15 Ottobre 2026 17:23

Il Direttore della nostra contemporaneità. Chiara Guidi saluta Giancarlo Politi

Chiara Guidi con Giancarlo Politi
Chiara Guidi con Giancarlo Politi
Fra le Fonti del Clitunno, la Versilia e il loft milanese dalle ampie terrazze, l’omaggio di Chiara Guidi al creatore di Flash Art

Giancarlo Politi, il Direttore dell’Arte Contemporanea, ci ha lasciato e ci ha costretto a questo ADDIO con vibrazioni estese, incredule e stridenti. Giancarlo dal sorriso profondo fra l’indagine e la speculare introspezione, a favore di una scrutata diffidenza, ha saputo aprirsi in accoglienze repentine, con la consapevole volontà di sentirsi sempre un uomo che garantiva la visione della “messa a fuoco” del nostro tempo.

Ha redatto, o meglio è riuscito a erigere, un monumento che non esisteva: Flash Art, un patinato mensile che è stato, come recitato dal proprio slogan: la “Bibbia dell’arte contemporanea”. Un monumento essenziale della critica d’arte e del mercato, attivo per oltre Cinquant’anni. Il suggestivo parco delle Fonti del Clitunno, il luogo sacro cantato da Plinio, inneggiato da Giosuè Carducci, con pioppi, salici, cigni, e silenzio, vissuto con possibili e probabili ninfe, è stato per Giancarlo Politi, un rifugio poetico, una radice, ma sopratutto, una sorgente di energia.

L’energia delle Fonti, ha reso Giancarlo un potente motore che solo la sua Mercedes blue, poteva sfidare temerariamente nelle notti, post openigs. I rientri dalle diverse città italiane frequentate: Modena, Firenze, Piacenza, Bologna, Pietrasanta, Pescara, Lucca… verso Milano, poteva nell’accelerazione, competere con la velocità delle sue intuizionii e, di tutto ciò che per lui poteva restare valido o essere repentinamente scartato.

Quella auto lo portava anche in Versilia, dove le minime onde marine, facevano galleggiare i continui aneddoti in sorridenti recensioni, mentre un risotto di mare o lo spaghetto con le arselle contribuivano a rendere felici, i Ferragosti marini vissuti da bella estate.

Oggi è il momento del semplice ricordo

Un ricordo quasi impossibile da scrivere: perché come si fa a ricordare “un monumento” presente? Memorie volutamente flash, filtrate nell’affetto di chi ha condiviso la sua allargata e sempre rinnovata famiglia dell’arte, un consolidato network, prima di ogni impensabile social. Una famiglia che ci hai generosamente donato e condiviso nelle serate trascorse nel suo loft dalle ampie terrazze fra i ciliegi meneghini e le foglie di menta che aromatizzavano le fresche insalate appena raccolte.

Serate dove le conversazioni potevano essere ammiccanti, complici, emotive, carbonare, contraddittorie, ma che possedevano la possibilità di riscontro attraverso il confronto diretto dei protagonisti presenti. Sempre seduto a fianco della sua preziosa e insostituibile Helena, che possiede virtù uniche e fascinose di chi costruisce il medesimo sogno. Con la sua amata Gea, ha distillato il suo amore negli ampi orizzonti a cui lei ha disinnescato l’impossibilità di essere raggiunti.

Giancarlo è stato il Direttore della nostra contemporaneità

Questo saluto è scritto con la gratitudine di chi ha potuto ascoltare, e da chi ha imparato a non far cadere la polvere sul libri: la bibliografia del Direttore era infatti sempre aggiornata e senza nostalgia, ma con un radar aggiuntivo utile alla comprensione del nostro tempo: non si poteva non aver letto la biografia di Carletto Ancelotti, ad esempio. Bibliografie inattese consumate nel senso onnivoro dell’apprendimento.

La polvere che appartiene alle Librerie era sconosciuta a Giancarlo, che ha volutamente abdicare al senso della matrice manrayana della polvere. E, senza di lui, Giancarlo Politi il Direttore, il sorprendente e poetico imprenditore di “fanciullo umbro”, potremmo cadere disorientati perché “ora tutto tace”.