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I Neoimpressionisti a Milano: la prima retrospettiva italiana

Il laboratorio visivo dei Neoimpressionisti 

10 ottobre 2008 – 25 gennaio 2009  Palazzo Reale, Milano 

A Milano la prima retrospettiva italiana sullo sviluppo del neoimpressionismo in Europa.
Partendo dai padri del puntinismo Georges Seurat e Paul Signac passando per Camille e Lucien Pisarro,
arrivando ai divisionisti e prefuturisti italiani come Gaetano Previati e Luigi Russolo.

  
Georges Lacombe, La Baia di Saint-Jean de Luz,
1904 ca., olio su tela, 50 x 61 cm

Apre a Milano Georges Seurat – Paul Signac e i Neoimpressionisti, la prima grande retrospettiva realizzata in Italia e dedicata al neoimpressionismo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Comune di Milano – Cultura. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Centre culturel français de Milan, e con la partecipazione del Musée d’Orsay, la mostra è prodotta da Palazzo Reale e da Arthemisia.

A cura della studiosa francese Marina Ferretti Bocquillon, “Chargée de Mission” al Musée d’Orsay di Parigi e con importanti incarichi museali in Francia, la mostra s’incentra sulle figure diGeorges Seurat e Paul Signac, presentando una scelta di loro straordinari dipinti provenienti dai più importanti musei del mondo (tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, ilMetropolitan e il Guggenheim Museum di New York) ed è pensata per far scoprire al pubblico le due personalità artistiche nel rispettivo ruolo e nel fondamentale contributo che diedero alla nascita e allo sviluppo del neoimpressionismo, diffusosi rapidamente soprattutto in Francia ed in Belgio.

La storia del neoimpressionismoinizia nel 1884, quando i due artisti si incontrano per la prima volta, e la mostra evidenzia la loro evoluzione fino alla nascita del movimento, durante l’inverno 1885-86. La Seine à Courbevoie è l’opera dipinta da Seurat nel momento in cui le sue ricerche segnano un vero e proprio traguardo artistico, dopo i numerosi studi eseguiti nell’isola della Grande Jatte. Ed è proprio in quel momento che il pittore mette in pratica il principio fondamentale della divisione del colore, secondo il quale, ponendo sulla tela piccoli tocchi di colori puri, viene lasciato alla retina dello spettatore il compito di operare, in una visione a distanza, la mescolanza dei toni cromatici.
Il neoimpressionismo è nato e la nuova tecnica, applicata con più o meno rigore, conosce un’ampia diffusione fino alla morte di Seurat nel 1891. Durante gli ultimi venti anni del movimento, dal 1891 al 1910, è soprattutto sotto l’impulso di Signac che la tecnica neoimpressionista si libera maggiormente ed evolve verso un’espressione sempre più intensa del colore.

Il percorso della mostra è organizzato secondo uno sviluppo tematico in sette sezioni che colloca le opere nel loro contesto storico, e offre altresì una coerenza cronologica checonsente di seguire l’evoluzione stilistica del neoimpressionismo. Inoltre, un’opera italiana, divisionista o prefuturista (tra cui dipinti di Balla, Previati, Russolo, Longoni),completa ogni sezione in cui è diviso il percorso, per sottolineare la confluenza degli interessi artistici europei durante quel periodo, particolarmente ricco d’innovazioni estetiche.

Le sezioni della mostra:

1 – Seurat e Signac prima del neoimpressionismo

Di formazione e temperamento opposti, Seurat e Signac si conoscono nel 1884 durante la prima mostra del gruppo degli “Artistes Indépendants” a Parigi. Georges Seurat (1859-1891) ha ventiquattro anni e cerca leggi sicure che regolino il concetto di bellezza in quanto ai suoi occhi “l’arte è armonia”. 
È l’anno in cui Seurat, formatosi all’Ecole des Beaux-Arts, espone la sua prima grande composizione Une baignade. Asnières (1884, Londra, National Gallery), nella quale conferisce ad una scena di vita moderna le dimensioni di un quadro storico. Le opere del giovane Seurat si distinguono subito per una geometria insistente, e negli studi si può notare, sin dal 1882-83, una “mise en place” dai tocchi regolari come in Paysan à la houe (1882) e Paysannes au travail(1882-83) (entrambi dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York), che rendono uniforme e unitaria l’insieme della superficie.
Paul Signac (1863-1935) ha vent’anni e dipinge da autodidatta, dopo essere rimasto affascinato da una mostra di Monet, per cui molto presto assimila la tecnica impressionista. La libertà offerta dal lavoro “en plein air”, l’amore per una luce ed un colore scintillanti, corrispondono alla sua sensibilità. Tutto ciò però non gli impedisce di privilegiare, come Seurat, le composizioni frontali e ben orchestrate che limitano gli effetti prospettici ed affermano la superficie della tela. Tanto Seurat è riservato, quanto Signac è estroverso e preso dalla passione per il colore. Sicché toccherà a lui, chiamato ben presto il San Paolo del neoimpressionismo, diffondere e divulgare la teoria della divisione dei toni.
Nonostante le differenze, i due artisti, divenuti amici, condividono il gusto del rigore, della modernità e soprattutto l’ambizione di essere innovativi. Vogliono essere obiettivi scegliendo di descrivere il mondo moderno, secondo il linguaggio che gli è proprio ovvero nuovo e scientificamente all’avanguardia. Si interessano quindi ai trattati di ottica ed allo studio della percezione dei colori.

2 – Periferie 

Nel corso della seconda metà del XIX secolo, Parigi, come la maggiore parte delle grandi città europee, si espande e nella periferia i neonati quartieri residenziali confinano con le zone industriali. Questo nuovo paesaggio fa sì che i parigini ricerchino nuovi svaghi sulle rive della Senna.
Appassionato di vela, Signac, scopre ad Asnières, dove vive la madre, contemporaneamente le gioie della navigazione e quelle della pittura “en plein air”. Sempre ad Asnières, Seurat inizia nel 1883 la sua prima composizione: Une baignade. Poco lontano si trova l’isola della Grande Jatte, dove i parigini si recano a passeggiare, ed è questo il luogo che l’artista sceglie per dipingere il quadro considerato l’icona delneoimpressionismoUn dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte (1884-86, Art Institute of Chicago). Iniziato nel 1884, il quadro viene ripreso e modificato da Seurat, nel corso dell’inverno 1885-1886, raggiungendo una divisione sistematica dei toni. 
Signac non perde tempo e subito dopo, nel marzo-aprile 1886, dipinge Les Gazomètres. Clichy, (Melbourne, National Gallery of Victoria) il suo primo paesaggio rigidamente neoimpressionista. Nel maggio 1886, espongono quindi entrambi, con Camille Lucien Pissarro all’ottava ed ultima esposizione impressionista, presentando le loro prime opere “neoimpressioniste” intorno a Un dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte. Rapidamente il neoimpressionismo si diffonde in Francia e in Belgio, con sempre più numerosi emuli, sedotti, se non dalla portata scientifica, sicuramente dalla novità del procedimento.

3 – Le stagioni e i lavori 

I giovani pittori neoimpressionisti hanno ereditato dai fratelli maggiori impressionisti un gusto spiccato per l’analisi e la traduzione della luce dell’Ile de France. Spesso privi di presenze umane, i paesaggi di Camille Pissarro, di Albert Dubois-Pillet e di Henri Edmond Cross, dei belgi Henry van de Velde Théo van Rysselberghe e dell’olandese Jan Toorop, si organizzano secondo una geometria semplice in cui lo studio della luce diventa il vero e proprio soggetto del quadro. Queste tele esprimono una poesia distaccata, quasi astratta, e possono riassumersi in un’armonia cromatica più o meno sfumata secondo il temperamento dell’artista. Significativi in tal senso Briqueterie Delafolie à Eragny (1886-88) di C. Pissarro e Paysage avec marronnier (1889, Dordrechts Museum) di Toorop.
Tuttavia, nelle opere di alcuni pittori appare una preoccupazione d’ordine sociale: il belgaConstantin Meunier è un precursore in questo campo, seguito da Georges Morren, e in Francia, da Maximilien Luce che diventa il poeta del mondo operaio.

4 – Seurat, Signac: marine 

Grazie allo sviluppo della ferrovia, i parigini scoprono il fascino delle spiagge normanne e bretoni. Come Monet, anche Seurat e Signac trascorrono di solito l’estate in riva al mare e se nei mesi invernali, Seurat nel suo atelier si dedica alle grandi composizioni che chiama “Immagini di lotta”, in estate lavora alle Marine.
Marine che sono spesso un puro studio di linee e di colore e che costituiscono un punto fra i più alti dell’arte di Seurat e Signac. Entrambi danno libero corso alla passione per l’analisi della luce e allo sviluppo degli accordi cromatici particolarmente raffinati, in cui la piccola pennellata fa vibrare la superficie della tela come in Port-en-Bessin, avant port, marée haute del 1888 (Parigi, Musée d’Orsay) e in Le chenal de Gravelines: un soir (1890, New York, The Museum of Modern Art) di Seurat. La purezza formale di queste immagini conferisce loro una poesia quasi musicale e, infatti, non contento di attribuire ai suoi quadri un numero “d’opus”, Signac li ha spesso sottotitolati evocando il ritmo di una partitura, come “l’allegro maestoso” di Concarneau: Calme du soir (New York, The Metropolitan Museum of Art, Lehman Collection).

5 – La città

La Parigi di fine Ottocento è un immenso cantiere. Dopo aver visto il tessuto urbano rimodellato dal prefetto Haussmann, i parigini assistono al completamento della ristrutturazione delle Halles e alla costruzione della Tour Eiffel. 
Ma, per gli artisti, Parigi evoca principalmente l’atelier, quello in cui le modelle posano e dove sono elaborate le composizioni più ambiziose perché i pittori neoimpressionisti hanno un approccio del tutto diverso da quello impressionista. Tramite disegni, studi dipinti e schizzi procedono con un lavoro progressivo, riannodando così con le tradizioni della pittura classica.
Parigi è comunque un luogo di svaghi e di ritrovi e gli artisti s’incontrano nei caffè, frequentano locali notturni ed assistono a spettacoli alla moda: il circo, il cabaret e soprattutto il “Can-can”, come testimoniano i due più importanti studi di Seurat, eccezionalmente in mostra,Chahut (ètude), 1889-90 (London, Courtauld Institute of Art) e Chahut (ètude), 1889-90 (Buffalo, Albright-Knox Art Gallery) mentre Louis Hayet dipinge per esempio, e sono anch’essi in mostra, Au café e La Halle au blé

Di notte poi, l’illuminazione a gas dà un nuovo viso alla capitale e il pittore Angrand è il primo a studiarne gli effetti, mentre la poesia notturna delle grandi città con i lampioni accesi seduce particolarmente  Maximilien Luce, di cui vediamo Quai de l’Ecole, Paris. Le soir del 1889. La città è infine il luogo delle mostre, tuttavia i giovani pittori rifiutano di sottoporre le loro opere alla Commissione del “Salon Officiel” (esposizione annuale che si teneva nella Parigi ottocentesca i cui organizzatori controllavano l’intero settore artistico) ed espongono in alternativa sia al “Salon des Artistes Indépendants” di Parigi sia al “Cercle des XX” di Bruxelles.

6 – Ritratti 

La figura umana è il soggetto più rappresentato nella storia della pittura occidentale. I pittori neoimpressionisti affrontano questo tema sia nelle loro grandi composizioni sia nei numerosi ritratti, per lo più dei loro familiari: Héloïse Signac, madre dell’artista, è ritratta in La Salle à manger (1886-87), di cui è esposto un mirabile studio, e vediamo la sua compagna, Berthe Roblès, in Femme sous la lampe (Parigi, Musée d’Orsay) e in Femme se coiffantLucien Pissaro dipinge il giovane fratello Georges al lavoro, come si vede ne L’Atelier de l’artiste.Portrait de son frère (1887, Indianapolis Museum of Art). Anche Théo van Rysselberghe ci ha lasciato numerosi ritratti, tra cui, splendidi, quelli della figlia Elisabeth e dell’amico Emile Verhaeren (1892, Bruxelles, Bibliothèque Royale de Belgique), poeta e difensore della causa neoimpressionista. Georges Lemmen ci ha consegnato invece, da ammirare ora in mostra, il meraviglioso dipinto delle piccole Serruys, Les Soeurs Serruys (1894, Indianapolis Museum of Art) sorelle della sua allieva, la pittrice Yvonne Serruys.

7 – Dopo Seurat: marine 

Dopo la morte di Seurat nel 1891, Signac è a capo del neoimpressionismo. Lo stesso anno, Cross si stabilisce nel Sud della Francia dove vive come un eremita a Cabasson. Nel 1892 Signac scopre intanto Saint-Tropez e decide di trascorrervi parte dell’anno e viene qui raggiunto da numerosi amici.
La sua tecnica evolve nel giro di qualche anno verso una maggiore libertà: nel 1895 il tocco si espande ed il colore viene rafforzato. Le sue opere assumono la forma di mosaici e guadagnano in forza e in semplicità; Saint-Tropez. L’orage (1895, Saint-Tropez, Musée de Saint-Tropez, L’Annonciade), qui esposto, ne è un chiaro esempio. D’altro canto, sia Clocher de Saint-Tropez(1896, Tolosa, Fondation Bemberg), sia la furia colorata del bellissimo Voiles et pins (1896) sono testimoni di questa evoluzione: lo studio del colore puro primeggia sull’analisi della luce ed annuncia oramai il Fauvismo. Nel 1899, Signac pubblica il volume D’Eugène Delacroix au néo-impressionnisme che spiega gli elementi propulsivi della tecnica divisionista e li integra in una prospettiva storica. Questo trattato (presente in mostra), tradotto in tedesco e spesso ripubblicato, sarà letto ed avrà un grande impatto su un’intera generazione di pittori con la passione per i colori e per le teorie estetiche, tra cui in particolare Wassily Kandinsky.Matisse soggiorna a Saint-Tropez nel 1904 e pratica, seppur per poco tempo, la divisione dei toni e lo stesso anno Mondrian lavora presso Toorop a Domburg nei Paesi Bassi.
A Parigi, Balla (in mostra Agave sul mare del 1908) e Severini s’interessano anch’essi, affascinati, alla teoria e alla tecnica della divisione e del colore puro. Alla morte di Cross nel 1910, Signac rimane l’ultimo rappresentante del primo neoimpressionismo. Dipinge d’ora in poi sempre meno ad olio e pratica sempre più la tecnica dell’acquarello. Una nuova storia inizia, quella delle avanguardie del XX secolo.


Paul Signac, Voiles et pins, 1896, 
olio su tela, 81 x 52 cm, Collezione privata

La fotografia del colore e la teoria del colore 

Nel percorso della mostra, due sezioni specifiche sono dedicate rispettivamente alla fotografia a colori, a cura di Silvana Turzio, e all’approfondimento delle teorie del colore, a cura di Francesca Valan.
Fin dal 1860 alcuni fotografi sperimentatori si ispirano alla “miscela ottica” e alla teoria del “contrasto simultaneo”, studiati da Eugène Chevreul, individuando soluzioni interessanti, ma occorre aspettare l’inizio del Novecento perché si concretizzi il sogno della “fotografia del colore”: l’autocromia, messa a punto dai fratelli Lumière. Le straordinarie autocromie esposte in questa sezione, provenienti dalla collezione della Société française de photographie, sono state scelte tra quelle prodotte nei primissimi anni della loro diffusione e tra quelle che più si avvicinano ai quadri neoimpressionisti sia per i soggetti che per la ricerca estetica.
Nella sezione dedicata alle teorie del colore è possibile invece realizzare veri e propri esperimenti visivi ideati e documentati dallo stesso Chevreul; esercizi che aiutano a “vedere” le vibrazioni luminose e a capire la ricerca dei neoimpressionisti. Alcuni esperimenti visivi si possono altresì effettuare lungo il percorso della mostra, di fronte ai quadri, in modo da comprendere a fondo la tecnica dei pigmenti puri composti direttamente sulla tela e i diversi stili di pennellata. Al termine del percorso, ogni visitatore potrà altresì partecipare alla divertente interpretazione collettiva del grande capolavoro di Seurat Un dimanche aprèsmidi à l’île de la Grande Jatte, posando sulla traccia grafica del dipinto un pallino adesivo colorato ovvero il proprio “puntino” cromatico.

 

Mostra a cura di:  Marina Ferretti Bocquillon

Comitato scientifico: Marina Ferretti Bocquillon, Susan Alyson Stein, Ellen Wardwell Lee, John Leighton, Françoise Cachin

Coordinamento scientifico di: Katy Spurrell

Sezione sul colore a cura di: Francesca Valan

Sezione fotografica a cura di: Silvana Turzio

Realizzata in collaborazione con: Société Française de Photographie

Una mostra eco-sostenibile 

Allineandosi agli obiettivi del Comune di Milano per una città sempre più ecologica, in previsione dell’Expo 2015, questo evento espositivo è stato realizzato ad “alta attenzione” ambientale. Grazie alla collaborazione con ClimatePartner, azienda leader che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica in modo sostenibile e duraturo, l’impatto ambientale della stampa del catalogo e, laddove possibile, del materiale cartaceo è stato azzerato grazie al progetto Climaneutral. Inoltre, nel contesto della mostra vengono proposti alcuni messaggi per sensibilizzare il visitatore a comportamenti più corretti nel rapporto con l’ambiente. Una mostra, dunque, in nome della salvaguardia del clima e dell’ambiente, per contribuire ad una sinergia sempre più stretta tra arte, cultura e natura.

INFORMAZIONI UTILI:

Sede: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 
Periodo: 10 ottobre 2008 – 25 gennaio 2009
Orari: Tutti i giorni 9.30 – 19.30, lunedì 14.30 – 19.30, giovedì 9.30 – 22.30. La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: Intero 9,00 €, Ridotto 7,00 €, Ridotto gruppi  7,00 €, Ridotto scuole  4,50 € 
Diritto di prenotazione: Scuole  1,00 €, Gruppi e Singoli 1,50 €

Informazioni e prevendita biglietti: Tel. 02 54919
www.ineoimpressionisti.it
www.ticket.it
Elenco dei punti vendita: http://www.ticket.it/puntivendita.php?sezione=5

Prenotazioni gruppi e scuole e visite guidate: Ad Artem, Milano T 02 6597728
Audioguide: ANTENNA AUDIO 5.00  € a persona, disponibili in italiano e in inglese
Visite riservate ed eventi in mostra: Per associazioni, gruppi e aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra e attività di Corporate Hospitality nelle sale di Palazzo Reale. Informazioni: ARTHEMISIA, Milano, C.so di Porta Nuova, 16, Tel. 026596888. Simona Serini, ss@arthemisia.it

clicca qui per il ciclo di conferenze: Dai pennelli ai pixel

LABORATORI DIDATTICI e VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA

 

 

“La pittura non si annusa” diceva Rembrandt. Per ascoltare una sinfonia non ci si siede in mezzo all’orchestra, ma nella posizione in cui i suoni dei diversi strumenti si mescolano tra loro formando l’accordo voluto dal compositore. Analogamente, come suggeriva Signac, “davanti ad un dipinto diviso converrà in un primo tempo porsi a distanza sufficiente per dare uno sguardo d’insieme, avvicinandosi poi per studiare da vicino gli effetti cromatici nel caso si abbia qualche interesse per questi dettagli tecnici.”
Durante la visita alla mostra, dopo aver osservato i quadri alla distanza ottimale, il pubblico potrà soddisfare la curiosità di verificare la tecnica pittorica impiegata e confrontare i diversi stili della pennellata grazie ad ingrandimenti e cartelle cromatiche con cui identificare i colori puri impiegati.

 

Paul Signac diceva anche: “Si ritiene comunemente che la capacità di servirsi del colore sia un dono del cielo e che vi sia in essa qualche cosa di misterioso, di ineffabile. Tutto ciò è errato! Queste leggi si possono imparare in poche ore.”
Eugene Chevreul, chimico francese dell’Ottocento, per esempio, mise a punto le leggi che governano i contrasti del colore e fornì indicazioni ad artisti e artigiani per progettare il colore.
In una stanza dedicata, i visitatori potranno sperimentare i principi dei contrasti su cui si fonda la teoria del movimento neoimpressionista.
Gli esperimenti visivi, sia per adulti che per bambini, sono pensati appositamente per far “vedere” il contrasto simultaneo, il contrasto successivo e quello misto teorizzati da Chevreul.
Tanti esperimenti, dunque, tra cui i dischi cromatici rotanti, con cui verificare l’equilibrio di un accostamento cromatico: un’armonia si raggiunge quando i colori in gioco sono perfettamente bilanciati e il risultato è un grigio medio e, sorprendentemente, lo stesso risultato si raggiunge facendo “ruotare” l’immagine di uno dei quadri esposti!

Gli esercizi interattivi sono esperimenti divertenti eppure educativi per grandi e piccoli che possono in tal modo “vedere” meglio le vibrazioni luminose e comprendere a fondo l’intuizione e la pratica della pittura di Seurat e dei suoi seguaci neoimpressionisti. Ulteriore occasione di interazione e divertimento per il visitatore è infine partecipare all’interpretazione collettiva del capolavoro di Seurat “Un dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte”: posando sulla traccia grafica del dipinto, riprodotto all’uscita della mostra, un pallino adesivo colorato ovvero il proprio “puntino”, si otterrà un inedito risultato cromatico della grande opera-emblema del neoimpressionismo.

 

AD ARTEM – VISITE ANIMATE E GUIDATE 
Ad Artem, società da sempre attiva nel favorire la fruizione dell’arte da parte dei più giovani, propone  un nuovo appuntamento con l’arte destinato ai bambini e ai ragazzi accompagnati dalle loro famiglie.

IN VIAGGIO CON SEURAT E SIGNAC

visita animata per famiglie > ogni domenica mattina alle ore 10.30 > gratuite con obbligo di prenotazione telefonica
Tutti pronti a partire con il maestro Seurat per un “viaggio” fantastico nella storia dell’arte?
Le opere più importanti dei due pittori francesi Georges Seurat e Paul Signac e dei loro seguaci, sono presentate da Georges Seurat stesso che, impersonato da un animatore, racconta la sua avventura artistica e svela, con la reticenza tipica degli artisti, i segreti della sua pittura.
Seurat è pronto a soddisfare curiosità e a riferire aneddoti sulle genesi dei quadri, opere come “La Senna a Corbevoie”, “I gasometri”, “La spiaggia di Bas-Butin”, “La Tour Eiffel”, “L’Atelier dell’artista”, “Donna che si pettina” permetteranno di conoscere, immaginare e sognare Parigi e la Francia di fine Ottocento.

VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA

singoli visitatori > ogni sabato mattina alle ore 10.30 > gratuite con obbligo di prenotazione telefonica
Lo staff di Ad Artem propone ai singoli visitatori che vorranno scoprire la bellezza dell’arte neoimpressionista, visite guidate studiate appositamente per un pubblico eterogeneo.

VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA

scolaresche e gruppi organizzati
Ad Artem offre un servizio di visite guidate su prenotazione (a pagamento) per scolaresche e gruppi organizzati, anche in lingua inglese e francese.

Le visite interattive lungo il percorso della mostra hanno il fine di coinvolgere il pubblico e di soddisfare le esigenze culturali e le curiosità specifiche di ciascuna tipologia di utenza.

LA GIOSTRA DEI COLORI CON LA SEZIONE DIDATTICA DI PALAZZO REALE

GIOCO LABORATORIO

scuola dell’infanzia e scuola primaria
La sezione didattica di Palazzo Reale offre un laboratorio preparatorio alla visita alla mostra.
In uno spazio dedicato ai bambini, si passa dal racconto della combinazione dei colori in trasparenza al gioco della tavolozza dei colori puri di Seurat. Il cerchio cromatico diventa una giostra per conoscere tutti i colori che nelle piccole pennellate dei quadri di Seurat e di Signac fanno vibrare la tela come una poesia musicale. Ad ogni bambino viene donato un libretto per visitare la mostra e materiali didattici sono offerti agli insegnanti.

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