29 Settembre 2026 11:28

Matiff come il Sundance. Parla la direttrice artistica Valentina Quinn

Valentina Quinn
Valentina Quinn
A Cannes si presenta il nuovo corso del MATIFF – Matera International Film Festival: più di un festival, un hub internazionale dedicato allo sviluppo del cinema indipendente, alla formazione e all’incontro tra filmmaker, produttori e industrie culturali globali

Matera, città scavata nella roccia e sospesa tra memoria arcaica e immaginario contemporaneo, continua a esercitare un fascino unico sul cinema internazionale. Set di decine di produzioni — da Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini a Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, fino a The Passion of the Christ, Ben-Hur, Wonder Woman e No Time to Die — la città lucana, Patrimonio UNESCO dal 1993 e Capitale Europea della Cultura nel 2019, rappresenta oggi uno spazio simbolico dove stratificazione storica e immaginario audiovisivo si incontrano.

È in questo scenario che prende forma il nuovo MATIFF – Matera International Film Festival, presentato al Festival di Cannes in vista dell’edizione 2026, in programma dal 26 settembre al 4 ottobre. Una manifestazione completamente ripensata per il panorama contemporaneo dell’industria audiovisiva: non solo vetrina cinematografica, ma piattaforma internazionale dedicata alla creazione, allo sviluppo e alla circuitazione di progetti.

Tra le principali novità spicca la nascita del MAMA Market, mercato internazionale dedicato al cinema indipendente e ai nuovi autori, con particolare attenzione allo sviluppo progettuale, al networking e all’incontro diretto tra creativi e produttori.

Il tema dell’edizione 2026 del Matiff sarà Mediterraneo, specchio del mondo, una riflessione sul Mediterraneo come spazio di dialogo, attraversamento culturale e nuove geografie del racconto contemporaneo.

Alla presentazione sulla Croisette hanno partecipato il fondatore e presidente Leonardo Fuina, la direttrice artistica Valentina Castellani Quinn, presidente di quinnstudiosentertainment.com a Los Angeles, Joyce Pierpoline, presidente di giuria e figura storica dei BAFTA Awards, il consulente cinematografico Hans Fraikin e l’Assessore alla cultura di Matera Simona Orsi. La conferenza stampa è stata condotta dall’attrice Ester Pantano. Durante l’incontro sono stati inoltre assegnati il MATIFF Excellence in Film Artistry Award al regista Pan Nalin e il Premio Luchino Visconti alla Carriera ad Alberto Barbera.

ArtsLife ha incontrato Valentina Castellani Quinn per approfondire la visione curatoriale e industriale del festival.

“Quando ho assunto questo ruolo insieme al nostro team,” racconta Quinn, “mi sono chiesta come ripensare un festival in chiave realmente internazionale, capace di creare un’interazione concreta tra produttori e filmmaker. La mia esperienza negli Stati Uniti mi ha insegnato quanto sia importante costruire uno spazio operativo, non soltanto celebrativo.”

Il riferimento evocato più volte dalla direttrice artistica è il primo Sundance: un festival raccolto, immersivo, costruito attorno alle storie e ai loro autori prima ancora che al glamour.

“Con Leonardo Fuina abbiamo immaginato il MAMA come un ecosistema creativo, una vera cucina dell’immaginazione. Non volevamo soltanto un festival con red carpet, ma uno spazio in cui i progetti possano nascere dall’incontro diretto tra autori e produttori.”

Secondo Quinn, il modello di molti mercati internazionali richiede oggi progetti già avanzati dal punto di vista produttivo e finanziario. Il MATIFF vuole invece posizionarsi in una fase precedente, più fluida e creativa.

“Molti mercati lavorano su progetti già strutturati. Noi vogliamo intervenire prima: creare le condizioni affinché le idee prendano forma attraverso il dialogo.”

Tra i partner e gli interlocutori internazionali coinvolti figurano realtà provenienti dagli Stati Uniti, Irlanda, Canada, Arabia Saudita e Abu Dhabi, insieme a professionisti dell’industria indipendente americana e internazionale. L’obiettivo dichiarato è costruire un ponte stabile tra Italia e mercato globale, favorendo nuove coproduzioni e opportunità per giovani filmmaker. Annunciata anche la presenza dell’AFM -American Film Market.

Il festival dedicherà inoltre particolare attenzione alla formazione di sceneggiatori e talent emergenti attraverso workshop e programmi di mentorship internazionale.

“Uno dei temi centrali oggi,” spiega Quinn, “è aiutare gli autori italiani a confrontarsi con il linguaggio internazionale dello storytelling contemporaneo e con le esigenze delle piattaforme globali.”

Accanto all’industria, resta centrale anche l’identità simbolica di Matera.

“Matera offre autenticità. È una città intima, profondamente culturale. Non vogliamo costruire un festival centrato esclusivamente sulle star, ma uno spazio dove registi, produttori e sceneggiatori possano realmente incontrarsi e lavorare insieme.”

Il glamour non verrà escluso, ma ridefinito.

“Le star ci saranno,” conclude Quinn, “ma il punto focale saranno i film, lo storytelling e la costruzione di nuove opportunità per il cinema.”

Chiude infine il presidente Leonardo Fuina:

“Siamo il Mediterraneo, il riflesso del mondo. La goccia sta iniziando a riempire il mare. Il mare dei sogni.”