
Art Basel annuncia gli espositori (e gli artisti) che avranno almeno un’opera di spicco “non rivelata” dalle loro anteprime digitali, nel tentativo di aumentare l’entusiasmo per i momenti di apertura dell’evento
Artnet ha rivelato la lista degli artisti le cui opere faranno parte dell’iniziativa “Basel Exclusive”, ovvero quelle blue-chip che resteranno avvolte nel mistero fino all’apertura della fiera ai VIP, martedì 16 giugno: Jean-Michel Basquiat, Bridget Riley, Lucio Fontana e Joan Mitchell, ma anche artisti emergenti come Frieda Toranzo Jaeger e Maia Ruth Lee. E poi ancora: Ei Arakawa-Nash, Yto Barrada, Oriol Vilanova, Isabel Nolan (rispettivamente i rappresentanti dei padiglioni Giappone, Francia, Spagna e Irlanda a Venezia), oltre a Zoe Leonard, Alvaro Barrington e Dan Lie a loro volta nella mostra “In Minor Keys”.
Partecipare a “Basel Exclusive” è volontario e aperto solo a quelli del settore principale; dei 232 espositori in questa edizione, quasi 200 hanno scelto di prendervi parte, ma la fiera non ha rivelato le gallerie che presentano ciascun artista.
“Nella maggior parte dei casi si tratta di un’opera centrale per la presentazione dello stand della galleria. Spesso hanno scelto opere che richiedono davvero un primo incontro di persona. Quelle che, viste digitalmente, potrebbero non raccontare quanto altre“, ha raccontato Vincenzo De Bellis, global director of fairs di Art Basel.
L’iniziativa è stata in preparazione per alcuni anni, ha detto de Bellis, che l’ha presentata come un contrappeso alle transazioni digitali che sono diventate sempre più comuni durante la pandemia. “La nostra iniziativa non vuole combattere contro questa opzione, ma il nostro team spera che “Exclusive” sottolinei l’attrattiva principale della fiera, ovvero offrire al pubblico che non potranno vedere al di fuori della fiera”, ha detto De Bellis.
E anche se la lista degli artisti presenti in “Basel Exclusive” è soggetta a modifiche – ha sottolineato Art Basel – c’è di nuovo la maggior fiera del mondo a dettare una “controtendenza” al mondo iper-digitale, specialmente nella comunicazione di tutte le fiere d’arte e della loro offerta.





