25 Settembre 2026 21:00

Rewind. Gli scatti di Gastel e una stagione della moda che cambia pelle

Giovanni Gastel
Giovanni Gastel
Visitata durante la Milano Fashion Week, la retrospettiva di Giovanni Gastel a Palazzo Citterio racconta una moda che cercava i propri volti ovunque

Palazzo Citterio, sabato 28 febbraio. Fuori c’era la Milano Fashion Week nella sua versione più contemporanea: sfilate, front row, strade animate da una folla ibrida di addetti ai lavori, fotografi e fan. Dentro, al secondo piano, le fotografie di Giovanni Gastel raccontavano in silenzio un’altra idea di moda – o forse la stessa, in un momento in cui era ancora qualcos’altro.

Rewind, la retrospettiva curata da Uberto Frigerio che Palazzo Citterio dedica a Giovanni Gastel fino al 26 luglio, non segue una logica cronologica. Si muove per temi ed emozioni, lasciando che siano le immagini – oltre 250, 140 delle quali inedite – a costruire il racconto. Un percorso in cui la moda è solo uno dei linguaggi, non il soggetto principale.

Un mondo che posava

Quello che colpisce davvero, guardando le copertine e i ritratti, è l’ampiezza del mondo che Gastel aveva deciso di portare dentro il proprio obiettivo. Barack Obama, Roberto Bolle, designer e intellettuali come Ettore Sottsass, Mimmo Jodice, Michele De Lucchi. E poi Bianca Balti, inconfondibile nella sua costruzione quasi pittorica, tra le presenze che si ricordano di più. Mondi che di solito non si parlano, tutti dentro lo stesso sguardo.

 

Giovanni Gastel, Rewind, Palazzo Citterio, Milano
Giovanni Gastel, Rewind, Palazzo Citterio, Milano

Non era solo una scelta estetica. Era un’idea precisa su cosa significasse contare: la moda si raccontava attraverso i volti che la cultura, la musica, la politica e lo sport producevano. Come se volesse dimostrare di poter contenere il mondo, non solo vestirlo.

Il meccanismo cambia

Guardare quelle fotografie durante la Fashion Week produce un cortocircuito. Negli ultimi anni il sistema moda ha semplicemente cambiato il proprio modo di scegliere i volti: prima gli influencer, poi sempre più gli idol – artisti coreani del k-pop e k-drama – che hanno conquistato un pubblico globale enorme e sono diventati i nuovi protagonisti delle sfilate e dei contratti con le grandi maison. Un cambiamento rapido, che racconta quanto sia cambiato anche il pubblico della moda e il modo in cui la raggiunge.

Le fotografie di Gastel fanno venire spontanea una domanda: cosa cercava la moda nei volti che sceglieva, allora? Una storia, un percorso, qualcosa che andasse oltre l’immagine stessa. Oggi quei criteri si sono semplicemente evoluti, insieme al mondo. Sono due logiche diverse, non due epoche sentimentali.

 

Giovanni Gastel, Rewind, Palazzo Citterio, Milano
Giovanni Gastel, Rewind, Palazzo Citterio, Milano
Quello che le fotografie trattengono

Gastel diceva: “La fotografia di moda vive di un bizzarro equilibrio tra comunicazione commerciale, molto palese, e comunicazione artistica, senza essere né una cosa né l’altra. È un equilibrio, come uno slalom: qualcuno mette i paletti poi io devo correre molto veloce”. Si vede. Le sue fotografie, costruite con banco ottico, lastre Polaroid, e poi con una post-produzione digitale che sperimentava già negli anni Novanta, tra i pochi in Italia a farlo, non hanno fretta di sembrare attuali. Hanno voglia di durare.

Rewind presenta per la prima volta anche scritti e poesie di Gastel, che il curatore Frigerio ha usato come filo del percorso: ogni sezione nasce da una voce interiore, non da una data. Una scelta che cambia il tono della visita, all’improvviso non stai guardando un archivio di fotografie di moda, stai leggendo qualcuno. Si esce da Palazzo Citterio con ancora in testa quegli scatti: un politico, un atleta, un cantante, un designer. Tutti dentro lo stesso sguardo. Fuori, la città continuava a sfilare.