
Il caso divenuto emblematico circa la reale identità degli NFT divenuto paradossalmente emblema di ambiguità
Più che un semplice contenzioso, la disputa riflette le ambiguità – economiche, legali e identitarie – che hanno accompagnato l’ascesa dell’arte fra NFT e blockchain. C’è stato infatti bisogno di un accordo legale per concludere una delle controversie più discusse legate al mercato degli NFT. Quella legata all’acquisto di Everydays: The First 5000 Days, l’opera digitale di Beeple, al secolo Mike Winkelmann.
Venduta nel 2021 da Christie’s per oltre 69 milioni di dollari, l’opera aveva segnato un punto di svolta nella storia dell’arte digitale. Diventando il primo NFT a raggiungere cifre paragonabili ai grandi capolavori del mercato tradizionale. Negli anni successivi, tuttavia, l’identità del reale acquirente è stata oggetto di una disputa legale tra l’imprenditore crypto Vignesh Sundaresan e il suo ex collaboratore Anand Venkateswaran. La questione nasceva dal fatto che entrambi, inizialmente, erano stati associati all’acquisto attraverso il fondo MetaPurse.
Secondo la decisione finale approvata da un giudice federale, la controversia si è risolta con un accordo consensuale tra le parti. Venkateswaran ha riconosciuto di non aver avuto alcun ruolo nell’acquisto dell’opera, chiarendo definitivamente che Sundaresan ne è stato l’unico acquirente. La chiusura del caso mette fine a una vicenda simbolica della fase più euforica del mercato NFT, oggi molto ridimensionato rispetto al boom del 2021.



