29 Settembre 2026 11:26

Visionario, ma fragile. La neve schianta il capolavoro di Buckminster Fuller

La Fly’s Eye Dome di Buckminster Fuller
La Fly’s Eye Dome di Buckminster Fuller
La celebre cupola Fly’s Eye Dome al LongHouse Reserve di East Hampton crolla sotto il peso della bufera di neve

Un’opera iconica dell’architettura sperimentale del XX secolo è stata gravemente danneggiata dalla recente tempesta di neve che ha colpito la East Coast degli Stati Uniti. La celebre Fly’s Eye Dome di Buckminster Fuller, una scultura-struttura geodetica in fibra di vetro esposta negli ultimi decenni al LongHouse Reserve di East Hampton, si è completamente schiantata sotto il peso della neve umida e pesante lasciata dalle violente tempeste di fine febbraio.

La Fly’s Eye Dome, alta oltre 10 metri e caratterizzata da aperture circolari simili a lenti che ricordano l’occhio di una mosca, è stata concepita negli anni Sessanta come prototipo di abitazione modulare, leggera e potenzialmente trasportabile. Fuller la immaginava come parte di un futuro abitativo sostenibile, un’abitazione economica e autosufficiente che avrebbe potuto trasformare il modo di vivere.

 

La Fly’s Eye Dome distrutta dal peso della neve
La Fly’s Eye Dome distrutta dal peso della neve

La versione presente al LongHouse Reserve – realizzata nel 1997 dallo studente di Fuller John Kuhtig – è stata per 30 anni uno degli elementi più amati del giardino scultoreo. La sua perdita arriva in un momento particolarmente difficile per la fondazione, che da anni cerca finanziamenti per sostenere la sua attività culturale dopo la scomparsa del fondatore Jack Lenor Larsen nel 2020. L’organizzazione ha già avviato una campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di riparare o ricostruire l’opera, ma non è ancora chiaro quali saranno i tempi e i costi di un eventuale restauro.