12 Ottobre 2026 14:13

Franceschini rinnova i direttori di Uffizi, GNAM e Capodimonte per altri 4 anni: ben fatto?

La nuova sala di Michelangelo e Raffaello agli Uffizi
La nuova sala di Michelangelo e Raffaello agli Uffizi

Sylvain Bellenger, Cristiana Collu e Eike Schmidt confermati alla guida del Museo di Capodimonte di Napoli, della Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma e delle Gallerie degli Uffizi di Firenze

“L’autonomia dei musei funziona, in questi anni ha portato sicuramente maggiori visitatori ma è stata soprattutto un ottimo strumento per modernizzare i musei italiani e rafforzare la tutela e la produzione scientifica”. Al suono di queste parole il ministro per i beni culturali Dario Franceschini ha firmato i decreti che rinnovano per altri 4 anni Sylvain Bellenger, Cristiana Collu e Eike Schmidt, rispettivamente alla guida del Museo di Capodimonte di Napoli, della Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma e delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Una conferma che arriva a una settimana da quella di James Bradburne alla guida della Pinacoteca di Brera.

Ercole di Canova e il Mare di Pascali in dialogo in Time is Out of Joint
Time is Out of Joint
Installation Views
Courtesy image Galleria Arte Moderna e Contemporanea di Roma

“I dati parlano chiaro: l’incrocio tra riforma e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per il sistema museale italiano”, ha detto Franceschini. Dal 2014 al 2018, puntualizza la nota del Mibact, i tre musei hanno avuto un forte rinnovamento in termini di riallestimento e ammodernamento delle sale e di rilettura delle collezioni che ha determinato una forte crescita del numero dei visitatori: +47% a Capodimonte, +30% alla Galleria nazionale e +6% agli Uffizi (che ha un sistema di regolazione degli accessi a numero chiuso). Anche nel 2019 questi tre musei stanno viaggiando a tassi di crescita superiori a quelli della media nazionale. In questi anni è aumentata anche l’attività scientifica, il legame con i territori, la presenza digitale dei musei e l’ampliamento delle collezioni attraverso nuove acquisizioni e donazioni. La rispondenza di queste affermazioni alla realtà la potrà valutare chiunque abbia visitato uno di questi musei, o degli altri interessati alla riforma: lungi dal bocciare in toto i provvedimenti di Franceschini, ci limitiamo a segnalare che spesso l’eccessiva attenzione ai numeri – dei visitatori, che poi diventano degli introiti – ha portato a situazioni paradossali, in diversi casi alquanto lontane da un concetto di “qualità”: voi come la vedete?

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