
Nuvole, nebbia, vapore, pioggia nelle arti sono il focus della grande mostra visibile fino al 5 luglio nel Palazzo Ex Enel
Il cielo fin dall’antichità è stato scrutato con stupita meraviglia dall’umanità: di notte, per il suo fantasmagorico e sbalorditivo manto di stelle reso più familiare dalle costellazioni che ne hanno esorcizzano il senso di sgomento e di giorno per lo scivolare mutevole a volte gioioso e giocoso di nuvole, sbarazzine étoile in intensi scenari azzurri, e talvolta triste per il cipiglio imbronciato di scure, minacciose e cangianti nubi animate dai venti, eccezionali coreografi.
Nella riservata e preziosa Piacenza – da scoprire per il suo fascino nascosto (anche enogastronomico) e per la meravigliosa distesa di tetti rossi che la rendono affascinante se li si ammira dall’alto – si trova XNL (Palazzo Ex Enel), Centro della Fondazione di Piacenza e Vigevano dedicato allo sviluppo dei nuovi linguaggi della contemporaneità.
Qui, fino al 5 luglio si può apprezzare Oltre le nuvole (Beyond the Clouds), affascinante e riuscitissima collettiva che attraverso un percorso polifonico e sinestetico tra suggestioni artistiche, musicali, poetiche e teatrali ricorda che esiste il cielo, anche se non osservato più come un tempo, ma tuttavia sempre capace di suggestionare l’immaginario in senso reale e metaforico portando “oltre le nuvole” e lasciando un senso di piacevole seduzione a grandi e piccoli compresi dal fascino dell’infinito.

Frutto di un progetto inedito e originale a cura di Chiara Gatti, Paola Pedrazzini, Gianmarco Romiti e con la partecipazione del dinamico collettivo Storyville, la mostra – non dimenticando l’ateniese Aristofane (450-385 a.C.) che usa le Nuvole (nome della commedia) per stigmatizzare con la satira le innovazioni politico-sociali dei Sofisti e di Socrate – vede numerosi artisti di ieri e di oggi ispirarsi allo stesso tema: quelli odierni utilizzano vari linguaggi della contemporaneità per raccontare il presente.
Variazioni celesti
L’esposizione nel suo dipanarsi mette in risalto anche l’attentato compiuto dall’umanità nei confronti dell’ambiente: in tempo di pace riempiendo l’atmosfera di miasmi non certo benefici e non sempre visibili e percepibili, e durante le continue guerre determinando distruzioni, stragi e alterazione dello stato di quiete del pianeta e dell’umanità.
L’allestimento – curato da Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi e Annalucia D’Erchia del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano – si sviluppa su due livelli organizzati in sezioni distinte. Immergiamoci, dunque nell’affascinante atmosfera visionaria creata intrecciando dipinti, sculture, installazioni site-specific a scene iconiche – tratte da capolavori di Akira Kurosawa, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Ermanno Olmi e Theo Anghelopoulos – oltreché a musica e teatro di XNL.

Al piano terra, infatti, la musica (opera di S. Ali Hosseini e XNL Musica con il Conservatorio di Piacenza) prende per mano chi inizia il percorso orientandolo insieme alla luce e modificandosi a seconda delle variazioni ambientali facendo fluttuare il visitatore tra nebbia, vapore, pioggia e tuoni con l’uso di cera, sapone, gesso e fibra di vetro per penetrare realtà e sogno delle variazioni celesti come Senza Titolo 23 (2026) di Mauro Pace alla ricerca di corporeità.
Levità e poesia
Affascinante l’installazione video con cielo e nuvole protagonisti del montaggio di sequenze tratte da film famosi: estrapolate dal contesto originario, si trasformano in simboli e invito alla contemplazione. Di grande interesse The Cloud-Tlon (2023) di Leandro Erlich che tenta inutilmente di bloccare una nuvola dimostrando l’assurdità di tale azione e inducendo a farsi trasportare dalle nuvole del cielo.
Al primo piano si trovano opere visive a cominciare da Paesaggio con cascata (1716 ca.) di Marco Ricci con cielo fortemente variabile per nembi, oltre a numerose altre opere sul tema. Divertente di Gabriele Picco Nuvola (2023) con una Fiat 500 che trasporta una nuvola (fotografia della sua scultura permanente nel Parco siciliano delle Madonie). La nuvola è tema caro all’artista perché simbolo di levità e poesia come dimostrano le nubi sui portapacchi di modelli in scala di auto storiche del secondo Novecento. Tali nembi candidi significano che ciascuno deve metabolizzare i propri problemi oppure rappresentano metaforicamente un invito a trascendere la corporeità e a elevarsi su, su, “oltre le nuvole”?

Sorprese creative
L’inserimento di micro-innesti teatrali induce il visitatore già stimolato dalle sorprese creative degli artisti della prima sezione a riflettere in modo tradizionale contemplando le opere: trattandosi di sintonie ed emozioni estremamente soggettive si consiglia chi percorre la mostra di scoprire e scegliere i tesori artistici facendosi guidare dalla propria sensibilità.
Tra l’altro il percorso espositivo è ideato per essere inclusivo e accessibile a tutti in virtù della collaborazione con l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza con cui sono state messe a punto descrizioni audio tramite QR Code, riproduzioni tattili e modelli tridimensionali.
Peccato non avere potuto assistere alle interessatissime proposte teatrali rappresentate da un ciclo di tre spettacoli curato da Paola Pedrazzini: il teatro contemporaneo offre stimolanti aperture e nuove prospettive su identità, memoria, sogno e illusione, temi di grande attualità.





