09 Ottobre 2026 04:36

Notre-Dame. Le vetrate “polemiche” di Claire Tabouret potranno essere installate

Una maquette delle vetrate di Claire Tabouret per Notre-Dame. Ph. Riccardo Milani/ Hans Lucas/ AFP via Getty Images

Il tribunale amministrativo di Parigi ha negato la sospensione d’urgenza del progetto voluto da Macron. Ovvero: le nuove vetrate dell’artista Claire Tabouret che hanno scatenato dibattiti in Francia, potranno essere realizzate. Ma la battaglia legale non è finita

Un giudice amministrativo di Parigi ha respinto la richiesta di sospendere la rimozione di sei vetrate ottocentesche di Eugène Viollet-le-Duc dalla cattedrale di Notre-Dame, destinate a essere sostituite da opere contemporanee commissionate dal governo francese. Le nuove vetrate dell’artista Claire Tabouret e dei maestri vetrai Simon-Marq potranno essere rimosse in futuro, e le originali finestre di Viollet-le-Duc saranno conservate con cura. Pertanto, il progetto non costituisce un’alterazione irreversibile del monumento gotico. Ci si chiede, ad ogni modo, il senso di “conservare con cura” antichi pezzi della cattedrale che potrebbero essere rimontati al loro posto, anziché lasciati in un deposito. Ad ogni modo, il giudice ha stabilito che non sussistono i requisiti per una sospensione “d’urgenza” del progetto della sostituzione delle vetrate con il progetto dell’artista Claire Tabouret, che ha scatenato accese reazioni. E ancora: il tribunale non si è pronunciato sulla legalità dell’operazione – che era stata bocciata dalla Commissione Nazionale del Patrimonio e dell’Architettura – lasciando aperta la strada a future azioni legali.

Un progetto nato sotto una cattiva stella

L’idea di modernizzare le vetrate di Notre-Dame, lanciata da Macron, ha suscitato un acceso dibattito in Francia e all’estero. Entro due giorni dall’annuncio nel 2024, oltre 130.000 persone avevano firmato una petizione a sostegno delle vetrate ottocentesche installate dagli architetti Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, incaricati del restauro della cattedrale nel 1844. Le imponenti finestre originali, i cui motivi geometrici sinuosi evocano forme naturali, erano sopravvissute miracolosamente all’incendio del 2019 che distrusse la guglia e il tetto di Notre-Dame. Nonostante le polemiche, è stato lanciato un concorso internazionale per selezionare il progetto delle nuove vetrate, con la clausola che fosse figurativo. La proposta di Claire Tabouret, scelta tra 110 candidature, raffigura un gruppo eterogeneo di fedeli durante la Pentecoste, quando lo Spirito Santo discese sui discepoli di Cristo, reso nello stile espressivo e nella tavolozza vivace dell’artista. Ogni vetrata presenta uno sfondo che incorpora elementi del progetto originale di Viollet-le-Duc.

Argomenti a favore e contro

I sostenitori del progetto sostengono che Notre-Dame non è mai stata statica, ma ha continuamente integrato nuovi elementi artistici fin dalla sua costruzione nel Medioevo. Philippe Jost, che ha guidato il restauro della cattedrale dopo l’incendio del 2019, ha dichiarato ad ARTnews che l’obiettivo è aggiungere “significato” e “bellezza” attraverso la storia della Pentecoste, mantenendo al contempo “coerenza” in questa sezione dell’edificio accanto a una vetrata figurativa vicina che raffigura l’Albero di Iesse. Tuttavia, poiché l’edificio è un sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, governato dai principi della Carta di Venezia del 1964, la rimozione di qualsiasi elemento importante – soprattutto in assenza di necessità – rende un’alterazione di questa portata tutt’altro che semplice. L’associazione Sites & Monuments ha promesso una battaglia legale per fermare la rimozione delle vetrate di Viollet-le-Duc una volta che il permesso di costruzione sarà ufficialmente rilasciato.