29 Settembre 2026 15:43

Un Papa da medaglia. Ecco il primo conio annuale di Leone XIV

Medaglia realizzata da Amalia Mistichelli per la Basilica di Santa Maria Maggiore a ricordo della chiusura della Porta Santa
Medaglia realizzata da Amalia Mistichelli per la Basilica di Santa Maria Maggiore a ricordo della chiusura della Porta Santa
La prima medaglia annuale di Leone XIV si ricollega alle produzioni avviate intorno alla seconda metà del XV secolo

Marchigiana per nascita, lombarda d’adozione dopo essersi formata alla Scuola romana dell’Arte della Medaglia, Amalia Mistichelli ha impreziosito il suo già ricco carnet con una prestigiosa medaglia, la prima annuale di Leone XIV che si ricollega alle produzioni avviate intorno alla seconda metà del XV secolo. Come ricorda Giancarlo Alteri, già direttore del Dipartimento Numismatico della Biblioteca Apostolica Vaticana, “la medaglia emessa in occasione della festività dei ss. Apostoli Pietro e Paolo, detta più comunemente ‘medaglia annuale’ perché emessa, appunto ogni 29 giugno, festa dei due Apostoli. Questa medaglia, realizzata nei tre metalli, oro, argento e bronzo, reca, sul diritto, il busto del pontefice regnante con l’indicazione dell’anno del pontificato e, sul rovescio, un soggetto allusivo al più importante avvenimento dell’anno del pontificato trascorso. È, praticamente, la medaglia ufficiale più conosciuta […] ed è stata sempre emessa con regolarità, a parte rarissimi casi, tutti dovuti a cause di forza maggiore”.

 

Medaglia d’oro anno I di Leone XIV celebrativa del Concilio di Nicea
Medaglia d’oro anno I di Leone XIV celebrativa del Concilio di Nicea

Scostandosi dalla tradizione ma facendo propria la scelta di Paolo VI e in seguito da Francesco, il diritto della prima medaglia annuale di Leone XIV non raffigura il suo busto, bensì lo stemma diviso diagonalmente in due settori con, in alto a sinistra un giglio stilizzato bianco in campo azzurro che indica purezza e innocenza e nell’araldica ecclesiastica è spesso associato alla Vergine Maria. In basso a destra, su un fondo chiaro colore avorio, è rappresentato un libro chiuso sul quale è posto un cuore rosso trafitto da una freccia, simbolo dell’Ordine Agostiniano, cui appartiene papa Prevost, ed eco delle parole di Sant’Agostino: “Hai ferito il mio cuore con il tuo amore.” A completamento, nella parte sottostante, è riportato il motto del pontefice: “In Illo uno unum”, (“Nell’unico Cristo siamo uno”), che riprende le parole di sant’Agostino pronunciò in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”.

 

Medaglia d’oro anno I di Leone XIV celebrativa del Concilio di Nicea
Medaglia d’oro anno I di Leone XIV celebrativa del Concilio di Nicea

Più movimentato il rovescio che rimanda ad una scena del Concilio di Nicea, che la medaglia è chiamata a ricordare. Convocato nel 325 dall’imperatore Costantino, il concilio ebbe l’obiettivo di risolvere una disputa teologica innescata dal prete Ario di Alessandria, che minacciava l’unità dell’Impero e della fede cristiana, secondo il quale Cristo era una creatura subordinata a Dio Padre, negandone la piena divinità. Protagonista della scena è san Nicola di Myra (Bari) ritratto nel momento nel quale tiene in mano una pietra la quale, secondo la tradizione, sprigionò una fiamma sottile, che salì verso l’alto come un soffio di luce, quasi contemporaneamente un filo d’acqua calò dalle su dita, limpido e fresco. A questo punto un alito d’aria si levò, muovendo le vesti dei presenti come un respiro improvviso. Fuoco, acqua, aria: tre nature, tre manifestazioni, un’unica realtà.

Si narra che Nicola, guardando i presenti, così commentasse l’accaduto: “Così è lo Spirito Santo. Non lo si divide, non lo si imprigiona in definizioni che lo riducono. È fuoco che illumina, acqua che purifica, respiro che dà vita. È presente in tutto ciò che esiste, eppure non è confuso con nulla. È uno, eppure si manifesta in molti modi”. Sulla scena domina il Cristo Pantocratore con i padri conciliari, contornato dalla scritta: “Tv, Pater, in me et ego in te, vt mvndvs credat”, Tu, Padre, sei in me e io in te, perché il mondo creda” e “Conc. Niceanum 325-2025 AD”.

 

Amalia Mistichelli al lavoro sulla medaglia di Papa Prevost
Amalia Mistichelli al lavoro sulla medaglia di Papa Prevost

Della produzione dell’importante medaglia si è occupata, come quelle recenti dedicate alla Sede Vacante e alla chiusura della Porta Santa della basilica di Santa Maria Maggiore (anch’esse opera di Amalia Mistichelli), l’azienda lombarda AVS Manufatti Metalli attiva a Pognano, nella bergamasca, specializzata in questa attività artistica, mentre la vendita è curata dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica dello Stato della Città del Vaticano. La lievitazione dei metalli preziosi ha infatti finito col rendere difficilmente abbordabile l’edizione più prestigiosa, quella con diametro da 44 millimetri e peso di 60 grammi d’oro in vendita a 10.000 euro tondi. C’è da scommettete che lo stesso Leone XIV omaggerà ospiti illustri, come da tradizione, con accortezza e parsimonia sia la medaglia d’oro singola e più ancora il trittico. Non fosse altro perché la tiratura è piuttosto contenuta: 60 esemplari d’oro (30 riuniti in trittico assieme alle versioni in argento e in bronzo, ottenibili in cambio di 10.500 euro, e trenta sciolte). Piò abbordabile la versione in argento, pesante 40 grammi, in venduta a 250 euro mentre quella in bronzo la si può avere in cambio di 100 euro.