
Secondo la commissione d’inchiesta, il museo avrebbe trascurato le misure di protezione nonostante due audit nel 2017 e nel 2019. Il colpo dell’ottobre 2025 portò via nove gioielli per un valore di 102 milioni di dollari.
Nulla di nuovo sotto il sole, da quel 19 ottobre 2025, ma il rapporto parlamentare, pubblicato oggi, mette in dubbio anche il piano da quasi un miliardo di dollari annunciato dal presidente Emmanuel Macron nel gennaio 2025 (nove mesi prima del furto) per il rilancio del museo più visitato al mondo, definito dal capo dello Stato come una “nuova rinascita“. I deputati francesi Alexis Corbière e Alexandre Portier, che guidano la commissione governativa incaricata di indagare sul clamoroso furto di gioielli avvenuto al Louvre il 19 ottobre 2025, hanno accusato il museo di aver messo in secondo piano la sicurezza a favore di “prestigio e influenza”.
Secondo quanto riportato da Le Figaro, il rapporto si basa su oltre 20 audizioni e tavole rotonde con un centinaio di addetti ai lavori, condotte negli ultimi cinque mesi. La commissione ha ascoltato professionisti dei musei, funzionari locali ed ex ministri che hanno lanciato l’allarme sulle carenze nella sicurezza del Louvre.
Il rapporto rivela che la sicurezza era stata “relegata in secondo piano” nonostante due audit completati nel 2017 e nel 2019, anni prima del furto. L’audit del 2019 aveva portato alla stesura di un Piano Direttore per le Attrezzature di Sicurezza, ma non era stato attuato tempestivamente dal predecessore di Laurence de Cars, Jean-Luc Martinez. Proprio Laurence de Cars, allora direttrice del Louvre (si è dimessa nel febbraio 2026), aveva scritto una nota trapelata alla ministra della Cultura Rachida Dati (anch’essa dimessasi a febbraio) segnalando una “proliferazione di danni negli spazi museali, alcuni dei quali in condizioni molto precarie“.
Il furto e le proposte
Il colpo dell’ottobre 2025 – uno degli eventi più clamorosi dell’anno nel mondo dell’arte – vide i ladri entrare al Louvre in pieno giorno e asportare nove pezzi di gioielleria per un valore stimato di 102 milioni di dollari in meno di otto minuti.
Il rapporto Corbière-Portier propone diverse misure pratiche: i direttori dei musei dovrebbero essere eletti da consigli (che includerebbero anche i parlamentari), anziché nominati per decreto presidenziale; il nuovo Fondo per la Sicurezza, istituito da Dati dopo il furto, dovrebbe ricevere risorse ben superiori agli attuali 35 milioni di dollari iniziali; la missione Sicurezza, Protezione e Audit del Ministero della Cultura dovrebbe essere potenziata con più personale.
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