
Dopo un primo disorientamento, piace la nuova sede scelta da Miart per l’edizione 2026. Gli stand da non perdere secondo ArtsLife
Sulle prime regna un po’ di confusione, probabilmente la segnaletica e qualcosa di logistica va rivisto. Abbiamo addirittura incontrato galleristi con stand in fiera che chiedevano a noi dove si scendeva verso il loro booth. Ma dopo un po’, la nuova sede di Miart, nell’eclettico edificio dell’Allianz MiCo, si rivela soddisfacente. Il corpo della fiera si sviluppa al pianoterra, che poi è al piano inferiore rispetto all’ingresso. Al piano 1 ci sono le gallerie del settore Emergent, mentre al piano 2 si concentrano le nostrane “Blue chips”: e qui si scateneranno le discussioni sulle scelte, ma ognuno si tenga le sue opinioni.

Dopo un po’ di aggiustamenti, dunque, la fiera si gira piacevolmente. Ancora è impossibile trarre conclusioni sulla funzionalità, anche in chiave di presenze e men che meno di vendite. Per ora ci limitiamo a farvi vedere un po’ di immagini, con alcuni degli stand che ci hanno colpito. Dall’allestimento di livello museale della Galleria Giampaolo Abbondio, con una personale di Gerhard Merz, all’inedito accoppiamento Benassi-Mapplethorpe, azzardato da MAI 36. Punta su grande nomi Dep Art, mentre Wizard sfrutta l’attimo momento di popolarità di Django Hernandez. Da non perdere la pregiata parete dedicata a Corrado Cagli da Copetti. Ecco comunque una serie di immagini…














