
Dodici installazioni luminose inedite per l’importante evento della decima edizione del festival di Venezia dedicato al vetro
L’evento importante della decima edizione, ospitata a Venezia, del festival dedicato al vetro 2026 (The Venice Glass Week), è Murano Illumina Il Mondo. Fino al primo novembre. Per l’occasione Piazza San Marco è stata trasformata in un percorso espositivo diffuso, dove il vetro dialoga con l’arte e l’architettura della città. Sotto gli archi delle Procuratie Vecchie, dodici installazioni luminose inedite, di artisti designer progettisti molto noti, invitati a confrontarsi con l’eccellenza manifatturiera muranese, propongono al pubblico una lettura innovativa di uno degli oggetti più caratteristici della tradizione veneziana: il lampadario.
Ogni opera nasce infatti dalla cooperazione diretta tra l’autore e una fornace dell’isola. In un processo creativo che collega competenze artigianali con ricerca e sperimentazione riferite all’oggi. Ognuno dei dodici lampadari è stato disegnato, progettato e realizzato appositamente per Murano Illumina il Mondo rispettando specifici parametri di dimensione, peso e caratteristiche strutturali per garantire l’assoluta attenzione nei confronti del particolare luogo in cui vengono montati.
Il comitato
Gli artisti e i designer sono stati selezionati da un Comitato Scientifico composto da Rosa Barovier Mentasti, storica del vetro, David Landau, Trustee di Pentagram Stiftung, Chiara Squarcina, Direttrice Scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, Sarah Nichols e Jean-Luc Olivi. Curatori, Luca Massimo Barbero e l’esperta in vetro di Murano del XX secolo Giordana Naccari.

Gli autori
Hand under hand
Arthur Duff, in collaborazione con Nicola Moretti Murano e Vetrerie Artistiche Murano di Stefano Bullo, firma Hand under hand: un lampadario formato da diciannove lastre di vetro sovrapposte. Perforate dalla luce che trapela tra strati di colore fusi ad alta temperatura. Ogni elemento rifà la forma di una mano aperta, trasformata da strumento a traccia luminosa.
G A R L A N D
Wyn Evans, insieme a NEON Line e Idea Murano, presenta G=A=R=L=A=N=D: il manufatto è influenzato dai modelli Rezzonico a forma di nave, attorno al quale fluttua una ghirlanda di caratteri luminosi in krypton. Gli ideogrammi giapponesi richiamano immagini di stelle, onde, fiori e correnti
Venetian Chandelier
La Norman Foster Foundation, con Salviati, rivisita il lampadario veneziano con Venetian Chandelier: un’installazione formata da una struttura di bracci organici che finiscono in elementi luminosi soffiati. L’opera analizza il vetro come materiale al tempo stesso strutturale ed espressivo.
Julia, Xavier le Normand
Xavier Le Normand, in collaborazione con Julia Jacqueminet e Componenti Donà, propone un lampadario imponente, ispirato alla serie Cities. Rievoca forme architettoniche come torri e colonne di basalto, reinterpretandole attraverso una composizione luminosa dalle tonalità primaverili.
Ripple
AL_A, insieme a Yalos Murano, presenta Ripple: una realizzazione che comprende un disco circolare in vetro colato, attraversato da nervature concentriche che ricordano le increspature originate dall’acqua. Mediante il gioco di riflessi e rifrazioni sulla superficie, l’opera trasforma la luce in una presenza dinamica. Ricordando il movimento dell’acqua pur nella sua assoluta immobilità.

Passaggi
Felekşan Onar, in collaborazione con Vetreria Artigiana Guiman e Mandruzzato Murano Glass offre, Passaggi: un lampadario sospeso ispirato alla rete di ponti e passaggi che connota Venezia. L’opera include elementi in vetro che rivisitano la forma del ponte, ripetuti come frammenti di un insieme più ampio.
Angels save Venice
Chiara Dynys, insieme a Seguso Gianni, propone Angels Save Venice: ricorda la forma irregolare di un bozzolo, ricoperto da ali in vetro colorato suggerite dagli archetipi degli angeli.
Tubi or not tubi
È l’opera di Pierre Charpin, con Simone Cenedese Murano. Reinterpreta l’archetipo del classico lampadario a sospensione attraverso un linguaggio essenziale e contemporaneo.
PAX eT BONUM
Tristano di Robilant, in collaborazione con Vetreria Anfora, è l’autore di PAX eT BONUM: il lampadario, che rende omaggio a San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Dove coesistono spiritualità, memoria e tradizione muranese, richiamando il profondo legame tra il Santo, Venezia e la storia artistica della città.
Taiko
Di Bethan Laura Wood, insieme a Gambaro&Tagliapietra, è Taiko: si ispira all’omonimo tamburo tradizionale giapponese, ideato come una presenza scenica capace di definire lo spazio attraverso la luce.

Anythink
Richard Meitner, in collaborazione con Wave Murano Glass, ha creato ANYTHINK. In vetro opalino bianco soffiato fonde la tradizione muranese con un originale sistema di illuminazione LED programmabile.
Halo
Deriva da una visione poetica e futuristica in cui la luce diventa il punto d’incontro tra materia, forma e significato. Il nome Halo nasce dal concetto di alone di luce: quel bagliore soffuso che si forma attorno a una sorgente luminosa. Avvolgendo lo spazio vicino in un’atmosfera magica e sospesa.





