06 Ottobre 2026 00:39

I menù storici protagonisti di una mostra a Mercanteinfiera a Parma

5 novembre 1981, Menu Matrimonio reale Diana e Carlo, courtesy Garum, Biblioteca e Museo della Cucina
5 novembre 1981, Menu Matrimonio reale Diana e Carlo, courtesy Garum, Biblioteca e Museo della Cucina
Un mondo di menù è il titolo della mostra in corso fino all’11 ottobre nell’ambito della fiera di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo. Un oggetto apparentemente comune che diventa testimonianza di importanti fatti storici

È tra le mostre in programma di Mercanteinfiera – la fiera di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo in corso fino all’11 ottobre a Parma – Un mondo di menù, curata da Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi per Garum, Biblioteca e Museo della Cucina & Menu Associati, la più grande associazione mondiale di collezionisti di menù.

La mostra infatti vede protagonista questo peculiare documento, che testimonia di eventi speciali e spesso importanti fatti storici. Qualche esempio, tra i 70 pezzi esposti? Il più antico menù a stampa conosciuto, datato 1803, fino a testimonianze contemporanee come il pranzo offerto da Casa Artusi al presidente Napolitano il 7 gennaio 2011, o quello legato al viaggio di Papa Francesco a Cuba per l’incontro con il patriarca Kirill. E ancora, Il menù del banchetto organizzato a Londra il 21 aprile 1864 in onore di Giuseppe Garibaldi; quelli dei matrimoni di Casa Savoia e quelli di Carlo e Diana e William e Kate.

29 aprile 2011, Menù Matrimonio reale William e Kate, courtesy Garum, Biblioteca e Museo della Cucina
29 aprile 2011, Menù Matrimonio reale William e Kate, courtesy Garum, Biblioteca e Museo della Cucina

“Un menù è un documento storico a tutti gli effetti. Nasce per accompagnare un pranzo, ma può raccontare molto più del cibo: restituisce il contesto sociale, politico e culturale di un’epoca. Un foglio destinato a durare poche ore può attraversare i secoli e diventare una fonte preziosa per leggere la storia. Il progetto nasce per dare al menù una dignità storica, oltre che di testimone della gastronomia: un documento politico, sociale, linguistico, diplomatico, a volte persino geopolitico. A volte il modo migliore per comprendere un’epoca non è osservare il campo di battaglia o la sala del potere, ma leggere ciò che veniva servito a tavola mentre il mondo stava cambiando”, spiega Matteo Ghirighini.

“I menù sono oggetti nati per esaurire la propria funzione nell’arco di poche ore. Il collezionismo li sottrae a questa apparente precarietà e permette loro di continuare a parlare. Sulla stessa pagina convivono il gusto di un’epoca, le gerarchie sociali, il linguaggio del potere, le relazioni diplomatiche e persino le trasformazioni di un’identità nazionale. Un mondo di menù mostra bene come la storia non si depositi soltanto nei grandi monumenti o nei documenti ufficiali, ma anche negli oggetti più fragili della vita quotidiana. Mercanteinfiera è il luogo in cui queste tracce disperse tornano a comporre una geografia del tempo e a offrirci nuovi strumenti per leggere il presente”, dichiara Ilaria Dazzi, Brand Manager di Mercanteinfiera.