29 Settembre 2026 09:44

A Mestre apre CIRCUIT, nuovo spazio dedicato all’arte digitale e ai nuovi media

Federica di Pietrantonio, the edge of collapse #02, 2025, 2 video digitali/machinima, suono, colore, 00:21:30, 1920 x 1080 px, 800 x 600 px, 2 raspberry, 2 LCD display, plexiglass supporto monitor, portachiavi. courtesy the artist, sponsored by The Gallery Apart (Roma), ph: Eleonora Cerri Pecorella
CIRCUIT darà il via alle sue attività con “SUNBURN”, personale dell’atista Federica Di Pietrantonio che indaga il rapporto tra corpo, tecnologia e isolamento digitale

Dopo due anni di lavori, apre ufficialmente a Mestre CIRCUIT, una nuova piattaforma interdisciplinare dedicata alla ricerca sui nuovi media e all’arte digitale. L’appuntamento è per il prossimo 11 aprile 2026 con “SUNBURN”, mostra personale dell’artista romana Federica Di Pietrantonio (classe 1996), che aprirà ufficialmente lo spazio di Calle del Gambero 16 (ma che avrà anche una Project Room in via Giordano Bruno 31).

Diretto artisticamente da Herwig Egon Casadoro-Kopp (HECK), artista e filosofo austriaco esperto dell’impatto delle tecnologie sulla società, CIRCUIT sarà sia luogo fisico che teorico, avamposto per l’esplorazione critica della trasformazione digitale. Con oltre 100 metri quadri espositivi nel cuore di Mestre, nati dalla riqualificazione di quattro spazi commerciali a lungo sfitti, la piattaforma ospiterà mostre, progetti editoriali, un bookshop specializzato in new media art e la redazione della rivista art-frame, oltre a un programma di talk, presentazioni e corsi di formazione.

Federica di Pietrantonio, the edge of collapse #03, 2025, 2 video digitali/machinima, suono, colore, 00:18:30, 1920 x 1080 px, 800 x 600 px, 2 raspberry, 2 LCD display, supporto monitor, fascette elettriche, metallo, bolla di precisione, 45 x 170 x 20 cm
courtesy the artist, sponsored by The Gallery Apart (Roma). ph: Eleonora Cerri Pecorella

Curata da Laura Cocciolillo, “SUNBURN” presenterà nove opere tra pittura, installazione e video che indagano le forme di connessione e isolamento nell’esperienza contemporanea. Il titolo evoca la condizione ambivalente dell’essere online oggi: costantemente esposti, connessi, “irradiati” da schermi che illuminano e consumano, ma sempre più lontani dalla luce del sole.

Il percorso espositivo esplora il rapporto tra corpo umano e ambienti digitali, attraversando le sottoculture nate nell’ecosistema digitale – dagli hikikomori ai gold farmer – non come indagine sociologica ma come attraversamento sensibile di stati di sospensione, dipendenza e produttività invisibile. Tra le opere in mostra, la serie The edge of collapse, recentemente esposta alla 18ª Quadriennale di Roma, che mette in tensione lo spettatore con un avatar in un’eye-contact practice, sfumando il confine tra realtà e virtualità, mentre nella Project Room, il video THE FIELD riflette sul rapporto tra immaginario videoludico, economie virtuali e desiderio di fuga. Ad accompagnare la mostra, una serie di multipli d’artista a tiratura limitata e l’omonima pubblicazione “SUNBURN”, edita da art-frame books con testi di Herwig Egon Casadoro-Kopp, Valentino Catricalà, Laura Cocciolillo e Lucia Aspesi.