ulteriore specializzazione dei due segmenti — orologi da polso e orologi antichi — che ha permesso di ottimizzare le strategie di vendita e valorizzare al meglio ogni categoria.

Ci anticipa qualcosa sui progetti futuri e le prossime aste?
Guardando al futuro, l’obiettivo è quello di proseguire nel percorso di crescita e specializzazione del dipartimento, consolidando ulteriormente la sua presenza a livello internazionale. Sto lavorando a un calendario di aste sempre più mirato, con due appuntamenti fissi e costanti negli anni, così da valorizzare al meglio le specificità di ciascun segmento. Tra i progetti in corso vi è il rafforzamento delle collaborazioni con collezionisti e istituzioni, oltre a un’intensificazione dell’attività di ricerca e selezione, con l’intento di portare in asta pezzi di qualità sempre più elevata e, quando possibile, esemplari rari o inediti sul mercato. Per quanto riguarda le prossime aste, la prossima si svolgerà a Milano il 19 maggio e quella successiva tra settembre e ottobre 2026, e posso anticipare che saranno caratterizzate da una selezione di orologi particolari, e alcuni pezzi di assoluta rarità, sarà esitato un orologio appartenuto a Re Edoardo VII e un rarissimo orologio a calendario astronomico con automi. Il mio obiettivo è quello di offrire cataloghi sempre più autorevoli, capaci di intercettare l’interesse di una platea ampia e qualificata, sia in Italia sia all’estero.

A questo link è possibile avere ulteriori informazioni sui servizi di valutazione di Orologi da tasca e Pendoleria.