
La “testa” del Louvre, Laurence des Cars, si è dimessa oggi pomeriggio. L’annuncio è arrivato dall’Eliseo, dopo un tira e molla durato mesi e iniziato ben prima del furto dello scorso ottobre
“Né la mia energia né la mia determinazione sono mai venute meno. Dirigere il Louvre è stato l’onore della mia vita professionale“, ha dichiarato Des Cars, prima donna a dirigere il Louvre dal suo insediamento nel 2021, che però non ha esitato a definire il museo “fragile“, spiegando che “manca la chiarezza nella direzione e non è possibile trasformare il Louvre senza fornirgli le risorse per realizzare le sue ambizioni“.
Des Cars, prima donna a dirigere il Louvre dal suo insediamento nel 2021, lascia dopo un anno particolarmente tumultuoso. Dallo scorso ottobre, quando il museo fu teatro di uno dei furti d’arte più audaci della storia, si sono aggiunte questioni su questioni: la truffa sui biglietti da 12 milioni di dollari, due perdite strutturali che hanno danneggiato documenti e sfiorato una mostra su Cimabue, e ripetuti scioperi del personale e, ciliegina sulla torta, una lotta interna che a più riprese ha visto chiedere la testa proprio della Des Cars, includendo gli stessi lavoratori, che a dicembre (oltre 400 lavoratori, quasi il 20% della forza lavoro) hanno protestato contro “condizioni di lavoro sempre più deteriorate“, denunciando sottorganico e salari inadeguati.
Nel gennaio dello scorso anno, la stessa des Cars aveva scritto in una nota interna di una “proliferazione di danni negli spazi museali, alcuni dei quali in condizioni molto precarie“. A febbraio, il museo ha dovuto rinviare a data da destinarsi un ambizioso progetto di espansione da 778 milioni di dollari che prevedeva una nuova ala dedicata alla Gioconda..
L’Eliseo ha accolto le dimissioni come un “atto di responsabilità“, ringraziando la direttrice per l’innegabile competenza scientifica. Il suo mandato, pur segnato da successi come l’acclamata retrospettiva su Jacques-Louis David e l’ingresso nelle collezioni della prima video-opera e della prima artista contemporanea donna, Marlene Dumas, si chiude in un clima di forte incertezza per il futuro del museo.





