03 Ottobre 2026 23:10

“Riducete l’IVA culturale”. Galleristi e artisti in protesta nei musei spagnoli

Galleristi sulle barricate in Spagna
Galleristi sulle barricate in Spagna
Artisti, galleristi e collezionisti hanno “occupato” istituzioni come il Centro Reina Sofía a Madrid, l’IVAM di Valencia, il MACBA di Barcellona

La richiesta di una riduzione dell’IVA sulle opere d’arte e sulle attività culturali arriva a scuotere anche le istituzioni spagnole. Una spettacolare protesta è andata in scena venerdì 20 febbraio: artisti, galleristi e collezionisti si sono “rinchiusi” simbolicamente nei musei di diverse città della Spagna.

L’azione, organizzata dal Consorcio de Galerías de Arte Contemporáneo, ha coinvolto istituzioni come il Centro Reina Sofía a Madrid, l’IVAM di Valencia, il CAAC di Siviglia e il MACBA di Barcellona. Partecipanti seduti sul pavimento, cartelli e slogan come “No pedimos privilegios, pedimos igualdad” hanno espresso il malcontento di un settore che da anni denuncia una pressione fiscale ritenuta insostenibile.

Il nodo della questione è il 21% di IVA attualmente applicato in Spagna sulle vendite di opere d’arte. Una tassazione che, secondo gli organizzatori, penalizza fortemente il mercato nazionale rendendo i prezzi meno competitivi rispetto a quelli in altri Paesi europei. In Francia l’IVA per il settore è al 5,5%, in Italia al 5% e in Portogallo al 6%. cifre che, per i promotori della protesta, dimostrano come la situazione spagnola rappresenti un ostacolo alla crescita e alla sostenibilità economica del comparto artistico.

La mobilitazione arriva a pochi giorni dall’apertura della 45ª edizione della Fiera ARCO, che si terrà a Madrid dal 4 all’8 marzo. E che potrebbe accentuare la percezione di svantaggio delle gallerie spagnole a causa delle differenze fiscali. I promotori della protesta chiedono al governo di attuare la normativa europea del 2022 che permette agli Stati membri di applicare aliquote ridotte per i beni culturali.