18 Ottobre 2026 18:22

Rubaiya Qatar, al via la prima edizione: a Doha l’italiano Diego Marcon

Diego Marcon, The Parents’ Room, 2021

Aprirà il 21 novembre la prima edizione di Rubaiya Qatar, nuova quadriennale d’arte contemporanea promossa da Qatar Museums in collaborazione con ALRIWAQ Arts + Architecture, che si svolgerà in varie sedi di Doha con la partecipazione di oltre 120 artisti annunciati

A differenza della maggior parte delle rassegne ricorrenti, Rubaiya Qatar si articolerà in tre mostre distinte ospitate in tre istituzioni diverse, affiancate da un programma di arte pubblica.

“L’inaugurazione di Rubaiya Qatar segna un momento decisivo di questo cambiamento, con Doha come palcoscenico su cui presentare al mondo l’arte contemporanea della nostra regione e non solo“, ha dichiarato la direttrice Sheikha Alanood Al Thani. “Mettendo in primo piano prospettive non occidentali, favorendo ambiziose nuove commissioni e integrando una profonda ricerca ecologica e storica nel nucleo curatoriale, Rubaiya Qatar offre un nuovo paradigma per le esposizioni internazionali di arte contemporanea“.

“Unruly Waters”

La mostra principale, “Unruly Waters”, prende il titolo da un libro dello storico Sunil Amrith ed è curata da Tom Eccles (Bard College), Ruba Katrib (MoMA PS1), Shabbir Hussain Mustafa (Singapore Art Museum) e Mark Rappolt (ArtReview). Si terrà principalmente ad ALRIWAQ Arts + Architecture, con alcune opere al Museum of Islamic Art (MIA) e nel MIA Park. Vi parteciperanno circa 54 artisti e collettivi, 30 dei quali con nuove commissioni, tra cui Lawrence Abu Hamdan, Farah Al Qasimi, Meriem Bennani, Cao Fei, Nicholas Galanin, Shilpa Gupta, Saodat Ismailova, Ayoung Kim, Oscar Murillo, New Red Order, Selma Selman e Wael Shawky. E c’è una sorpresa: tra gli italiani figura, unico artista del nostro Paese, Diego Marcon.

“Nel definire il quadro complessivo di Rubaiya Qatar, la mostra principale ha una portata planetaria ma è altamente specifica nelle geografie che esplora“, hanno affermato i curatori. “Gli artisti presenti tracciano alisei, ritmi monsonici, correnti oceaniche e reti di comunicazione digitale — dalle antiche rotte marittime al World Wide Web — per ridefinire il ‘globalismo’ attraverso l’ecologia e il movimento umano, intendendolo come prodotto della natura oltre che del commercio. Questa specificità vale soprattutto nel modo in cui la mostra tratta il Qatar, con oggetti e opere che rappresentano il posto della nazione nelle connessioni globali passate, presenti e future“.

“Our Common Currents” e “Seething Sea”

Alla Katara QM Gallery, “Our Common Currents” (22 novembre – 30 aprile), curata da Lina Patmali, acting head of curatorial affairs di Rubaiya Qatar, risponderà a “Unruly Waters” con 12 artisti, quattro dei quali commissioni. “Gli artisti presenti esplorano quanto siamo interconnessi con il mondo naturale”, ha spiegato Patmali. “Partendo dal Qatar, le opere hanno creato connessioni con contesti geografici diversi”.

Il Mathaf: Arab Museum of Modern Art presenterà “Seething Sea” (22 novembre – 30 aprile), curata da Wadha Al-Aqeedi con la curatrice assistente Loulwah Kutbi. Prendendo il nome da una linea del Corano, la mostra riunirà circa 53 artisti e collettivi e oltre 80 opere dalle collezioni del Mathaf; tra gli artisti legati al Medio Oriente, Hassan Sharif, Dia Azzawi, Sophia Al-Maria, Charles Hossein-Zenderoudi e Monira Al Qadiri. “Per millenni, le popolazioni del Golfo sono vissute del mare e lo hanno compreso attraverso la fede e il folklore”, ha detto Al-Aqeedi. “Questa mostra esplora quel rapporto attraverso tre generazioni di artisti provenienti da ogni riva del Golfo, che sono tornati al mare ancora e ancora: per sperimentare, documentare, celebrare e ora per piangere. Ciò che i visitatori troveranno è un promemoria di tutto ciò che il mare ha dato, e un avvertimento di una catastrofe imminente”.

Arte pubblica

Rubaiya Qatar comprenderà almeno sette installazioni di arte pubblica, tra cui l’opera senza titolo del 2025 (no bread no ashes) di Rirkrit Tiravanija, già presentata al MIA Park lo scorso anno, un lavoro di Ibrahim Mahama per il futuro Art Mill Museum e un murale di Minerva Cuevas alla stazione metro del National Museum of Qatar.

“Attraverso ambiziose commissioni, mostre, arte pubblica e programmi pubblici, Rubaiya Qatar crea opportunità di collaborazione duratura e innovazione artistica, rafforzando il ruolo del Qatar come luogo in cui idee, prospettive e pratiche culturali convergono“, ha dichiarato Sheikha Reem Al Thani, deputy CEO di ALRIWAQ Arts + Architecture, Public Art e Rubaiya Qatar. “Più che una piattaforma per presentare arte, è un investimento nella produzione culturale, nello scambio internazionale e nelle relazioni che daranno forma alle future generazioni di artisti, pensatori e pubblico“.