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Paris Tableau: passione per l’arte antica

7 – 12 novembre 2012, Parigi, II edizione 


Parigi, 16 novembre 2012 –
Paris Tableau o come osservare i dipinti antichi con occhi nuovi

Paris Tableau ha chiuso i battenti alle ore 20 di lunedì 12 novembre, dopo sei giorni intensi e positivi dedicati al mercato internazionale del dipinto antico. Gli espositori –  10 organizzatori francesi e 11 mercanti stranieri – sono concordi nell’affermare che questa seconda edizione ha confermato il successo della prima.

Circa  2000 visitatori hanno affollato il vernissage di martedì 6 novembre, ovvero circa il 10% in più rispetto all’anno precedente. Sono intervenuti numerosi conservatori di prestigiose istituzioni mondiali, tra cui americane, che, malgrado l’uragano Sandy e le elezioni presidenziali, non hanno voluto rinunciare a Paris Tableau. Tra essi ricordiamo George Shackelford (direttore aggiunto del Kimbell Art Museum dei Fort Worth), Paul Lang (direttore aggiunto del museo des Beaux-Arts d’Ottawa), Olivier Meslay (conservatore capo d’arte europea e americana al Dallas Museum of Art), James Clifton (direttore della Sarah Campbell Blaffer Foundation di  Houston), mentre la National Gallery di Washington ha voluto essere presente in forze con tre conservatori.

E’ intervenuta anche Nathalie Bondil (direttrice del museo des Beaux-Arts di Montreal) la Frick Collection di New York, come pure la Fogg Art Museum di  Cambridge, la National Gallery of Scotland d’Édimbourg, The Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, la Gemäldegalerie di Berlino, il  museo di Verona e il museo nazionale di Cracovie. Erano presenti anche Jan Kennedy, conservatore del Nelson-Atkins, e Bernd Wolfgang Lindermann, direttore  della Gemäldegalerie, in quanto componenti della prestigiosa e seria commissione di controllo per l’ammissione delle opere a Paris Tableau. Le istituzioni francesi, con  il Louvre, il museo d’Orsay, il museo des Arts décoratifs di Parigi e il museo des Beaux-Arts di Lione, non sono sytate da meno.

Paris Tableau in cifre:

  • Un ampio ventaglio di prezzi, tra 10 000 e 3 500 000 di euro.
  • Oltre 60 i dipinti venduti.
  • Una partecipazione fin leggero aumento, oltre 6 000 visitatori.

 

Paris Tableau, un salone  che sfida la crisi del momento

Malgrado la freddezza del clima economico del momento, gli espositori sono riusciti a trovare numerosi compratori. Va detto anche che da parte loro si sono impegnati a rinnovare l’offerta delle opere da presentare. Claude Vittet ha commentato : «Nei dipinti antichi lo stock esistente non può essere aumentato! La difficoltà di proporre opere mai viste o poco conosciute sul mercato è molto elevata. Credo che a noi vada attribuito il merito di riuscire a soddisfare il desiderio di novità espresso dai collezionisti. Il successo di Paris Tableau ha dimostrato che gli espositori credono nel Salone e fanno tutto quanto in loro possesso affinché funzioni. » Un altro punto positivo è stato sottolineato da Charles Beddington : « Qui ogni visitatore mostra un vero interesse per il dipinto antico. Anche le cifre lo dimostrano. Paris Tableau è la prova che esiste un pubblico attento per questa specificità artistica. »

La pittura antica si conferma ancora una volta bene rifugio
Le vendite spesso necessitano di tempi di riflezzione e si concludono nei giorni successivi al Salone. Tuttavia fin dal giorno del vernissage, secondo quanto dichiarato da alcuni  espositori, si sono verificate vendite soddisfacenti. Da Jacques Leegenhoek, è stato il Concerto con Tre Personaggi  di Nicolas Tournier a trovare rapidamente un acquirente. I pittori italiani hanno saputo attrarre l’interesse di diversi collezionisti: Pietro Bellotti, Giacomo GuardiVincenzo Costa, sono stati venduti a collezionisti privati da Charles BeddingtonMaurizio Canesso, presidente di Paris Tableau, ha voluto sottolineare che la conferma del successo della prima edizione del salone è stata tanto più soddisfacente e apprezzabile se si considera l’attuale criticità congiunturale. Da parte sua ha venduto  Catechismo in una Chiesa, di Alessandro Magnasco e uno dei suoi dipinti più importanti, Venere, Eros e Anteros, una suggestiva composizione erotica dipinta da Bernardino Campi. Da Eric Coatalem, un collezionista privato ha acquistato un dipinto di Pompeo Batoni, Ritrattodi Thomas Kerrich. Anche i soggetti religiosi non hanno lasciato indifferenti i collezionisti. Sempre nello stand di Èric Coatalem, tre dipinti di Jacques Stella hanno trovato un acquirente: Cristo Defunto, Vergine con Bambino e Giavanni Battista della Sacra Famiglia, oltre a un Cristo in Croce di Lubin BauginIl Battesimo di Cristo proposto da Claude Vittet, una tra le opere più antiche presenti al Salone (datato attorno al 1510 !), non tornerà in galleria, come pure il San Giuseppe con il Bambino Gesù di Jean Tassel, venduto da Jacques Leegenhoek. Sono state segnalate anche diverse vendite per la Scuola Francese: in particolare il dipinto di Hubert Robert, Personaggio sull’ingresso di un Monumento Romano, che porta un’iscrizione sul verso. Questo lascia pensare che fosse destinato all’abate di Saint-Non, amico del pittore e di Fragonard (galleria Jean-François Heim). Tra gli altri rappresentanti di quest scuola ricordiamo: Sébastien Bourdon, Artemisia beve le ceneri del suo sposo, accompagnato dal Giudizio di Paride (Didier Aaron & Cie) (foto 1). François-André Vincent, Allegoria della liberazione degli Schiavi d’Algeri da aparte di Jérôome Bonaparte  e Anne Vallayer-Coster, Bouquet di fiori in un vaso di cristallo e grappolo d’uva sono stati entrambi ceduti dalla galleria Talabardon & Gautier  a collezionisti stranieri.

Paris Tableau è un salone in cui gli espositori sono fieri di presentare dipinti inediti, come nel caso della Talabardon & Gautier che ha proposto una sua recente scoperta, un dipinto del rarissimo pittore Joseph Werner, Le Triomphe de Galatée. Oltre che per il dipinto  Diana, dea della caccia e della luna, la galleria Haboldt & Co è stata particolarmente ammirata per la sua selezione di Nature Morte. Due di queste sono state vendute: Natura morta con albicocche e prugne su tavolo in pietra di Jean-Baptiste Garnier, Natura morta con prugne, pesca e farfalla di Philippe Rousseau.

Al di là delle implicazioni commerciali, Paris Tableau esplora la pittura nel suo senso più vasto
Paris Tableau 2012 si è imposto come salone internazionale, l’unico interamente dedicato al dipinto antico, posizionando Parigi tra le piazze più importanti del mercato dell’arte. Ha anche dato prova di essere un evento culturale, in quanto in parallelo, ha dato vita a due eventi inediti. L’esposizione « Tesori ritrovati dei Gobelins » che presenta una selezione di cartoni dipinti del Mobilier national destinati alla realizzazione di arazzi, il cui catalogo è stato curato e firmato dal commissario della mostra Arnauld Brejon de Lavergnée. In totale sintonia con l’esposizione, così riccamente documentata, permette d’apprendere la complementarità tra arte e artigianato. Il salone ha accolto inoltre la prima edizione del festival « Paris Tableau fait son cinéma » : quattro film mirati a illustrare i legami tra la pittura antica e la 7a arte. Due incontri-dibattito hanno fatto seguito alle prime due proiezioni in calendario nei due giorni, riscuotendo un grande interesse, alimentato anche dalla presenza in sala di personalità che hanno partecipato alla realizzazione del film La notevole adesione del pubblico ha incoraggiato gli organizzatori a rinnovare l’iniziativa per la prossima edizione di Paris Tableau. Questo festival ha dimostrato che l’immagine della pittura antica, lontano dall’essere polverosa, ha mostrato tutta la sua vitalità. E’ un’arte viva, di grande attualità, non riservata solo agli intenditori e rappresenta un mercato molto vivace.

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Forte del successo della prima edizione nel 2011 che aveva attratto circa 6000 visitatori, Paris Tableau prosegue nella sua missione e presenta la sua seconda edizione al Palais de la Bourse dal 7 al 12 novembre 2012. Missione è infatti il termine più adatto in quanto lo scopo dei dieci mercanti d’arte organizzatori del Salone, non era solamente quello di promuovere il mestiere d’antiquario, ma molto di più: poter condividere con un vasto pubblico la loro grande passione per la pittura antica.

Sono Maurizio Canesso, Hervé Aaron, Eric Coatalem, Bertrand Gautier, Bob Haboldt, Jean-François Heim, Georges de Jonckheere, Jacques Leegenhoek, Giovanni Sarti et Claude Vittet ad avere in comune questa passione. Ed è proprio per il desiderio di trasmetterla che è nata Paris Tableau. Un piacere condiviso se si considera che nel 2011 sono stati venduti in soli cinque giorni sessanta importanti dipinti.

Oggi come ieri, essere mercante d’arte antica è innanzitutto saper trovare l’opera. Cercarla, seguirne le tracce, riconoscerla o semplicemente sceglierla. Essere mercanti d’arte significa anche comprendere l’opera, decifrarla, documentarla, ritracciarne il percorso e spesso renderle anche la sua identità. Infine, essere mercante d’arte significa saper consigliare: attirare l’attenzione d’un collezionista privato su un’opera in particolare, condividerne le scoperte, costituire di concerto con lui collezioni intere su un tema preciso, ma molto spesso significa anche permettere a un museo di acquisire quel pezzo mancante che darà un senso a tutto l’insieme.

E’ per tutte queste ragioni che è nata Paris Tableau. Davanti alla pletora di fiere e saloni generalisti, di vendite all’ asta in tutti gli angoli del mondo, a questi dieci mercanti francesi di levatura internazionale, è balzato subito agli occhi, in tutta la sua evidenza, che un salone dedicato a una specializzazione così nobile come la pittura antica era, non soltanto necessario, ma atteso dai collezionisti, conservatori di musei e appassionati.

Oltre ai dieci mercanti-organizzatori, faranno parte della prossima edizione anche undici mercanti d’arte internazionali come: Charles Beddington (Londra), Rafael Valls (Londra), Derek Johns (Londra), Stair Sainty Gallery (Londra), The Weiss Gallery (Londra), Galeria Caylus (Madrid), Galerie Sanct Lucas (Vienna), Cesare Lampronti (Roma), Fabio Massimo Megna (Roma), Kunsthandel P. de Boer (Amsterdam), David Koetser (Zurigo).

In totale a Paris Tableau esporranno quest’anno ventuno espositori e due mercanti di cornici, la Galerie Montanari (Parigi) e Enrico Ceci (Formigine). Per essere precisi, le opere presenti a Paris Tableau vanno dal Medio Evo al Secondo Impero. Sono state selezionate dalle gallerie partecipanti nel corso dell’anno e riservate per essere presentate ai collezionisti che potranno confortevolmente ammirarle all’interno di un ambiente intimo e ovattato.

Tra le opere più rappresentative della Scuola italiana segnaliamo il suggestivo Venere, Eros e Anteros di Bernardino Campi, circa 1545 (Galerie Canesso), l’inquietante Memento Mori di Giovanni Martinelli, circa 1630 (Galerie G.Sarti), o ancora il languido Ritratto di Donna di Pietro Rotari, circa 1760 (Galerie Didier Aaron & Cie).

La Scuola francese è magnificamente rappresentta grazie a opere come il Trio di Musicisti di Nicolas Tournier (Jacques Leegenhoek), la Toilette d’Esther di Jean-François de Troy (Eric Coatalem), l’omaggio a Jean-Jacques Rousseau con la Veduta della Cascata d’Ermenonville, verso 1831 di Jean-Joseph-Xavier Bidauld (Talabardon & Gautier) o ancora la sorprendente Schiava al Cairo, 1872, di Jean-Léon Gérôme (Jean-François Heim).

Anche la Scuola spagnola non è stata dimenticata ed è presente con una straordinaria Visione di Sant’ Antonio da Padova di Murillo (Galerie Caylus). Infine, i collezionisti della Scuola del Nord non mancheranno di apprezzre il Buffone alla finestra, circa 1600 (Kunsthandel P. de BoerGallery), né la ieratica Diana, dea della caccia e della luna di Cornelis van Harleem, circa 1607 (Haboldt & Co). Altrettanto rappresentativi di questa corrente pittorica, il Paesaggio Invernale d’Antonie Vestralen (De Jonckheere) e la Veduta di Goudestein di Jan van Der Heyden (Koetser Gallery) sapranno colpire la sensibilità di collezionisti appassionati.

Soltanto dopo aver percorso gli eleganti corridoi in tutta calma e visitato gli stands si può comprendere l’aura magica che avvolge la pittura antica. In questo luogo si è lontani dall’agitazione, dalla speculazione, dallo scoop mediatico-finanziario. Qui si assapora l’opera, la si sente vivere, ce ne si appropria. Grazie a Paris Tableau, Parigi raccoglie la sfida, mantiene le proprie posizioni e rimane la piazza storica della collezione.

Dopo aver aperto le porte all’ INHA (Institut National d’Histoire de l’Art) nel 2011 per l’esposizione L’Envers du Tableau, Paris Tableau accoglie quest’anno Mobilier National che presenterà i Tesori ritrovati di Gobelins. Un’ altro modo per dimostrare che la ricerca nella storia dell’arte e la professione di antiquario sono intimamente legate.

 

Antonie Verstralen (Gorinchem 1593 – Amsterdam 1641)
Paesaggio invernale con scene di pattinaggio su un fiume ghiacciato con mulini
Pannello con monogramma
H: 28,5 x L: 38,7 cm
Galleria De Jonckheere

 

Alcuni espositori di Paris Tableau rispondono alla domanda:

«Qual è il dipinto che aveto scoperto di cui andate più fieri?»

Uno dei primi dipinti che ho scoperto è forse l’opera più importante di Juan de Flandres, Vergine con Bambino, dipinta per la regina Isabella di Castiglia. Era considerata come appartenente alla « cerchia di Hans Memling ». Avrei piacere di parlare anche di un altro dipinto, la nostra scoperta più recente, Susanna e i Vecchioni, un’opera di gioventù di Ribera che è stata esposta nella retrospettiva a lui dedicata dal museo del Prado.
José Antonio de Urbina (Galeria Caylus)

Un piccolo quadro di Adam Elsheimer, Una Fuga in Egitto – si trova oggi al Kimbell Art Museum di Fort Worth – che ho scoperto in una vendita di Sotheby’s a Monaco e che non era stato accettato come tale da certi esperti. Ero convinto che il dipinto fosse autentico. Esistono soltanto trentasette quadri conosciuti di Elsheimer e io ero certo che quello fosse suo. […] Nella mia memoria rimane come una delle scoperte che più mi hanno marcato.
Bob Haboldt

[…] Abbiamo identificato attraverso due piccolissimi dipinti di 9 cm di diametro un pittore molto importante durante la sua epoca. Si tratta di Christoffel van den Berghe di cui solo una coppia di dipinti comparabili rappresentanti l’Estate e l’Inverno, sono conosciuti e conservati al museo Mauritshuis de L’Aja. Erano venduti anonimamente; sapevo che si trattava di quest’artista di cui pero’ non avevo mai avuto l’opportunità di avere tra le mani un sua opere autentica e tantomeno dei paesaggi. La pulitura ce lo ha confermato e le firme sono riapparse. Sono dei quadri che meritano d’essere venduti a un grande collezionista o a un museo. […] Georges De Jonckheere

Circa dieci anni fa in una sala vendite ho trovato un grande quadro rappresentante una Festa a Venezia, presentato.come appartenetnte alla cerchia di Canaletto. Era intatto, non era stato mai toccato. Nell’operazione di pulitura si è poi rivelato essere un importante Canaletto.
Cesare Lampronti

François Boucher, Leda e il Cigno, venduto dall’Art Institute di Chicago. L’avevo notato nel 1985, in un catalogo di vendita in cui veniva presentato come «scuola di» o copia. I cenni storici indicavano che l’opera originale era stata acquistata dal conte Tessin e che attualmente si trovava a Stockholm. Grazie a un’incisione, ho potuto provare che si trattava di una seconda versione autografa dello stesso quadro, esposta al Salone del 1763 con il suo pendant oggi al Louvre. Il dipinto era stimato tra i 12.000 e i 15.000 dollars e io l’ho comprato per 140.000 dollari. Sottoposto ai raggi X, si è scoperto che sotto vi era un altro dipinto con lo stesso soggetto, ma in una composizione diversa. Successivamente ho scoperto un’incisione tratta da un disegno andato perduto della prima composizione. Ho anche trovato una corrispondenza del Conte Tessin. Oggi il quadro si trova da Resnyck.
Guy Stair Sainty 

Una Natura Morta di François Rkjchals, tutt’ora in mio possesso. E’ firmata e datata ma la firma è difficile da decifrare. Per questa ragione la casa di vendita non sapeva di chi fosse la mano dell’artista che l’aveva dipinta. Nel momento stesso in cui ho visto la foto del dipinto su Internet, ho capito che si trattava di un’opera di François Rkjchals.
Niels de Boer 

Si tratta di un importante dipinto del Perugino, un Ritratto d’Uomo, che ho trovato una decina di anni fa. Ho avuto un’immediata attrazione per i Primitivi e i dipinti del Rinascimento e penso che questo derivi dalla mia educazione religiosa. Ne esistono anche molti altri, come la Pietà del Bramantino, un quadro veramente straordinario.
Giovanni Sarti 

Quando nel 1996 mi trovavo a New York, mi ha telefonato una persona chiedendomi di fare la stima di un quadro. Ho chiesto di darmi dei dettagli al telefono. Mi ha spiegato che si trattava di un dipinto di grandi dimensioni rappresentante un Cane. Dalla sua descrizione ho capito immediatamente che si trattava di un Campidoglio. Ho dato quindi l’attribuzione al telefono, senza neppure vederlo…
Charles Beddington 

Si tratta di un doppio ritratto eseguito da Jacob van Oost il Vecchio, che rappresenta una coppia, marito e moglie. Al di là della sua formidabile qualità pittorica, questo dipinto trasmetteva un vero messaggio d’amore. Il giovane sposo aveva al suo fianco la bellissma giovane moglie ed entrambi erano vestiti come potevano esserlo gli abitanti di Bruges nel XVII secolo, ma senza ostentazione, senza quegli eccessi di opulenza che possono talvolta essere penosi. Lei indossava un abito magnifico, pur mantenendo un aspetto un pò rigido e severo, lo sposo, dietro di lei, la guardava di tre-quarti. Si percepiva l’uomo innamorato, affascinato dalla donna che aveva appena sposato. È un’opera di grande qualità. Sono felice per il collezionista che l’ha comprata.
Claude Vittet

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Esposizione
Tesori ritrovati di Gobelins:
la collezione dei cartoni dipinti del Mobilier National

Grazie alle recenti scoperte del conservatore Arnauld Brejon de Lavergnée e al paziente e rigoroso lavoro di restauro, saranno presentati a Paris Tableau 2012 una dozzina di quadri e cartoni dipinti, scelti tra le opere di proprietà di Le Mobilier National. Dal cartone dipinto all’opera tessuta non c’è che un passo ed è questo processo unico che l’esposizione Tesori ritrovati di Gobelins metterà in valore. Abbracciando diversi secoli, dal XVII all’inizio del XXI secolo, la collezione di cartoni dipinti del Mobilier National riveste aspetti molto diversi, estendendosi dal piccolo schizzo autografo ai documenti più attuali, sia informatici che fotografici. Il cartone dipinto propriamente detto doveva sempre essere eseguito da un pittore esperto, anche nel caso di guaches o acquerelli perché servivano come guida al licciaio. Dal dicembre 2003, il cantiere di restauro dei cartoni dipinti, si è concentrato su quelli della seconda metà del XVII, del XVIII e del XIX secolo.

I teli della scuola di Le Brun (1619 – 1690)
Le Mobilier National ha conservato gran parte dei cartoni dipinti da eccellenti artisti della scuola di Le Brun e sotto la sua direzione (come Yvart, Bonnemer, De Sève…). Si presentano come bande di tela di lino di 4 x 0,80 m circa che venivano fissate sotto il telaio della tessitura. Poiché erano arrotolate su se stesse, l’operazione di restauro è consistita nello srotolare, arrestare il sollevamento dello strato pittorico e nel consolidarne l’aderenza. Secondo l’interesse delle opere e del loro stato di conservazione, teli come L’Entrata di Alessandro a Babilonia (Le Brun) o Il Cavallo d’Eckhout , sono stati direttamente messi su telaio e poi restaurati. Altri sono stati accuratamente posti su cilindri da una restauratrice di provata esperienza come Madame Haviland, altri sono stati riportati alle condizioni primitive e accuratamente evvolti su rotoli di cartone (cantiere INP).
Oltre la metà dei circa 300 / 400 teli della scuola di Le Brun, è stata trattate sia come restauro di fondo sia come conservazione preventiva. Grazie a un mecenate privato (nel 2010 e 2011) è stato possibile trattare una grande quantità di teli.

I cartoni XVIII secolo
Riguardano sia gli arazzi che le guarnizioni tessili di canapés, poltrone, sedie di piccole o grandi dimensioni. Questi cartoni sono presentati sotto forma di quadri su cavalletti. Sono stati dipinti da due grandi artisti della scuola di Boucher (1703 – 1770) : Maurice Jacques (1712 – 1784) e Louis Tessier (1719 – 1786). Le Mobilier National possiede inoltre alcuni meravigliosi progetti dovuti al pennello di Leprince, di Casanova o di artisti della scuola di Boucher. Queste opere riguardano essenzialmente la Manufacture de Beauvais diretta con grande talento da Jean-Baptiste Oudry. In parallelo, grandi cartoni preparatori per arazzi del XVIII secolo, saranno oggetto di un’esposizione nella Galerie des Gobelins verso la fine del 2014, grazie al mecenatismo della banca BNP.

I cartoni XIX secolo
Questa collezione, totalmente inedita, rivela tesori che spaziano dall’inizio alla fine del secolo, eseguiti da artisti come Van Pool, Achille, Laugé et Chéret. Tutti gli stili sono ammirevolmente rappresentati, dal neo-classicismo al neoimpressionnismo. Anche in questo caso le opere sono presentate su cavalletti come fossero quadri. Per l’esposizione Tesori ritrovati dei Gobelins in mostra a Paris Tableau, sono stati selezionati i cartoni preparatori per arredi, dipinti da Friedrich Starke (1802 – 1872). Gli «arredi» comprendono due canapés, una poltrona, trenta sedie e trentasei sedie pieghevoli, ordinate nel 1829 a Claude-Aimé Chenavard (1798 – 1858) che ne ha affidato l’esecuzione a Friedrich Starke. Erano destinati per il salotto della duchessa de Berry per poi essere in seguito modificati, dopo il 1830, per il salotto del duca d’Orléans alle Tuileries. Starke realizzerà qualche anno più tardi, un altro «arredo» d’ispirazione floreale, destinato alla galleria dei Guisa al castello d’Eu.

Jean-Jacques Lagrenée, Allegoria del Sovrano come Protettore delle Arti, olio su tela 35,5 x 52,5 cm © Lawrence Perquis

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Paris Tableau e il cinema

 

 

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INFORMAZIONI UTILI:

 

Paris Tableau
7 – 12 novembre 2012
Palais de la Bourse
Place de la Bourse, 75002 Parigi

Metro: Bourse (linea 3, Pont de Levallois / Gallieni)
Parking: Place de la Bourse
Ore 11.00 – 20.00
Da mercoledi 7 a lunedi 12 novembre 2012
Notturno giovedì 8 novembre fino alle ore 22
Ingresso 15 € (catalogo compreso) / accesso libero all’ auditorium
Sito Internet
www.paristableau.com
Organizzatori
SAS Paris Tableau
Presidente : Maurizio Canesso
Comunicazione: Hervé Aaron, Bertrand Gautier
& Jean-François Heim
Segreteria: Hélène Mouradian & Louise Adam
+33 (0)1 45 22 37 82 / contact@paristableau.com

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