
Organizzata dalla Sharjah Art Foundation, la biennale si svolgerà dal 21 gennaio al 13 giugno 2027 con 109 artisti invitati
What remains, sits restive. Sarà questo il titolo della Sharjah Biennial 17, che annuncia il concept curatoriale e la lista degli artisti coinvolti. Organizzata dalla Sharjah Art Foundation, la manifestazione si svolgerà dal 21 gennaio al 13 giugno 2027 in diverse sedi dell’Emirato di Sharjah, tra cui Sharjah City, Al Dhaid, Khorfakkan e Kalba.
La rassegna vadrà la partecipazione di 109 creativi e si presenterà come una riflessione sul presente come spazio attraversato dai “resti” di progetti incompiuti del passato. Non tracce inerti, ma presenze attive che continuano a modellare il tempo e lo spazio contemporanei, riemergendo sotto forma di tensioni, memorie e processi in trasformazione.

Il percorso curatoriale si sviluppa attraverso due prospettive distinte ma complementari. Da un lato, Angela Harutyunyan indaga le eredità della modernità socialista, osservandone le sopravvivenze nelle aree marginali dei processi di modernizzazione e nelle lotte anticoloniali. Le opere dei 55 artisti invitati – da Anri Sala a Kapwani Kiwanga – interrogano la possibilità dell’arte di riattivare questi progetti emancipatori, confrontandosi con le contraddizioni del capitalismo avanzato.
Dall’altro, Paula Nascimento propone una riflessione sulle forme di violenza lenta legate alla cancellazione culturale e all’oppressione. I 54 partecipanti coinvolti – da Ibrahim Mahama a Oscar Murillo – utilizzano il concetto di infrastruttura come strumento per esplorare le relazioni tra spazio, memoria e identità, suggerendo nuove chiavi di lettura per interpretare la complessità del presente.




