29 Settembre 2026 22:26

Biennale di Venezia senza italiani. Le opinioni di Bianco Valente, Dambruoso e Pratesi

Bianco Valente, Alberto Dambruoso e Ludovico Pratesi
Bianco Valente, Alberto Dambruoso e Ludovico Pratesi
Perché non ci sono artisti italiani alla Biennale Arte 2026? È la domanda che i professionisti del settore si pongono in queste ore. E noi abbiamo chiesto ad alcuni di loro una riflessione. In questo appuntamento ci rispondono Bianco Valente, Alberto Dambruoso e Ludovico Pratesi

Dopo la presentazione della 61. Mostra Internazionale d’Arte di Venezia e dell’elenco dei 111 artisti selezionati dalla curatrice Koyo Kouoh per il suo progetto In Minor Keys, ha suscitato non poco clamore nel sistema dell’arte nazionale la totale assenza di nomi italiani. Abbiamo chiesto un’opinione a riguardo al duo artistico Bianco Valente, allo storico e critico d’arte Alberto Dambruoso e al curatore e critico d’arte Ludovico Pratesi.

Bianco Valente
Bianco Valente
Bianco Valente

Ci sono nomi e cognomi precisi per questo sfacelo, hanno indirizzato e monopolizzato il sistema dell’arte negli ultimi trent’anni, e i nomi che hanno portato in palmo di mano si sono sciolti come neve al sole. Basta guardare le copertine e gli articoli delle riviste di settore degli ultimi decenni per comprendere come siamo arrivati a questo harakiri nazionale.

Alberto Dambruoso
Alberto Dambruoso
Alberto Dambruoso

Il problema risiede nel fatto, a mio avviso, che l’arte contemporanea italiana all’estero non è conosciuta e, a eccezione dei soliti nomi (Cattelan, Beecroft) presenti in pressoché tutte le edizioni precedenti, nessun altro artista è stato in grado di imporsi all’attenzione internazionale negli ultimi dieci/vent’anni.   Se si va all’estero, è raro trovare in un museo una mostra di un artista italiano. Questa situazione di poca per non dire scarsa visibilità è stata tra l’altro ulteriormente aggravata negli anni scorsi dal fatto di aver rinunciato al Padiglione centrale dei Giardini. Il padiglione Italia ora relegato alle Corderie in una zona periferica del percorso contribuisce non poco a sminuire l’apporto degli artisti italiani nello scacchiere mondiale.  Visto e considerato come siamo considerati da fuori, forse sarebbe almeno buona cosa riprenderci il Padiglione centrale e lì inserire il meglio dell’arte contemporanea italiana. Così almeno una volta ogni due anni gli artisti italiani possono essere visti…

Ludovico Pratesi
Ludovico Pratesi
Ludovico Pratesi

La Biennale Arte 2026 segna un triste record: dall’anno della sua fondazione, il 1895, non è mai successo che alla Mostra internazionale non fosse presente nessun artista italiano. Un tema sconcertante su più livelli: il primo quello strettamente economico, visto che lo Stato italiano spende più di 10 milioni di euro di denaro pubblico, e permette che nessun artista italiano sia presente. Per fare un paragone calcistico, è come se l’Italia costruisse uno stadio per la Champions League per far giocare solo le squadre di altri paesi!

Leggi l’inchiesta “Biennale di Venezia senza italiani” su ArtsLife

1 – Umberto Croppi, Alessandra Mammì e Daniele Capra