15 Ottobre 2026 01:41

Fiori e danze popolari. Ecco com’è il temutissimo Padiglione Russia alla Biennale IMMAGINI E VIDEO

Padiglione Russia, Biennale Arte 2026
Padiglione Russia, Biennale Arte 2026
A pochi minuti dall’apertura, prime documentazioni dell’esecrato e osteggiato Padiglione Russia alla Biennale

“Il progetto è stato ideato e sviluppato da giovani musicisti, filosofi e poeti provenienti da diversi Paesi, che ritengono importante presentare il lavoro come frutto di un pensiero collettivo, anziché mettere in risalto i propri nomi”. Con questo statement, quanto mai distensivo, si presenta ai primi visitatori il discussissimo Padiglione Russia alla Biennale Arte aperta per la preview da pochi minuti. Prima riflessione: nessun assembramento, nessun corteo di protesta, come si sarebbe anche potuto immaginare.

 

Entri, e trovi solo fiori. E musiche che giungono dalla sala centrale. Riuniti in cerchio, un gruppo di performer si esibisce in canti e balli tipici della tradizione russa. Nessun richiamo alle istituzioni, nessun ammiccamento alle situazione socio-politica, men che meno si evoca il demone Putin o altre controverse figure. Anegare l’invito llora torna la domanda: perché? Perché sollevare tutto questo polverone, per non voler consentire ad ARTISTI (certamente non indimenticabili, peraltro) di esporre? Non sarebbe bastato negare l’invito – quello sì, assolutamente – a rappresentanti politici o istituzionali del Paese incriminato?