
Synaestesia, il progetto olfattivo ridefinisce la testata edita da Tessiore presentata a Milano durante la Design Week 2026
Alla recente Milano Design Week 2026, Orlando Tales si è manifestato in una forma nuova e curiosa: Synaestesia, un’esperienza multisensoriale in cui design, storytelling, musica e profumo si intrecciano in un unico gesto creativo. Un progetto visionario che conferma la natura ibrida e in continua evoluzione della rivista ideata da Antonella Dellepiane Pescetto, tra le voci più interessanti dell’editoria indipendente contemporanea.
Orlando Tales è molto più di un magazine: è un ambiente narrativo. Un Cabinet of Curiosities contemporaneo che si attraversa come uno spazio, seguendo traiettorie personali, suggestioni visive e sonore. La sua struttura è quella di un hotel immaginario, dove ogni piano corrisponde a un universo tematico. “Il nostro lobby boy Mr O – racconta Pescetto – accoglie visitatori curiosi e raffinati. Salendo e scendendo i piani dell’hotel, il lettore incontra arte contemporanea, letteratura, alta cucina, vino, teatro, fino alle auto d’epoca. L’indice è la pulsantiera dell’ascensore”.
Al piano terra, il Restaurant & Garden ospita conversazioni con chef visionari e artisti profondamente legati alla natura. Ai livelli superiori si sviluppano la Library & Exhibition Hall, dedicata alla letteratura e all’arte contemporanea, le Boutique con l’artigianato più ricercato, le Rooms consacrate ad architettura e design, fino al Rooftop, dove il racconto si fa atmosfera tra cielo, mixology e storie di imprenditoria illuminata – da Adriano Olivetti a Robert Owen.

Scendendo nei livelli sotterranei, l’esperienza si trasforma: la Gym & Spa esplora il rapporto tra arte e benessere, mentre la Winery & Auditorium apre al vino, alla scenografia e al cinema. Nel garage, infine, il culto dell’auto d’epoca diventa racconto visivo e simbolico. Due spazi speciali interrompono la linearità: il mezzanino, una sorta di stanza delle necessità per interviste e editoriali più audaci, e l’Alarm button, un luogo imprevisto dove anche l’attesa diventa occasione narrativa.
Mecenate contemporaneo
Prima ancora di essere una piattaforma, Orlando è stato un oggetto. Un magazine cartaceo semestrale costruito con una cura quasi ossessiva per la materia: carte pregiate, cliché realizzati in Olanda, copertine stratificate, lavorazioni laser. Stampato da Grafiche Milani, eccellenza dell’editoria di lusso, ogni numero è pensato come un’opera.
La grafica, firmata dallo studio The World of Dot, accompagna e amplifica questa visione. Al centro di ogni uscita, un dialogo con la letteratura: da Orlando di Virginia Woolf all’Orlando Furioso, da Il ritratto di Dorian Gray ad Alice in Wonderland, fino al mito di Pandora e alle Mille e una notte, tradotti in immagini e Short Art Movie.

Parallelamente, la rivista si muove come un mecenate contemporaneo, commissionando opere originali e raccontando i processi creativi. Tra gli artisti coinvolti: Clym Evernden, Annie Atkins – nota per il suo lavoro con Wes Anderson – Luigi Serafini, Fee Greening, Iacopo Bruno, Celine Oh, Elisa Seitzinger, Natsko Seki, Kirsty Watson.
Nel tempo, questo universo si è espanso. La piattaforma digitale raccoglie e rilancia i contenuti attraverso Orlando Dispatch, dove ogni articolo dialoga con una traccia musicale. L’Art Boutique propone oggetti e collaborazioni – tra cui la sciarpa realizzata con Maurizio Cattelan – mentre il Creative Studio traduce l’estetica del progetto in direzione artistica, contenuti ed eventi.
Linguaggi e percezioni
L’Orlando Academy rappresenta un ulteriore sviluppo: uno spazio formativo in cui artisti e professionisti guidano nuovi talenti tra curatela, composizione musicale, illustrazione e progettazione culturale. Un laboratorio vivo, capace di connettere pratica e visione.
Ed è proprio questa tensione verso l’esperienza che trova una sintesi in Synaestesia, presentato durante la Milano Design Week. Un rituale sensoriale che intreccia linguaggi e percezioni, nato per accompagnare la collezione Homo Naturae Somniator, sviluppata con House of Ita. L’ispirazione parte da una riflessione su Thomas Hobbes – homo homini lupus – per trasformarsi in un racconto di riconciliazione: un essere umano consapevole della propria natura, ma proiettato verso una nuova alleanza con l’altro e con la natura.

In questo contesto, il contributo di Diletta Tonatto introduce una dimensione olfattiva che completa l’esperienza: le parole si fanno profumo, la musica diventa spazio, il design prende forma nel tempo dell’ascolto. Ogni elemento della collezione diventa così un manifesto, costruito attraverso lingue diverse – dal latino al giapponese – come se l’umanità cercasse un lessico comune per esprimere il proprio desiderio di natura.
I sensi diventano strumenti di connessione. Il gesto creativo torna ad essere fisico, imperfetto, umano. Durante la Design Week, questo universo prende vita al piano -2 dell’Orlando Imaginary Hotel, ricreato negli spazi di Factory32. Un luogo dove l’editoria esce definitivamente dalla pagina per diventare esperienza. E forse è proprio qui il punto: Orlando Tales non si limita a raccontare mondi. Li costruisce.




