29 Settembre 2026 12:00

L’anima delle cose. Se il design diventa arte

"Macintosh Home Computer" di Apple. 1984 Steve Jobs, Jerry Manock
“Macintosh Home Computer” di Apple. 1984 Steve Jobs, Jerry Manock
La nostra percezione non è una copia fedele della realtà. Questo concetto, molto banale, ce lo insegna la psicologia ma anche la filosofia e l’estetica: “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. La stessa fisica ci parla di “Effetto Osservatore”, cioè l’atto di misurare o guardare un particolare sistema, che proprio per questo si modifica nel suo stato, scegliendo un altro valore specifico. Sono esempi, questi, che possiamo tenere a mente spostandoci nel campo dell’Art design

Cos’è una sedia esposta al MoMA (la Aeron di Herman Miller, tanto per fare un esempio)? Dipende dallo sguardo dell’osservatore. È un oggetto che risolve i problemi di una seduta scomoda, ma anche una forma che vuole suscitare emozioni. L’oggetto di design dovrebbe nascere come necessità pratica per fondersi poi con il concetto di arte. Non è una semplice constatazione, ma è la principale regola che ogni disegnatore si dà all’atto di mettersi davanti al classico foglio bianco, anche se a ben vedere non sempre è così.

La "Moka Express” di Alfonso Bialetti. 1933
La “Moka Express” di Alfonso Bialetti. 1933

Se pensiamo al passato, ci accorgiamo che le linee di design sono anche storia, e che grazie ad esse sono state forgiate, nel tempo, altre forme che non hanno mai abbandonato l’idea primordiale. Sarebbe troppo semplice portare l’esempio della Moka Express disegnata nel 1933 da Bialetti. Tipico design industriale che però ha cambiato inesorabilmente le abitudini sociali. Stile funzionale quindi, ma anche iconico. Oppure la lampada Arco di Castiglioni. Un vero spartiacque, che ha fuso le sottili linee che separano l’oggetto d’arredo con l’opera d’arte. Infatti è stata la prima opera, nata da disegno industriale, a cui venne riconosciuta la tutela del diritto d’autore. Proprio come un quadro o una scultura.

Lampada "Arco" di Achille Castiglioni, Pier Giacomo Castiglioni. 1962
Lampada “Arco” di Achille Castiglioni, Pier Giacomo Castiglioni. 1962
Se il design diventa arte

Queste considerazioni ci spingono a elaborarne un’altra, che entra a gamba tesa nel campo “economico” in cui si muovono gli operatori del settore. È evidente infatti che acquistare oggi un oggetto di Art design equivale a compiere un vero e proprio investimento, al pari del famigerato e gettonatissimo dipinto. Aste o piattaforme dedicate sono state prese d’assalto nel contesto della battitura di sedute, lampade o di recente hardware tecnologico (l’esempio migliore è l’Apple Macintosh del 1984), con aggiudicazioni che hanno raggiunto prezzi stellari.

Il valore estetico insomma ha (anche in questo particolare ambito) eguagliato e superato quello funzionale. Questo nuovo paradigma sta trasformando anche altri settori. Per esempio è utile considerare che lo spazio domestico ha subito notevoli cambiamenti, nell’ottica della combinazione tra arredo e arte. Potremmo quindi azzardare che questi spazi di arredo diventeranno una sorta di galleria privata. Dove l’esigenza di circondarsi dal bello deriva dalla necessità di rinnovare un’esperienza estetica perpetua, che abbracci anche una certa funzionalità.

Spazi privati che non sono più solo una proiezione della nostra identità più recondita ma, al contrario, una costellazione di elementi funzionali e di design autonomi. Dove ogni oggetto di questa personale galleria è il risultato di una visione, scaturita dall’energia del suo creatore. Per abitare quindi uno spazio in cui si è spettatori e protagonisti di un’esperienza estetica che cambia e ci aiuta a cambiare la nostra visione delle “cose”.