
La rinascita dell’Abbazia della Misericordia a Cannaregio come spazio di produzione artistica contemporanea, tra spazi per residenze e luogo di incontri, sponsorizzato da Etnia Eyewear Culture
Etnia House of Arts, la nuova piattaforma dedicata alla creazione contemporanea promossa da Etnia Eyewear Culture, ha aperto le porte al pubblico negli spazi dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio. L’edificio, restituito alla città al termine di un articolato restauro, è stato riconfigurato come luogo di produzione, incontro e sperimentazione artistica. Edificata a partire dal X secolo, la Misericordia conserva tracce di epoche e funzioni diverse – da spazio religioso a luogo assistenziale – configurandosi come un organismo complesso, sospeso tra permanenza e trasformazione. Una natura che la rende oggi il contesto ideale per una nuova progettualità contemporanea.
Un laboratorio aperto al pubblico
Etnia House of Arts non si limita a riattivare uno spazio storico ma ne ridefinisce la funzione: l’arte non è soltanto esposta, ma prodotta, raccontata e resa visibile nel suo farsi. La programmazione si articola in mostre, interventi site-specific, performance e incontri, alcuni prodotti autonomamente, altri realizzati in collaborazione con protagonisti della produzione culturale e artistica.
«Negli anni abbiamo lavorato molto con gli artisti, sino ad avvertire la necessità di creare uno spazio in cui questo dialogo potesse diventare continuo, non episodico», ha dichiarato David Pellicer, CEO e Owner di Etnia Barcelona. «La Misericordia ci è sembrata il luogo giusto: uno scrigno quasi caleidoscopico dove attivare qualcosa che era già comunque presente. Con le residenze d’artista potremo promuovere il lavoro di tanti talenti emergenti che hanno bisogno di sostegno e visibilità».

Elemento centrale del progetto è il programma di residenze internazionali, in cui gli artisti sono chiamati a lavorare a partire da un elemento volutamente anomalo – l’occhiale – assunto non come oggetto funzionale ma come superficie di traduzione, supporto minimo attraverso cui interrogare il rapporto tra visione, identità e rappresentazione. Le prime due artiste ospitate in residenza, al lavoro per due settimane all’interno della Chiesa, sono Conxi Sane (Spagna, 1986), attiva tra Berlino e Málaga, e Greta Pllana (Durazzo, 1992), attiva a Venezia. Attualmente la Chiesa ospita le opere di 12 artisti provenienti da diversi continenti, tra cui Sini Majuri (Finlandia), Alex Burden (UK), Krassimir Kolev (Bulgaria), Anat Heifetz (Israele), Yevheniya Fritsche (Ucraina) e Tazeen Qayyum (Pakistan-Canada). Ogni mese la mostra sarà rinnovata con 12 nuove opere.
Il restauro e il futuro
L’intervento architettonico, firmato dagli architetti Piero Vespignani e Alessia Semenzato dello Studio Anfibio, ha preservato e valorizzato le stratificazioni storiche dell’edificio, riportando alla luce elementi di grande valore: dalla copertura lignea trecentesca alle tracce decorative, fino a una rara finestra gotica. Nei prossimi mesi risiederanno alla Misericordia oltre venti artisti, tra cui Ayda Roozbayani, Paul Kostabi, Mattia Novello, Eduardo Cardozo, Gregory de la Haba e Taiji Terasaki. La collaborazione con Skira darà vita a un calendario di appuntamenti e incontri con protagonisti della scena culturale. Etnia House of Arts si inserisce in una linea di ricerca che supera il modello espositivo tradizionale per orientarsi verso forme ibride: residenza, laboratorio, piattaforma culturale. Un luogo in cui produzione e fruizione coincidono, e il pubblico non è spettatore passivo ma parte di un sistema di relazioni.





