26 Settembre 2026 00:56

Un viaggio (unico) all’interno della fucina creativa del Rinascimento. Architettura, scultura, pittura in mostra alla Basilica Palladiana di Vicenza

Teatro Olimpico

Ha inaugurato ieri, sabato 11 dicembre, l’eccezionale mostra dedicata al trentennio d’oro (1550-1585) della vita artistica della Terraferma veneta, Vicenza. Dalle architetture di Andrea Palladio, ai dipinti di Paolo Veronese e Jacopo Bassano passando per le sculture di Alessandro Vittoria, la Basilica Palladiana ospiterà fino al 18 aprile 2022 La Fabbrica del Rinascimento. Processi creativi, mercato e produzione a Vicenza. Palladio, Veronese, Bassano, Vittoria. A cura di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Mattia Vinco.

In esposizione alcuni dei capolavori assoluti di pittura, scultura e architettura del tempo, presentanti lungo il percorso accanto a libri, arazzi, tessuti e oggetti preziosi. Un evento unico nel suo genere che, attraverso uno sguardo “laterale” si interroga sulle coordinate materiali e storiche delle tre arti, intrecciando tra esse un dialogo serrato e rintracciando analogie e differenze compositive. Un viaggio all’interno della fucina creativa del Rinascimento, una mostra-racconto che ripercorre intenzioni e valori di un momento storico eccezionale in cui il volto di Vicenza venne profondamente trasformato dall’impatto della Maniera centro-italiana che investe l’operare di Andrea Palladio, Paolo Veronese, Jacopo Bassano e Alessandro Vittoria.

Palladio comincia ad attuare la trasformazione di Vicenza con una serie di edifici pubblici e privati, spesso negli stessi cantieri si trovava anche Alessandro Vittoria, che reinventa la decorazione plastica all’antica sui soffitti di Palazzo Thiene, così come Veronese reinventa la decorazione ad affresco prima nella Villa Soranza, nei pressi di Treville, poi nella Villa Barbaro a Maser. Tuttavia, la rilettura dell’antico si accompagna in questi autori allo studio e alla ripresa della Maniera espressa da Parmigianino e all’interpretazione del lessico michelangiolesco in chiave decorativa proposta da Primaticcio.

Jacopo Bassano, Adorazione dei Magi, 1560, The Henry Barber Trust, The Barber Institute of Fine Arts, University of Birmingham. Credit: © The Henry Barber Trust, The Barber Institute of Fine Arts, University of Birmingham.

La compresenza in città di queste personalità di grande rilievo fa di Vicenza un osservatorio privilegiato anche per lo studio della nascita del mercato dell’arte e del collezionismo in senso moderno, grazie al progetto della cosmopolita nobiltà cittadina, che investe e scommette sulla visione di questo gruppo di giovani artisti. La metà del Cinquecento, infatti, rappresenta un momento di particolare importanza per l’affermazione degli artisti nella società, che passano al ruolo di personaggi dotati di dignità intellettuale grazie anche alla sempre più crescente richiesta di opere d’arte da parte di committenti sempre più esigenti e sofisticati. Grazie alla collaborazione con un team di specialisti di storia economica, sarà possibile conoscere i prezzi delle opere esposte, paragonati agli oggetti della vita quotidiana di allora: uno dei dipinti più belli ed originali della pittura del Cinquecento, Due cani da caccia di Jacopo Bassano, in arrivo dal Louvre di Parigi, ad esempio, valeva la metà di un paio di guanti ‘da signore’ e mille volte meno dei cristalli incisi di Valerio Belli, in prestito dai Musei Vaticani.

La rassegna, dunque, riunendo questi capolavori, oggi conservati nei più prestigiosi musei del mondo, ha lo scopo di indagare i meccanismi di creazione e produzione che li hanno generati, ponendoli all’interno del loro contesto originario e in relazione alla loro committenza. Non mancheranno confronti tra i processi creativi propri a scultura, pittura e architettura con l’individuazione di rilevanti analogie, ad esempio, nel metodo di lavoro di Veronese e Palladio. Molte delle opere saranno inoltre accostate ai loro modelli d’ispirazione, ai disegni e bozzetti che le hanno “prefigurate”, alle riproduzioni dello stesso soggetto realizzate dall’artista.

Paolo Veronese, Unzione di Davide, 1555, olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Vienna, Picture Gallery. Credit: KHM-Museumsverband.

Tra le 80 opere in esposizione, molte delle quali inedite, i due dipinti “gemelli” con l’Adorazione dei Magi di Jacopo Bassano, provenienti dalle collezioni Birmingham Museums Trust e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, che per la prima volta sono posti l’uno di fianco all’altro, così come anche la Giuditta con la testa di Oloferne di Veronese, in prestito da Palazzo Rosso di Genova, viene messa accanto al suo bozzetto che ne costituisce l’ispirazione, ritrovato al Museo Soumaya di Città del Messico e presentato per la prima volta in Europa; uno dei più importanti disegni di Parmigianino proveniente dal Tyler Museum di Haarlem, Sacra Famiglia con due santi, viene messo, invece, in dialogo con il dipinto di Veronese da cui ne è ispirato, la Madonna col Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria e Porto, dalla collezione del Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza. Per il Ritratto d’uomo, verosimilmente il pittore Antonio Aliense (1556-1629), di Palma Il Giovane, in prestito dalle collezioni Birmingham Museums Trust, sono esposte le opere in esso rappresentate, come il disegno di Bassano, Vitellio Grimani, dal Louvre di Parigi, posto accanto al busto omonimo proveniente dal Museo di Scienze Archeologiche e d’arte di Padova, il Galata in atto di cadere, dal Museo Archeologico di Venezia, il San Sebastiano di Vittoria dalla chiesa di San Francesco della Vigna di Venezia e lo Studio di un torso antico di Palma il Giovane, dall’Accademia di San Luca di Roma.

La rassegna rientra nell’ambito di un più ampio progetto di iniziative organizzate in occasione della candidatura di Vicenza a Capitale Italiana della Cultura 2024.

Paolo Veronese, Ritratto di Iseppo Porto con suo figlio Leonida (dettaglio), 1552 © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Su concessione del MiC

La Fabbrica del Rinascimento
Processi creativi, mercato e produzione a Vicenza
PALLADIO, VERONESE, BASSANO, VITTORIA

 Basilica Palladiana, Vicenza, 11 dicembre 2021 – 18 aprile 2022
a cura di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Mattia Vinco

 Accompagna la mostra il catalogo edito da Marsilio.

 Maggiori informazioni:
www.mostreinbasilica.it