29 Settembre 2026 08:41

Stratificazioni sociopolitiche: le sensuali astrazioni di Julie Mehretu a Venezia

Julie Mehretu, Among the Multitude XIII, 2021-2022 Private Collection. Ph: Tom Powel Imaging. Courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York
Julie Mehretu, Among the Multitude XIII, 2021-2022 Private Collection. Ph: Tom Powel Imaging. Courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York

Julie Mehretu sarà la grande protagonista della primavera d’arte veneziana. Palazzo Grassi presenta un grande progetto espositivo dedicato al lavoro di Julie Mehretu (1970, Addis Abeba), a cura di Caroline Bourgeois in collaborazione con l’artista stessa. L’esposizione (17 marzo 2024 – 6 gennaio 2025) include opere realizzate da artisti che fanno parte di una cerchia di amici stretti di Julie Mehretu o personalità che l’hanno influenzata.

La mostra riunisce oltre sessanta dipinti e incisioni di Julie Mehretu realizzati durante un periodo di venticinque anni, inclusi molti dei dipinti realizzati dall’artista tra il 2021 e il 2023. Presentata sui due piani espositivi di Palazzo Grassi, la mostra include opere della Pinault Collection, oltre a prestiti provenienti dalla collezione dell’artista, da musei internazionali e da collezioni private. Gli artisti e autori che affiancano l’opera di Julie Mehretu sono Nairy Baghramian, Huma Bhabha, Robin Coste Lewis, Tacita Dean, David Hammons, Paul Pfeiffer e Jessica Rankin, ponendo in dialogo la pittura con la poesia, la scultura, il cinema, la voce e la musica. La pratica di Julie Mehretu è caratterizzata da varie forme di collaborazione e conversazione sostenuta con altri artisti. Mettendo in primo piano la relazione tra affinità intellettuali ed emotive e la produzione artistica, la mostra disegna un ritratto collettivo di una comunità artistica in dialogo costante.

Julie Mehretu, Black City, 2007, Pinault Collection, Courtesy of the artist and Marian Goodman Gallery, New York

Il lavoro di Julie Mehretu è astratto. Le sue composizioni, sensuali ed emotive, sono intrise di tracce e segni immaginativi che emergono alla superficie da una densità di idee complesse e stratificate che hanno origine nel suo impegno di lunga data con le tradizioni e le tracce della storia e della fotografia. I suoi riferimenti sono di vasta portata: la storia dell’arte, la sociopolitica, la geografia, l’attualità e la vita privata. Eppure, la sua insistenza sul linguaggio dell’astrazione le ha offerto uno spazio unico di emancipazione per la sperimentazione e l’espressione.