
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo dodicesimo appuntamento ci risponde Nicola Ricciardi, Direttore Artistico della fiera miart
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde Nicola Ricciardi, Direttore Artistico della fiera miart.
Di svolte, nella mia vita professionale, ne ho affrontate parecchie. Anche perché mi sono spesso ritrovato a fare un mestiere di cui non avevo piena contezza finché non ho iniziato a praticarlo. Ma tra tutte le deviazioni, quella che forse ha inciso di più è stata la nomina, nel 2016, a Direttore Artistico delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino.
In proposito c’è un episodio che mi piace ricordare.
Durante l’allestimento della mostra inaugurale nessuno ci fece caso, ma il giorno dell’opening — il 3 novembre 2017 — ricorrevano esattamente sessant’anni dal lancio in orbita dello Sputnik 2, il primo satellite con un essere vivente a bordo: la cagnolina Laika. Con oltre 70 opere e centinaia di artefatti da installare in poche settimane, in quel momento eravamo troppo dentro la concitazione per accorgerci di altro che non fossero i dettagli necessari perché tutto funzionasse.
Oggi, con l’ottimismo dei sopravvissuti, mi piace immaginare un nesso tra il volo di Laika e il lancio — altrettanto singolare, ambizioso e rocambolesco — di quella istituzione. In scala infinitamente più piccola e modesta, anche noi stavamo facendo un balzo verso uno spazio sconosciuto. Negli anni successivi, dalle OGR sono passati William Kentridge, Tino Sehgal, Susan Hiller, Mike Nelson, Monica Bonvicini… Se la traiettoria delle OGR è stata più fortunata di quella della cagnolina russa, lo si deve in larga parte a un gruppo di giovanissimi e inconsapevoli cosmonauti che, come me, muovevano i primi passi in orbita senza sapere bene come: Samuele Piazza, Valentina Lacinio, Giulia Guidi… È grazie al loro ottimismo se la nostra navicella è rientrata sana e salva invece di perdersi nel cosmo. E in ricordo di quella svolta, quando passo per i corridoi di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea che dirigo per Fiera Milano dal 2020, lo faccio con appuntato al bavero una spilletta raffigurante Laika: un promemoria discreto di cosa significa lanciarsi in qualcosa di nuovo senza avere già tutte le risposte.
Leggi “La svolta” su ArtsLife
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese




