10 Ottobre 2026 01:32

Van Gogh Museum: c’è l’accordo per la ristrutturazione da 121 milioni di dollari

Van Gogh Museum, Amsterdam

Dopo anni di trattative e il timore di una chiusura, il museo olandese ha trovato un’intesa con il Ministero della Cultura. I lavori inizieranno nell’autunno 2028 e dureranno tre anni. Durante il cantiere il museo resterà parzialmente aperto, con i capolavori di Van Gogh sempre visibili.

Dopo anni di tensioni, il Van Gogh Museum di Amsterdam ha raggiunto un accordo con il Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza per finanziare la tanto necessaria ristrutturazione della sede. L’intesa è arrivata l’8 ottobre, al termine di un percorso di mediazione avviato dalle due parti proprio per evitare un ricorso pubblico in tribunale.

Grazie all’accordo, il museo potrà procedere con il piano di ristrutturazione triennale, che inizierà nell’autunno del 2028. Durante i lavori, la struttura resterà parzialmente aperta al pubblico e la collezione permanente – inclusi capolavori iconici come I girasoli, La camera da letto e Il raccolto – continuerà a essere esposta.

Una vicenda lunga e complessa

I problemi di finanziamento si trascinavano almeno dal 2023, quando il museo aveva avviato le negoziazioni con il Ministero della Cultura olandese sul budget per il restauro dell’edificio. Nell’estate del 2025, a due anni dall’inizio delle trattative, la direttrice Emilie Gordenker aveva dichiarato al New York Times che la situazione era “pericolosa per le opere e per i visitatori”. Le riparazioni necessarie erano così urgenti che Gordenker temeva che il museo – una delle mete turistiche più visitate di Amsterdam – potesse essere costretto a chiudere.

Il comunicato del museo non specifica i termini esatti dell’accordo, ma nel 2025 il Times aveva indicato che la ristrutturazione avrebbe avuto un costo totale di circa 121 milioni di dollari, di cui 88 milioni destinati alla manutenzione e alla modernizzazione strutturale. Il museo riceve normalmente un sussidio statale annuo di circa 10 milioni di dollari e aveva chiesto quasi 3 milioni in più all’anno per finanziare gli interventi, legati soprattutto a climatizzazione, accessibilità, sicurezza antincendio, protezione e sostenibilità.

Le radici della disputa

Il fondo della questione è più complicato di una semplice disputa sui fondi al settore culturale. Il nipote di Vincent van Gogh, anch’egli chiamato Vincent, ereditò dalla madre Jo (vedova di Theo van Gogh) le opere invendute dello zio e nel 1960 donò l’intero patrimonio rimanente – oltre 200 dipinti, 500 disegni e 800 lettere, più altre opere collezionate dalla famiglia nel corso degli anni – alla neonata Fondazione Vincent van Gogh. Nel 1962 lo Stato olandese firmò un accordo con la Fondazione, promettendo di costruire un museo dedicato all’artista e assumendosi – punto cruciale – la responsabilità della sua manutenzione. Da qui la lunga disputa tra museo e Stato su chi dovesse pagare i lavori di ristrutturazione. L’architetto olandese Gerrit Rietveld fu incaricato di progettare il Van Gogh Museum nel 1963 e un decennio dopo il museo aprì al pubblico sul Museumplein di Amsterdam. Nel corso degli ultimi 50 anni ha subito diversi interventi di ristrutturazione e nel 1999 è stata inaugurata una nuova ala progettata da Kisho Kurokawa per ospitare le mostre temporanee.