
Al Casino dei Principi di Villa Torlonia e alla Mucciaccia Gallery 100 opere illustrano il personale diario artistico di Scordia
Ciò che immediatamente è evidente, nell’osservare le opere esposte nelle attuali due esposizioni di Antonio Scordia (1918-1988) presenti nella Capitale (Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia e Mucciaccia Gallery), è il fatto che si prestano ad essere lette anche come pagine di un personale diario artistico. Di indiscutibile perizia tecnica, come fortemente attestano i disegni, che “sono la radice dei miei quadri”, i lavori dei diversi periodi riflettono i suoi incontri, i suoi innamoramenti, i suoi viaggi e soggiorni. Sebbene sia nato a Santa Fè, da genitori siciliani, e, poi, abbia scelto di vivere a Roma, in realtà ha vissuto differenti periodi, più o meno lunghi, fuori dalla Capitale: New York, Parigi, Londra, Santa Fè, solo per citare alcune città.
E, da ognuna, ha sempre attinto quella linfa artistica direttamente riversata nelle sue tele. Non a caso, nel 1964, in occasione della sua quinta partecipazione alla Biennale di Venezia (dopo quelle del 1952, 1954, 1956 – anno in cui ottenne il premio per il disegno, e 1958), in conversazione con Maurizio Calvesi, disse che “dal ’61 c’è stato un cambiamento […] una necessità di fare delle immagini molto più chiare […] questo coincide con un mio viaggio in America […] sentivo di avere una certa affinità con certi pittori americani […] in quell’epoca è anche cominciato un periodo di semplificazione”, che lo porta al pieno astrattismo, attraverso una pittura profondamente gestuale.

E così, dagli esordi figurativi, dove si sente la forte ammirazione per gli artisti francesi, come Cézanne, Picasso e Matisse, che lo ha posto in forte affinità con la Scuola Romana, si avvicina all’espressionismo astratto americano (soprattutto quello di Gorky e Kline) per approdare definitivamente all’astrattismo, con un vigoroso uso del colore in un impianto semplicissimo. Esordi che coincidono con la sua prima mostra nella Galleria del Secolo, nel 1945, a cui seguirono anche quelle nella Galleria La Tartaruga e all’Attico, nonché alla partecipazione dalla Quadriennale di Roma nel 1948 (e in quelle del 1955, 1965, 1977 e 1986), che gli valgono la menzione tra gli undici Pittori italiani d’oggi, saggio di Lionello Venturi pubblicato nel 1958, insieme ad Afro, Birolli, Corpora, Cassinari, Mafai, Pirandello, Santomaso, Scialoja, Turcato e Vedova.
Realtà quotidiana
Una lunga attività, quella di Scordia, che lo ha fatto apprezzare da critici, artisti e pubblico dell’epoca: oltre ai citati Venturi e Calvesi, Carandente, Trucchi, Argan, Scialoja, presenti nei saggi dei cataloghi delle sue diverse mostre. Un fervore che lo ha visto collaborare anche con Fellini per le scenografie di Satyricon (1969), nonché l’inserimento di sue litografie del 1961, nelle collezioni del MoMa e dell’Art Institut of Chicago, ma anche in quella della Galleria Nazionale di Roma. Ma anche vincitore, nel 1952, del Premio Faenza per la Ceramica.

A cui si aggiungono mosaici e arazzi, a testimoniare quanto ricca sia la sua produzione artistica. Atmosfera e pratica che, seppur oggi un po’ impolverata e non più tanto vivida nella memoria attuale, si colgono nelle circa 80 opere, esposte nei due piani del Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia, e nelle circa 20 opere, nella Mucciaccia Gallery, entrambe curate da Giovanna Caterina de Feo. Un centinaio di lavori che sono altrettante pagine di quel personale diario, che nasce dalla costante osservazione di quello che lo circonda, dalla realtà quotidiana, sempre punto di partenza di ogni sua tela.
Come poeticamente rivelano anche i titoli delle sue opere: Tranche de vie, Spazio per due, Specchio rosso, Risveglio notturno, Estate, Delfino, solo per citarne alcune a mero titolo esemplificativo di questo suo continuo legame col mondo reale. È, così, un tuffarsi pacato in distese di colore, mai cupo, anche quando prevale il blu o il nero, sempre brillante, che spesso balza fuori da una distesa bianca, che trasmette una certa calma, anche di fronte a una impetuosa gestualità, attraverso quell’equilibrio di forme e colori.
Antonio Scordia
Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia, fino al 29 marzo 2026
Mucciaccia Gallery, fino al 9 marzo 2026
Roma




