
Con The Reflection of Bronze si rinnova l’indagine di Penone sul rapporto tra corpo umano e natura
Il percorso espositivo si articola in tre ambienti, concepiti come un’esperienza immersiva. Nel primo spazio, rivestito interamente in sughero, elementi bronzei dialogano con la superficie organica evocando la pelle e la sua capacità rigenerativa. Al centro, la scultura Marsia (2024) richiama il mito del satiro punito da Apollo, introducendo una riflessione sul corpo, la metamorfosi e la vulnerabilità. Si presenta così The Reflection of Bronze, la prima mostra di Giuseppe Penone nella sede newyorkese della galleria Gagosian.

La mostra, curata da Adam D. Weinberg, presenta un nuovo ciclo di sculture in bronzo dello storico protagonista dell’Arte Povera. Al centro della ricerca di Penone si conferma il rapporto tra corpo umano e natura, indagato attraverso materiali e processi che evocano crescita, trasformazione e memoria. In questa occasione, il bronzo – tradizionalmente associato alla permanenza – viene reinterpretato come materia viva, capace di registrare il tempo e i suoi mutamenti, piuttosto che cristallizzarli.

Con questa mostra Penone prosegue dunque una ricerca iniziata negli anni Sessanta, traducendo il suo interesse per gli alberi e i processi naturali in una dimensione scultorea. Che mette in tensione organico e artificiale. Il bronzo non come semplice materiale, ma come strumento per interrogare la continuità tra vita e forma, tra crescita biologica e gesto artistico…









