La mostra nasce dall’acquisizione dell’archivio storico della rivista Segno da parte del Centro Archivi Arte del Maxxi
Più che una semplice retrospettiva, l’esposizione si configura come uno strumento di lettura delle trasformazioni culturali e istituzionali che hanno attraversato la scena artistica internazionale. Al Maxxi, il 2026 si apre con una celebrazione significativa per l’editoria d’arte contemporanea: i cinquant’anni della rivista Segno. Dal 1 aprile al 18 ottobre, il Foyer Carlo Scarpa ospita L’archivio della rivista segno. Attualità internazionali di arte contemporanea, 1976–2026, un focus espositivo che ripercorre mezzo secolo di critica, ricerca e narrazione artistica.

Fondata nel 1976 da Lucia Spadano e Umberto Sala, la rivista – oggi diretta da Roberto Sala – rappresenta una delle voci più longeve del panorama italiano. Con oltre trecento numeri pubblicati in Italia e una recente edizione spagnola avviata nel 2025. Curata da Paolo Balmas, questa mostra nasce da un altro fatto importante: l’acquisizione dell’archivio storico della rivista da parte del Centro Archivi Arte del Maxxi. E propone una ricca selezione di materiali editoriali, documenti e testimonianze.

Il percorso restituisce l’evoluzione di una linea editoriale fondata su rigore critico e apertura al cambiamento, seguendo le traiettorie dell’arte dagli anni Settanta a oggi. L’apertura della mostra segna anche l’avvio della consultazione pubblica del Fondo Segno, rafforzandone il valore come risorsa per studiosi e ricercatori. A completare il programma, tre incontri di approfondimento con autori e critici offriranno ulteriori chiavi di lettura su una storia editoriale che continua a interrogare il presente.




