15 Ottobre 2026 22:53

Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance

Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Alla galleria Viasaterna di Milano le personale di Catalano, una delle più importanti fotografe italiane attive a partire dagli anni Sessanta

Dal 16 febbraio al 19 aprile 2026, la galleria Viasaterna di Milano dedica una mostra personale a Elisabetta Catalano (Roma, 1944 – 2015), una delle più importanti fotografe italiane attive a partire dagli anni Sessanta. Curata da Laura Cherubini in collaborazione con l’Archivio Elisabetta Catalano, l’esposizione raccoglie oltre 50 opere, per lo più inedite e vintage, ricostruendo un percorso che attraversa cinema, moda e performance, ambiti che l’autrice ha saputo connettere in una visione coerente e profondamente contemporanea.

Protagonista attiva del sistema culturale a lei coevo, Catalano trasformò il suo spazio romano in piazza Santi Apostoli in un luogo di incontri e produzione, dove l’arte accadeva prima ancora di essere documentata. Come sottolinea Cherubini nel suo testo critico, molte performance degli anni Settanta e Ottanta non solo furono da lei fotografate. Ma nacquero proprio nel suo studio, trasformando la fotografia in una forma di partecipazione diretta alla pratica artistica. Le immagini delle azioni di Fabio Mauri, Jannis Kounellis o Joseph Beuys non sono semplici testimonianze, ma dispositivi di trasmissione capaci di cristallizzare la dimensione esperienziale e concettuale di opere altrimenti effimere.

 

Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano

Uno degli aspetti più rilevanti dell’approccio di Catalano è la sua capacità di fondere generi e linguaggi diversi. Parallelamente all’arte, emerge il ruolo cruciale che la moda ha avuto nello sviluppo della sua carriera. Collabora per le principali riviste di settore, a cominciare da Vogue, contribuendo a ridefinire l’immaginario visivo della creatività italiana che, dai primi anni Sessanta, diventa un campo di attraversamento in cui le discipline si influenzano reciprocamente. Gli abiti seguono le indicazioni congiunte della Pop Art e dell’Optical, le gonne si accorciano, gli orpelli spariscono, nulla lascia più intravedere la linea curva e romantica del decennio precedente.

Abitare il tempo

Le modelle appaiono avvolte nel sottilissimo jersey di seta di Pucci, i cui motivi stampati si mimetizzano con gli ambienti naturali. Uno ieratico Valentino posa nella sua abitazione, con indosso un cardigan di maglia (indumento iconico degli anni Settanta) e una sigaretta accesa tra le dita. Le immagini di Catalano non isolano il soggetto dal contesto, ma lo inscrivono in scenografie dense di riferimenti intellettuali e artistici. Collocando così la moda dentro un sistema visivo di più ampio respiro, in cui identità, rappresentazione e costruzione dell’immagine si intrecciano.

 

Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano

Il cinema costituisce un altro asse portante della sua produzione. Dopo l’esordio sul set di 8½ di Federico Fellini, negli anni successivi Catalano fotografa attori e registi cogliendone la dimensione più intima e psicologica. I ritratti di Monica Vitti, Claudia Cardinale, Charlotte Rampling o Sharon Tate rivelano una straordinaria capacità di introspezione. L’obiettivo della sua macchina fotografica coglie la profondità dell’individuo, una qualità umana che si estende oltre la superficie patinata della notorietà.

La mostra nasce anche da un rapporto diretto e progressivo con l’Archivio, come racconta Irene Crocco, fondatrice di Viasaterna: “Ho conosciuto il lavoro di Elisabetta Catalano in occasione della mostra dedicata a Fabio Mauri, che abbiamo presentato in galleria cinque anni fa. Gran parte delle immagini che documentavano le sue performance erano fotografie di Elisabetta. E da quel momento ho iniziato ad approfondire la sua ricerca, avviando un dialogo con l’Archivio, che si è fatto intenso soprattutto nell’ultimo anno. Dopo aver presentato una selezione di sue opere all’ultima edizione di Paris Photo lo scorso novembre, questa mostra vuol essere un ulteriore sviluppo del percorso intrapreso”.

 

Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Installation view della mostra Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance, ph. Eduardo De Matteis, Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano

Il progetto espositivo fa emergere lo spessore di una figura che, con le sue foto, è stata testimone e interprete di alcuni dei momenti più significativi della cultura visiva del Secondo Novecento. E che, più che limitarsi a osservare il suo tempo, lo ha abitato rendendolo visibile.