
Palazzo Velli, nel cuore di Roma, oltre 80 opere di Vettriano tra oli su tela e lavori su carta museale a tiratura unica
Dal 12 febbraio al 5 luglio Palazzo Velli, nel cuore di Roma, ospita una grande retrospettiva dedicata a Jack Vettriano (1951-2025). Un artista scozzese recentemente scomparso e amatissimo dal pubblico internazionale per il suo stile inconfondibile, sospeso tra suggestioni cinematografiche e malinconia noir. Curata da Francesca Bogliolo, la mostra presenta oltre 80 opere, tra oli su tela e lavori su carta museale a tiratura unica. E un ciclo fotografico realizzato nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, con un video in cui l’artista racconta la propria vicenda umana e artistica.
La storia di Vettriano, nato Jack Hoggan nella contea scozzese di Fife, sembra uscita da un romanzo: cresciuto in una famiglia di minatori, inizia a lavorare giovanissimo e si avvicina alla pittura solo a ventun anni, da autodidatta. Il successo arriva nel 1988 con l’esordio alla Royal Scottish Academy di Edimburgo. Dove entrambe le opere esposte vengono vendute il primo giorno. Trasferitosi in città, adotta il cognome d’arte Vettriano, legato alle origini italiane della madre.

Nonostante un rapporto complesso con la critica, che spesso ne ha sottovalutato la poetica, Vettriano ha conquistato un pubblico vastissimo grazie alla sua capacità di evocare atmosfere intense, sensuali e cariche di tensione emotiva. Emblematica è The Singing Butler, battuto all’asta nel 2004 per quasi 750.000 sterline.




