
Un divertimento, una provocazione. Poniamo domande di tema artistico all’applicazione AI ChatGPT: le risposte sono sorprendenti
Quante volte avete pensato di farlo, e poi avete rinunciato? Perché non avete voglia, non avete tempo, o perché siete nauseati da questa realtà sempre più relativizzata. Ma forse la vera ragione è che siete convinti che i risultati saranno banali, scontati, sostanzialmente inutili. E lo pensavamo anche noi, finché non ci abbiamo provato. Abbiamo provato a porre delle domande su temi artistici a ChatGPT, l’applicazione di intelligenza artificiale specializzata nella conversazione e nella generazione di testi. E le risposte ci hanno sorpresi, se non smentiti.
In realtà, le risposte saranno banali se la domanda posta sarà banale. Ergo, ponendo interrogativi precisi, più possibile profondi e circostanziati, si otterranno risposte dettagliate e sorprendentemente circostanziate e imprevedibili. Ci abbiamo provato, quasi per gioco, e i risultati ci hanno convinti ad andare avanti, e ad iniziare questa “rubrica”.
Uno spazio di svago, evidentemente, ma capace di innescare riflessioni e magari dibattiti scaturiti da una fonte quanto mai “terza”. Dunque, la domanda che abbiamo posto a ChatGPT è la seguente: “qual è stata a tuo parere l’edizione più importante della Biennale Arte di Venezia, per spessore contenutistico e impatto sugli sviluppi degli scenari creativi?”.
Biennale Arte di Venezia 1972
Curata da un comitato in un clima politico tesissimo, fu l’edizione dedicata al Cile e alla repressione dopo il golpe contro Salvador Allende.
Perché è stata decisiva?
Ha politicizzato definitivamente la Biennale.
Dopo le contestazioni del 1968, il 1972 trasformò la Biennale da grande esposizione internazionale a spazio di presa di posizione ideologica e conflitto culturale.
Ha messo in crisi il modello occidentale-espositivo.
L’idea di neutralità estetica crolla: l’arte viene letta come dispositivo critico, come strumento di controinformazione.
Ha anticipato molte pratiche successive.
Arte come archivio, documento, testimonianza politica: linee che troveremo poi nelle ricerche postcoloniali e nelle pratiche relazionali degli anni ’90.
(Ndr: ci tocca correggere il pasticcione ChatGPT, visto che fu la Biennale del 1974, non del 1972, quella dedicata al Cile e alla protesta contro la dittatura di Pinochet)
Detto questo, se parliamo di impatto sul sistema globale dell’arte contemporanea, molti storici indicano come altrettanto cruciale:
Biennale Arte di Venezia 2015 – diretta da Okwui Enwezor
Centralità delle geografie non occidentali
Lettura del presente attraverso capitalismo, crisi e diseguaglianze
Uso del format “mostra come dispositivo teorico” (con il “Parlamento” e la lettura continua de Il Capitale di Karl Marx)
Questa edizione ha consolidato definitivamente il paradigma globale e decoloniale nel sistema delle biennali.
Se invece guardiamo al linguaggio artistico puro, molti citano come spartiacque:
Biennale Arte di Venezia 1964
Con il Leone d’Oro a Robert Rauschenberg: consacrazione internazionale della Pop Art e spostamento dell’asse culturale dall’Europa agli Stati Uniti.



