09 Ottobre 2026 08:11

Cosmogonie dell’acqua. Claudia Müller a Villa d’Este

Cosmogonie dell'acqua, Claudia Muller
Cosmogonie dell’acqua, Claudia Muller
Fino al 18 ottobre arte e territorio si incontrano a Tivoli con Claudia Müller Montes nel primo progetto del programma MuseoNatura

L’acqua è l’elemento che determina, origina la vita stessa, dà il nettare agli esseri viventi, è alla base del culto di tutte le civiltà del mondo. La parola nella sua radice indoeuropea ak- significa piegare e descrive una cosa fluida che cambia forma e si adatta a ciò che contiene. Il suo valore simbolico è potente, collegato a divinità, guarigioni oltre la natura terrena, il suo valore concreto è tale da condizionare gli esiti della storia dell’uomo, tale da determinare la nascita di civiltà antiche, guerre, spostamenti, esodi ed organizzazione sociale. L’acqua è elemento primigenio e si ritrova nelle Sacre scritture, il filosofo Talete la associa all’origine di tutte le cose e mediante il suo scorrere ha la facoltà di spiegare i mutamenti delle cose stesse. L’arte è piena di immagini che ne rappresentano la forza, l’equilibrio, l’armonia e il mistero.

Tra le più intense, il bassorilievo del cosiddetto Trono Ludovisi (460-450 a.C.) nella Collezione Boncompagni Ludovisi, conservato al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. Un’opera di transizione dallo stile severo all’età classica, nel lato principale una figura femminile, forse divina, un’Afrodite emergente dalle onde, che si leva con il suo chitone bagnato dalle acque sacre, sorretta da due figure mitologiche, che la aiutano a sollevarsi, nell’atto di coprirla con un velo sacro. È un’immagine che richiama un rito di purificazione, di rinascita, i gesti sono lenti e contenuti, allusivi, dove il ruolo dell’acqua diventa sorgente di vita e bellezza in maniera emblematica e centrale. A Villa d’Este questa sinestesia fra natura, acqua e uomo vive e stimola tutti i sensi.

Villa d’Este specchio di vita e bellezza

La dimora voluta nel XVI secolo dal cardinale mecenate Ippolito II d’Este, su progetto di Pirro Ligorio, capolavoro assoluto del Rinascimento italiano e Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2001. Un vero gioello architettonico, la cui fama è legata al suo straordinario giardino all’italiana e all’ingegnoso sistema di fontane e giochi d’acqua che animano la proprietà. La particolarità del sistema idrico sta nell’utilizzo della pendenza naturale del terreno per alimentare le fontane e i ninfei sfruttando i flussi naturali dell’acqua del fiume Aniene. Al suo interno troviamo opere che esaltano meraviglia e stupore: la Fontana dell’Organo, la Fontana di Nettuno che creano giochi d’acqua spettacolari con suoni e prospettive strabilianti.

 

Cosmogonie dell'acqua, Claudia Muller
Cosmogonie dell’acqua, Claudia Muller

La Grotta di Diana che è un ninfeo riccamente decorato con mosaici adornati di conchiglie e pasta vitrea, pavimenti in terracotta invetriata, mattonelle con aquile, pomi e gigli estensi, scene marine nelle volte e sugli ovali scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio. Un tempo meta prediletta delle passeggiate del cardinale, la Grotta che aveva una fontana, oggi silente, è stata riaperta da maggio 2025 dopo un accurato restauro fortemente voluto dall’Istituto VILLAE di Tivoli con il contributo della Maison Fendi, un gioiello che il pubblico rivede nel suo splendore dopo quasi cinquant’anni di chiusura.

Il parco con schema a terrazze con viali, oggi oggetto di interventi significativi che riportano allo splendore originario, ha fatto da modello per i giardini storici di tutta Europa. Qui hanno soggiornato personaggi di rilievo come il musicista ungherese Franz Liszt, che ne visse a pieno la bellezza e ne trasse ispirazione per le sue opere, oggi ne rimane una terrazza con vista a lui dedicata. L’esposizione si inserisce nel progetto MuseoNatura, nato per valorizzare lo straordinario patrimonio verde dei siti dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este: è il primo di una serie di iniziative pensate per costruire una lettura integrata di siti di eccezionale interesse.

Claudia Muller e lo studio sull’acqua

Claudia Müller Montes, anno 1983, è un’artista visiva cilena dal carattere riservato che vive e lavora tra Milano e Santiago del Cile, la sua ricerca indaga i corpi d’acqua, terrestri ed extraterrestri, come entità dinamiche e sensibili. Le sue opere spaziano attraverso video, scultura e installazioni integrando processi materiali, energetici e simbolici nel rapporto tra acqua, territorio e cosmo.

Davide Bertolini, storico dell’arte, responsabile di Villa d’Este, co-curatore della mostra sulla Muller, ci fa capire il nous del progetto creativo: “Nell’opera di Claudia Müller l’acqua è l’elemento generatore, fonte di innumerevoli traiettorie che portano alla ridefinizione di spazi, segni e simboli. La natura polimorfica della sua ricerca trova piena corrispondenza nel percorso di Villa d’Este, che si sviluppa attraverso tre installazioni capaci di indagare, rappresentare e dare vita a un ulteriore momento di riflessione sulla straordinaria complessità del sito UNESCO di Villa d’Este. La natura sinestetica di Villa d’Este viene assecondata e amplificata nell’opera di Claudia Müller; la mostra rappresenta così un approfondimento critico del percorso dell’artista e della capacità di Villa d’Este di esprimere e declinare, nel corso dei secoli, la propria stessa natura“.

 

Claudia Muller, credit Claudia Muller
Claudia Muller, credit Claudia Muller

Il percorso espositivo si snoda attraverso tre suggestive installazioni: nel Palazzo, al livello del giardino, il progetto Frontera Líquida, un’opera video in tre parti focalizzata sul confine tra il mondo sottomarino e quello terrestre che indaga le molteplici e affascinanti manifestazioni dell’acqua sulla Terra. Un racconto sull’acqua e la luce attraverso le quali aprirsi ad altri mondi possibili. Presso la Serra del Giardino dei Melangoli, l’opera Acqua Lattea un circuito composto da braccia e rami in ceramica che nascono dai rami raccolti lungo l’Aniene segnati dal tempo e dall’erosione dell’acqua raccolti dall’artista. Su ogni ramo una parola che diventa componimento poetico in un movimento inverso rispetto al percorso dell’acqua del fiume, proprio quell’acqua dell’Aniene che attraversa tutto il parco.

Se il flusso dell’acqua scende seguendo la forza di gravità, le parole salgono verso un ideale spirale utilizzando una grammatica comune. Si tratta di una reinterpretazione del concetto classico di ninfeo come spazio nel quale le forme naturali e gli oggetti antropici trovano grazia ed armonia in un circuito d’acqua dalle superfici riflettenti. Infine, nella Fontana di Arianna, un’installazione site-specific, Spirali d’Acqua, costituita da tre piccole fonti inserite nella vasca, che, per il materiale utilizzato, la ceramica, le sfumature dei colori che vanno dall’ocra al verde al blu lapislazzulo, le forme che ricordano un vortice, sintetizzano l’itinerario visivo e concettuale dell’artista, richiamando il flusso e il movimento vitale dell’acqua.

Il senso di comunità

L’acqua dell’Aniene è il tema centrale della ricerca artistica di Claudia Müller, nell’ambito di una residenza d’artista svolta nel 2023 presso il MusAQ – Museo dell’Aquila Reale di Civitella di Licenza, attraverso un’esplorazione sul fiume Aniene che l’artista ha percorso, indagandolo, dalle sorgenti fino alla confluenza nel Tevere. Da questo percorso, promosso e coordinato dall’Associazione Collettivo L’Aquila Reale, sono nate una serie di opere, tra le quali, Acqua Lattea e Spirali d’Acqua, che costituiscono il cuore dell’esposizione di Villa d’Este.

La mostra è l’occasione per riannodare i fili di un discorso articolato e stratificato, che lega tra loro gli aspetti più caratteristici di Villa d’Este e del suo territorio. Numerosa e reale la partecipazione della comunità del territorio alla presentazione del progetto espositivo come testimonianza di una memoria collettiva legata al fiume inteso come risorsa benevola in una convivenza rispettosa con la natura.

 

Cosmogonie dell'acqua, Claudia Muller
Cosmogonie dell’acqua, Claudia Muller
La parola ai curatori

Alberto Samonà, Direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, dichiara:
“La mostra nasce nel segno della natura polimorfica dell’Istituto e della sua capacità di tenere insieme storia, arte e architettura all’interno di un ecosistema complesso, caratterizzato da elementi naturali straordinari. Si tratta di un’esposizione che, attraverso la sonorità dell’acqua, invita alla riflessione e alla contemplazione. Le opere entrano in simbiosi con gli spazi storici proprio in virtù di una capacità di esprimersi dell’arte attraverso le forme, i colori, i materiali e la presenza dell’acqua, fisica e virtuale. Con questa mostra Villa d’Este si apre alla contemporaneità attraverso un percorso pensato per essere vissuto nel proprio tempo, creando un ponte tra gli elementi caratteristici del monumento e le forme più sfaccettate del presente“.

“L’acqua, in particolare, è il segno distintivo e la fonte generatrice delle suggestioni visive, sonore e spaziali dell’intero monumento” aggiunge Bertolini.

Sara Tarissi de Jacobis, storica dell’arte, responsabile Collezioni contemporanee e Relazioni internazionali a proposito del dialogo con l’arte contemporanea: “Nasce una mostra che asseconda la vocazione di Villa d’Este a essere contemporanea, a vivere nel presente, Cosmogonie dell’acqua è, infatti, un racconto inedito e familiare al tempo stesso, che accompagna il visitatore in tre tappe significative della Villa. Questo racconto ha una lingua fatta di superfici, rifrazioni e correnti, accessibile a diversi tipi di pubblico. È una sintassi fatta di soglie. Come in ogni racconto che si rispetti, le pause contano più dei pieni: è nell’intervallo tra un’immagine e l’altra, tra un bacino e il successivo, che il visitatore attraversa davvero i tre istanti della mostra”.

L’accessibilità al parco

Villa d’Este è la sede ideale per un percorso che affronta temi centrali come l’accessibilità e l’interculturalità, che riflette sulla capacità dei luoghi di unire forme e culture diverse nel tempo e nello spazio. È presente una guida dei propri siti e cinque opuscoli dedicati ai musei dell’Istituto Villae con un linguaggio facile da leggere e comprendere per le persone diversabili. Inoltre, una particolare attenzione è dedicata alle persone con disabilità motoria o ridotta mobilità per le quali è disponibile un servizio di percorsi di visita accompagnati con golf car e pannelli in alfabeto Braille per persone cieche o ipovedenti che descrivono le principali opere nel parco.

Cosmogonie dell’acqua. Claudia Müller
A cura di Alberto Samonà, Davide Bertolini, Sara Tarissi de Jacobis
Villa d’Este, piazza Trento, 5 – Tivoli (RM).
Fino al 18 ottobre 2026
Info: [email protected]