15 Ottobre 2026 14:11

Beirut Contemporary. La scena contemporanea libanese in mostra a Milano

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti la
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads è la mostra che la Saikalis Bay Foundation propone nella sede milanese del Circolo

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary è la collettiva che la Saikalis Bay Foundation dedica, sino al 3 luglio, all’esplorazione di Beirut come vibrante crocevia del Mediterraneo. Un luogo di incontri, scambi culturali e continuità, dove le storie si stratificano e vengono re-immaginate attraverso la pratica artistica, in un dialogo costante fra archivio e luogo, tempo e memoria, presenza e assenza.

Ospitata presso Circolo (via della Spiga 48, Milano), sede della Fondazione nata per mano di Nicole Saikalis e Matteo Bay, la mostra mette insieme opere di Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud e Akram Zaatari, restituendo l’immagine di una città attraversata da stratificazioni storiche e tensioni contemporanee.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti la
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti

Disegni, fotografie, video, sculture e installazioni costruiscono un paesaggio visivo in cui i confini non sono linee stabili ma “faglie” in movimento: spazi di frattura e ricomposizione in cui narrazioni si sovrappongono, generando nuove forme di scambio e vitalità.

Dalla Berytus romana al Novecento: Beirut tra storia e geopolitica

Radicata in una lettura ampia della storia della regione, l’esposizione esplora le dinamiche di potere e le ridefinizioni geopolitiche dalla Berytus romana alle relazioni con la Repubblica di Venezia e la corte dei Medici, sino alle nuove configurazioni del Novecento, dal Trattato Sykes-Picot (1916) al mandato francese sul Libano (1920). Tra figure affermate e voci emergenti, il percorso connette pratiche differenti, molte delle quali già presenti in importanti contesti internazionali come le Biennali di Sydney, Venezia e Istanbul o istituzioni quali la Tate Modern e il Centre Pompidou.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti la
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti

Artisti come Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, Akram Zaatari e Rabih Mroué lavorano su immagini e archivio, non per ricostruire una verità, ma per evidenziarne le contraddizioni e le lacune. La storia si manifesta così come processo aperto, fatto di ripetizioni, mancanze e trasformazioni continue. Accanto a queste ricerche, altre si concentrano sulla materia come luogo di iscrizione degli accadimenti: dalle sculture in argilla di Simone Fattal, alle indagini geologiche di Catherine Cattaruzza, sino agli elementi organici di Soraya Salwan Hammoud, capace di trasformare i materiali in testimoni attivi di processi politici e naturali.

Non mancano infine i temi della monumentalità e del potere, riconfigurati in chiave intima nelle opere di Mona Hatoum e Stéphanie Saadé; dal canto suo invece Lamia Joreige rielabora gli archivi come corpi fragili e instabili. Ne emerge una visione in cui il politico si radica nell’esperienza personale, mentre quella collettiva appare come un organismo vivo, in continua ridefinizione.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
La lettura critica di Ibrahim Nehme: arte, memoria e frattura

Si tende a parlare del Mediterraneo orientale come se fosse già pienamente compreso: ridotto a crisi, tradotto in immagine, appiattito in astrazione – scrive Ibrahim Nehme nel testo critico. Shifting Crossroads | Beirut Contemporary si fonda sul rifiuto di questa lettura semplificata. Rivendica la complessità non come scelta estetica, ma come condizione politica, impossibile da risolvere in una narrazione o da contenere in una spiegazione.

La mostra non è “su” Beirut, si sviluppa dall’interno di questa condizione, riunendo artisti di generazioni diverse le cui pratiche condividono una sensibilità che riconosce nella frattura una condizione del fare. Le loro opere sono segnate da una consapevolezza acuta di come le forze politiche infiltrino la percezione, la memoria e la vita materiale, resistendo al tempo stesso alla richiesta di spiegare, riassumere o mettere in scena un’identità.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Nicole Saikalis Bay e la genesi della mostra tra Libano, Parigi, Londra e Milano

Nel raccontare la genesi e l’evoluzione di Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Nicole Saikalis Bay intreccia il racconto del progetto espositivo con quello della propria vita, connotata da migrazione, appartenenze multiple e domande irrisolte. Il Libano, “un Paese che ha segnato profondamente la mia infanzia, vissuta tra guerra e diaspora”, ritorna come ferita e richiamo. Poi gli studi a Parigi, la vita professionale a Londra, sino alla scelta di trasferirsi a Milano per garantire una certo equilibrio ai propri figli.

L’esposizione nasce anche da questa tensione plurima, dalla necessità di trovare ancoraggi, di trasformare l’instabilità in fermezza. Sviluppatasi attraverso incontri con artisti, curatori (tra gli altri anche Marco Scotini e Gabi Scardi) e istituzioni tra Beirut, Parigi, Londra e il capoluogo lombardo, la mostra è frutto di sforzo corale, fatto di viaggi, scoperte e collaborazioni, che ruota intorno al rapporto con gli artisti libanesi e la volontà di diffondere e dare risonanza al loro lavoro.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Beirut oggi: arte contemporanea e riflessione sul presente

“I preparativi sono iniziati a luglio 2025, concependo la città come una piattaforma culturale dinamica, in pieno fermento, letta attraverso il lavoro dei suoi artisti, oggi apprezzati e riconosciuti a livello internazionale – chiosa Nicole Saikalis Bay. A nove mesi di distanza, ci troviamo purtroppo a parlare di Beirut come di una città dal futuro incerto, ma che continuerà a vivere nello sguardo dei suoi artisti. Alcune opere sono andata personalmente a ritirarle nella capitale libanese, a ridosso dell’inaugurazione. Date le circostanze, è stata una sfida significativa, anche sul piano personale, che mi ha portata a confrontarmi con le mie paure e con le memorie della mia infanzia, fatta di partenze, ritorni e momenti di incertezza”.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti

“Questo processo, legato anche ai lavori degli artisti presenti in mostra, ha fatto emergere molte domande sul senso di appartenenza e sulle scelte che facciamo nella vita. Credo profondamente che questo sia un progetto importante, e il fatto di essere riusciti a portarlo a Milano, con l’opening che si è tenuto, per coincidenza, a ridosso di un momento storico segnato dalla ripresa del conflitto tra Israele e Hezbollah, ne rafforza ulteriormente il valore. Per la prima volta, non so cosa ne sarà del Libano. Ma proprio per questo diventa urgente creare, anche attraverso l’arte, spazi di relazione tra persone, luoghi e storie, oltre i confini”.

 

Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti
Shifting Crossroads | Beirut Contemporary, Installation Views, ph Andrea Rossetti